à Paris, poemetto di Rossella Tempesta

Un americano a Parigi, Vincente Minnelli, 1951 00_risultato

à Paris, poemetto di Rossella Tempesta.

     

    

à Paris

    

I.

Parigi è la piccola boulangerie con lo studente universitario
che affetta per noi -ben sottile- il crudo di Auvergne;
è il signore con l’abito scuro e i sandali aperti
che mi consiglia di assaggiare il medesimo
fromàge jeunne che lui pure ha scelto.

   

II.

A Parigi si baciano ovunque
e le donne sono molto sottili
spesso portano gonne di seta e foulard
e la notte a Parigi è più viva del giorno.
Non è affatto un luogo comune.

    

III.

Respiri acqua
ed io pure, come avessimo branchie
sui fianchi, all’Hammam dei Bains du Marais.
Scivoliamo come pesci sul marmo, lucidi
amniotici.

     

IV.

Le Balançoire
è l’altalena della prima cena parigina
ho il cuore verde e fresco
come la mia vellutata di piselli
e ti bacerò a lungo
nonostante i tuoi piccoli calamari
in salsa all’aglio della bretagna.

     

V.

Al Louvre
innamorati della Venere di Milo
deferenti e confidenziali da Monna Lisa.
Un’assoluta tenerezza
Per la mummia minuta
-credo una donna-
fotografata senza posa.

 

Un americano a Parigi, Vincente Minnelli, 1951
Un americano a Parigi, Vincente Minnelli, 1951

 

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