Concorso poetico e fotografico: “COMUNItariSMO – pensare è oltrepassare” – I SELEZIONATI

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Concorso poetico e fotografico: “COMUNItariSMO – pensare è oltrepassare” – I SELEZIONATI.

   

   

In concomitanza con un ciclo di incontri a tema “COMUNItariSMO – pensare è oltrepassare” organizzato da Civico 32 e tenutosi presso la sede dell’associazione, Civico 32, Scuola della carta e Versante Ripido hanno indetto un concorso fotografico e poetico.

Le giurie hanno selezionato le opere in base all’originalità e spontaneità con cui hanno rappresentato il tema del concorso che tocca un aspetto importante del profondo mutamento della società di questi anni. L’evoluzione dell’idea di comunitarismo attraverso lo sviluppo della sharing economy e la manifestazione di forme spontanee di aggregazione è stata ben rappresentata nelle opere, che ne hanno evidenziato differenti sfaccettature emotive e interpretative.

Trovate i risultati a questo link http://www.versanteripido.it/newsletters/risultati-del-concorso-poetico-e-fotografico-comunitarismo-pensare-e-oltrepassare/

Nell’articolo precedente potete trovare le 3 poesie e le 3 foto prime classificate. Qui pubblichiamo le 10 poesie e le 10 foto selezionate.

    

Brancaleoni Maurizio: Una soluzione geniale

In seguito alla recente presa di coscienza
               da parte delle principali figure politiche
                                    nazionali e internazionali
     della criticità delle condizioni attuali
       del pianeta Terra, popolato da una ricchissima fauna
                                       che comprende alghe, esseri umani
                                                              e castori
   sono state varate misure strabilianti e degne di nota
fondate sul fermo rispetto di
                                           orsi polari, lobby onnipotenti
                                        e foto e video che ritraggono
                                        bambini malnutriti
                                                           che inesorabilmente

                                                                                  muoiono

essendo la strategia summenzionata
– sebbene già criticata da imbecilli e attivisti –
           elaborata allo scopo di affrontare problematiche onnicomprensive
   in una maniera che non ha precedenti
   poiché tutto lascia presumere
che non si possa fare nient’altro
   al momento attuale
ovvero,
       sperare che muoiano tutti
       prima che la fame e il riscaldamento globale
       si possano ritenere responsabili
               delle loro morti

***

Enrico Cancila: Dietro al cancello

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Balocchi Luigi: Il tramonto a occidente

C’è un uomo nella nebbia del tramonto, il più fosco degli inverni.
Raccoglie rami marci sulle rive del Tesin.
Li lancia là dove la corrente è più fitta e fa paura.
Chi ha paura della morte, fratelli miei?
Chi ha paura di guardarla bene in faccia?
Siete troppo abituati alle luci del conforto.
Alla quiete dell’usura.
Il pieno di benzina.
Il bancomat felice.
E piangete, ridete.
Affannati, stupidi, giocondi.
C’è un uomo che ha acceso un fuoco sulle rive del Tesin.
E guarda la corrente.
La guarda bene in faccia.
Dov’è fitta e fa paura.

      

Tesin – è il fiume Ticino tra le province di Milano e Pavia

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Juri Albertazzi: Punti di vista

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Moretto Luciana: Corpi celesti – la prima stella fissa

     

‘ …una voce interiore simile a quella che pare di udire a volte, quando si ascolta il ‘ ronzio ‘ delle stelle,
sta pronunciando le parole mitiche della speranza: parole utopiche, è vero, ma anche le
sole che possono girare nell’orbita più grande che ci sia ‘
Nadine Gordimer

   

Nella foschia che abbacina e confonde
la turba indistinta di uomini e di morti,
simulacri della storia che ci sta
alle spalle, che ci sta ‘ sulle spalle ‘
come un peso che opprime e affatica
mentre ci occlude la vista del cielo

da parte mia tre punti luminosi
ho ravvisato a guisa di   bussola
nel buio, tre stelle di cui non dirò
il nome ma certo nitide e distinte
all’occhio attento e sentinella
di immobili luminescenze proprie
alle sfere più alte dell’umano

     

LA PRIMA STELLA FISSA

A tal punto ardua la sua traversata
della vita, passatore
tra popoli diversi, alzabandiera
di quella eterna utopia di pace
che lo indusse a progettare ponti,
scavalcare   muri, ostacoli di natura
politica, lingua, etnia,
una corsa così affannosa
– sconfortante? –
da spingerlo a cercare un giorno di luglio
tra i rami di un albicocco
l’irrevocabile riposo.

Così che oggi lassù
nella remota quiete di Telves
dal suo tumulo in nuda terra
s’alza tra le altre
e anche un poco più alta
la fiamma di una calendula,
cera vergine di quella candela
che non si consuma, se la tieni accesa

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Orlando Myxx: E’-il-principio-che-conta_PrincipioModulare

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Grillo Emma Giuliana: Quaderno per il disegno libero

Il mattino biondeggia
nel venticello.
Disegno fiori
rossi,rossi,rossi
gialli,gialli,gialli
blu,blu,blu
ecco tutti
assolutamente precisi.
arrivano quattro rondini
nere nere,nere
“Ragazza
quanto li fai grandi i tuoi fiori
quanto misurano
e come li fai tutti uguali?”
Guai
a chi esce dalle righe
rovina sé e gli altri.
Io,
stabilisco
misuro con i polpastrelli
penso
eseguo.
Giungono tre donne
bianche,bianche,bianche
Tremula l’acqua ghiacciata alla finestra
“Bimba
lascia i segni e
vieni.”
Io
sono certa di me
e
guai
a chi si avvicina
e mi discosta i segni.”
Passano due cavalieri
azzurri,azzurri,azzurri.
Io
compilerò lo strazio
e loro saranno identici.
Occhi ciechi e bucati.

Agosto 2016            

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Demetrio Polimeno: Lo-sguardo-di-Lenin

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Galdini Guido: poesia n.2

l’utilità degli aghi di ferro,
infilzati sui balconi delle finestre
per evitare il posarsi dei piccioni,
non va messa in dubbio, sono strumenti essenziali
per l’igiene del sottostante marciapiede

tuttavia non scompare la minuscola nube
che per difendere la nostra idea di candore
sia necessario impedire con ogni lama
che qualcun altro trovi un terrazzo per riposare.

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Juri Albertazzi: Europa a colori

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Ruggiu Mariangela: La casa si sta sgretolando

le crepe si fanno più ampie
la notte è un mantello strappato

Cercheremo le caverne
e scaveremo radici
e sarà solo un ricordo incredibile
questo mondo nel baratro

Impareremo di nuovo a coltivare il grano

solo il grano ci può salvare

il colore giallo così caldo
la consistenza perlacea
il latte verde per la nostra fame

La terra ci insegnerà ancora
la fecondità dell’amore

quando saremo figli sperduti
orfani del petrolio
superstiti del potere

affamati di un cibo dimenticato
nudi
scalzi
soli

Dormiremo sulla terra umida
fino a sentirla madre

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Carlotta Nasi: Il bacio

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Fattori Narda: Miele millefiori

Sui marciapiedi appena l’aria scura
s’accocolano i senza tetto sul cartone
c’è chi si stringe un cane come un figlio
chi perimetra il suo spazio con borse
di nailon ben chiuse per quattro stracci
un pane secco e una scatola di tonno

devi andare in città per vederli quando
imbruna e la gente affolla il ristorante
il desco resta deserto i figli con i nonni

vogliamo oltrepassare la vetrina che separa
e fare delle differenze un millefiori
miele senza igp e senza dop buono per la gola
tutta l’umidità della notte sgronda sulle ossa
e rode corrode il respiro nei polmoni

passerò più tardi con un vasetto per ciascuno
faranno festa forse sparirà un raspo in gola
sarebbe già un successo il miele è prodotto
                                          per la colonia.

***

Enrico Cancila: Fuoridalcoro

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Bellanova Bartolomeo: Effetti collaterali

Effetto collaterale è la pioggia battente,
il sole incessante,
la lama tagliente della fame,
il rospo molle della sete.

Effetto collaterale nascere
per distrazione qua o là,
qua nella bambagia
là tra le spine di un roseto lacrimoso.

Effetto collaterale vivere coi polpastrelli bruciati
esistenze di peltro opaco,
vivere esistenze lanciafiamme
sogni innocenti e gioie incenerite,
vivere esistenze attaccapanni
pezzi e stracci in disordine sparso.

Effetto collaterale morire nell’indifferenza
alla deriva sul gommone
o alla deriva sul materasso di gomma lattice
prosciugati dalla memoria di ogni saliva.

Si dilegua l’upupa dell’odio e
il corpo rintocca a vuoto.
L’amore non si estingue se ardeva il pancreas,
se avvampava la guancia
se faceva compieta coi salmi dei tuoi capelli
e l’occhio di scintilla si unirà a una stella.

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Fiorenza Fiorini: COMUNIoni  3

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Pecchiari Bruno: Per favore

Per favore,
non ostentate i vostri genitali!
Per favore, non fateli vedere!
Copriteli bene, con entrambe le mani!
Non ci interessano quei vostri cosi,
appassiti, penduli, rugosi e grigi!
Non sono intelligenti!
Non hanno il senso della ragione!
Non hanno il senso della morale!
Non hanno il senso del pudore!
E non solo al centro di nulla!
Ma soprattutto non esprimono alcunché,
se non la tracotanza degli imbecilli!

E per di più non possono ridarci nulla,
di tutto ciò che, ragionando con quelli,
vergognosamente, ci è stato tolto.

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Orlando Myxx: E’-il-principio-che-conta_PrincipioArmonico

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Marzano Roberto: Poveri cristi

Echi di passi nei pressi, foschi preludi
a una scarpa mostruosa che insegue
crude prede sbranando a morsi la strada
la tomaia che opprime, laccio che strozza
mentre il tacco calpesta crudele le teste
non c’è cura o rimedio
è un misfatto, un assedio…
L’incedere zoppo di poveri cristi
incatenati agli incroci a guardare
scorrere ai loro piedi catramati di ghiaia
raggi di solitudine che calano ciechi
un torpore funesto di fame che torce l’addome
come cala improvvisa la notte coprendo tutto
di una grandine d’asfalto fumante…

***

Emanuela Santoro: La sottile differenza intercorrente tra il guardare e il vedere

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