A mia figlia, inediti di Luigi Paraboschi

Il buio oltre la siepe, Robert Mulligan, 1962_7

A mia figlia, inediti di Luigi Paraboschi.

   

    

Le tre poesie di Luigi Paraboschi che seguono sono dedicate alla figlia.

    

Se per caso una mattina  

se per caso un mattina
quando primavera è già iniziata
e l’estate non è ancora
ti parrà che l’inverno sia stato
un brutto sogno che non voleva mai finire

quando  l’ombra delle foglie
come una vecchia persiana scardinata
proteggerà  il silenzio delle giornata

allora
                                       ne sono certo

starò seduto sopra una panchina
a guardarti avanzare  lentamente
forse con i tuoi ragazzi tenuti a mano.

Il becco d’un merlo
l’ortensia dentro un vaso
il campanello d’un cancello arrugginito
quattro scalini  polverosi
ti faranno tornare indietro con la memoria

e sarà come quando venivo a bussare

ogni mattina prima d’ andare a scuola
e sentirai la mano sotto il cuscino
che ti diceva “ ciao “ senza voler svegliarti.

Ti verrò incontro e non te n’ accorgerai
sarò l’aria d’ un’altra primavera
che ti passa accanto, bassa e già lontana
come  quelle due rondini che scodano quasi al suolo

                                    e fuggono distante

*

Sul dove edificare

Non collocare la tua dimora all’ombra
di vessilli colorati dalle passioni, presto
li troveresti flosci per le delusioni
e non ti ripareranno, né costruisci accanto
al nido delle gazze  : si berranno
le uova dei tuoi pulcini
e ti lasceranno le loro da covare,

 perché non ti devi illudere
 che la volpe s’addomestichi,
il suo destino è trafugare nei pollai
e celarsi nel sottobosco per far smarrire
le tracce ai cani  fedeli come la tua razza.

Costruisci la tua casa ove c’è un verde
fitto, che possa ripararti dagli intrusi così che
non ne sia turbata la tua naturale riservatezza
ma non fare una dimora appariscente,

meglio una capanna con le frasche
come i rami dei tigli sul nostro viale
e poi vivila nella pace del tuo spirito
lascia che  si riposi e prenda fiato,

-la vita è spesso solamente un peso-

là allungherai la tua anima, serena,
come fa il nostro gatto quando
si stende tutto sul terreno e gode
del suo essere vivo ed affidato a noi
col muso reclinato sotto la zampa.

*

angolo giro

La perfezione non sta dentro il triangolo
come raffiguravano un tempo sul catechismo,
è l’angolo giro con i suoi 360 gradi quello
che può narrare questo amore che t’abbraccia
anche se incontra certi spigoli, ma è ancor di più
dentro un cerchio senza circonferenza
che io immagino sarà la vita attesa, ove
non basterà moltiplicare raggio per raggio
e poi per tre-e-quattordici per calcolare
la superficie, perché saremo tutti in tutto
senza dover sfiorare la felicità passando
per la tangente come succede quando amiamo.

*

                     

Il buio oltre la siepe, Robert Mulligan, 1962
Il buio oltre la siepe, Robert Mulligan, 1962

3 thoughts on “A mia figlia, inediti di Luigi Paraboschi”

  1. Sono davvero un “angolo giro” queste tre poesie di Luigi Paraboschi: ti girano intorno e ti fanno sentire il vero abbraccio dell’amore: “Costruisci la tua casa ove c’è un verde /
    fitto, che possa ripararti dagli intrusi… / ma non fare una dimora appariscente, / meglio una capanna con le frasche / come i rami dei tigli sul nostro viale / e poi vivila nella pace del tuo spirito / lascia che si riposi e prenda fiato…”. Un abbraccio che non si trova nei libri di catechismo ma “dentro un cerchio senza circonferenza”.
    Ecco, qui c’è il messaggio, l’eredità più grande che un genitore può lasciare a suo figlio; c’è perché a lui, e agli uomini, si augura di essere “tutti in tutto / senza dover sfiorare la felicità passando /
    per la tangente / come succede quando amiamo” cercando di trovare, però, la superficie, moltiplicando ” raggio per raggio e poi per tre-e-quattordici “.
    Complimenti. Vivissimi.

    Sandro Angelucci

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