Appunti di un falegname senza amici di Alessandro Assiri, note di lettura di Flavio Almerighi

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Appunti di un falegname senza amici di Alessandro Assiri, Lietocolle 2013, note di lettura di Flavio Almerighi.

   

   

Scriveva Giorgio Linguaglossa circa venticinque anni fa: «La poesia sta conoscendo un periodo di “oscuramento”, di internamento nella sua residenza invernale… chi non vede la lethargia che ha colpito la poesia di questi ultimi due decenni dimostra quantomeno cecità . Caduto da tempo il suo mandato sociale, oggi è caduto anche il mandato politico che l’aveva surrettiziamente mantenuta in vita. Rimane soltanto il mandato privato che il poeta dà a se stesso. Abbiamo raggiunto il punto zero oltre il quale non è possibile andare. Non resta che invertire la rotta.» Trovo molto calzante questa riflessione dopo la lettura del bellissimo Appunti di un falegname senza amici di Alessandro Assiri edito da Lietocolle. Geppetto da mandato all’autore di chiamare a raccolta i suoi pezzi di legno, di lavorarli, anche di dare loro una collocazione spazio-logistica, sono bellissime le fotografie che corredano il libro, intercalate alle poesie, e lo rendono ancora più eloquente. L’autore altresì, fedele al proprio mandato di lavora, li plasma, da loro una forma e una storia, immolandoli al fuoco della scrittura. Figure che esistono solo perché la parola, la poesia, danno loro un’ombra, un passato irraggiungibile, un presente incollocabile, ed esistono soltanto perché c’è la parola in forma di poesia.

La scrittura di Assiri non risulta facile diventa poesia, e che poesia, per quella profonda capacità trasfigurativa ed evocativa che fiorisce sugli spigoli e negli angoli stessi che questo modo di scrivere, apparentemente poco musicale, crea.

“a bologna un libro in tasca lo devi sempre avere” “ma quando penso che sei scrittura chiara”

C’è tutto un giro del mondo, un pieno di gusto e sensazioni in questi versi tratti dalla prima lirica di Appunti, e questa chiarezza che progressivamente prende durante la lettura del libro, diventa lampo proseguendo nella lettura e proseguendo nella visione delle bellissime foto, prima durante e dopo aver letto ogni brano. Sì, a Bologna un libro in tasca lo devi sempre avere, soprattutto se sei uno di quei pinocchi che hanno preso vita dalle mani del falegname senza amici, e corri per riguadagnare tempo, spazio, recuperare sul versante del vissuto. Mestiere paziente quello del falegname, ma l’artista lo è altrettanto, aspettando di rivedere i propri parti per riveder se stesso. Insomma, questi Appunti sono affascinanti, si leggono in un fiato, poi si rileggono e ancora, ancora, Assiri mi ha entusiasmato per la sua capacità di costruire, dare anima, scolpir, dipingere, lavorare con le sole parole. Questo identifica un Poeta.

gatto_e_volpe

il gatto la volpe e l’armeria dei briganti

   

è una questione di qualcosa, forse di fretta o meraviglia, ma qui si respira male
sia le sorprese che le scuse, poi le stelle finiscono o si vedono di meno
ed improvviso ci si scorda
che a bologna un libro in tasca lo devi sempre avere
così se ci si incontra se ne ha un pezzo da strappare

non so più se è troppa neve o se grattiamo male il vetro, se contano
i numeri o il cemento
è quasi un’ora che hai le mani chiuse, un’ora oltre
le cose dalle ciglia amplificate
con cui sbatti l’alfabeto

la fine degli auguri forti, se fossi capace ci metterei una croce,
ma quando penso che sei scrittura chiara
mi vengono in mente tutti i sabati a tracolla dove il nemico
si combatteva stando a casa, e un po’ mi irrigidisco come quando
si va in vacanza e si ostenta il coraggio con la testa tutta indietro

foto

One thought on “Appunti di un falegname senza amici di Alessandro Assiri, note di lettura di Flavio Almerighi”

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