Concorso poetico e fotografico: “La paura e la città” – I VINCITORI

Gli invasati, Robert Wise, 1963

Concorso poetico e fotografico: “La paura e la città” – I VINCITORI.

   

   

In concomitanza con un ciclo di incontri a tema “La PAURA” organizzato da Civico 32 e tenutosi presso la sede dell’associazione, Civico 32, Scuola della carta, Humareels – Poverarte/fotografia e Versante Ripido hanno indetto un concorso fotografico e poetico intitolato “La paura e la città”.

Le giurie hanno selezionato le opere poetiche in base alla coerenza dei versi con il tema proposto, alla maturità stilistica e all’originalità dell’espressione artistica e le opere fotografiche sono state scelte valutando la coerenza col tema proposto, sia per il soggetto dell’immagine che per l’espressività emotiva. L’aspetto formale e stilistico, dal punto di vista della tecnica fotografica e degli schemi compositivi, è stato un ulteriore elemento di valutazione.

Trovate i risultati a questo link http://www.versanteripido.it/newsletters/esito-del-concorso-la-paura-e-la-citta/

Qui pubblichiamo le 3 poesie e le 3 fotografie prime classificate.

    

1 CLASSIFICATO AL CONCORSO DI POESIA: ROBERTO MARZANO – TITOLO DELL’OPERA: “SOTTO I PALAZZI”

Roberto Marzano, Genova 7 marzo 1959, poeta e narratore “senza cravatta”, chitarrista, cantautore naif e bidello giulivo.
Barcollando tra sentimento e visioni, verseggia di vagabondi e di prostitute, di amori folli, di ubriachi e dei quartieri ultrapopolari dov’è vissuto. Meditabondo, si arrabatta tra città arrugginite, bar chiusi, televisori diabolici, supermercati metafisici, operai, nottambuli… e oggetti inanimati ai quali dà viva voce. Un poetare pregno di originalità e dell’ironia pungente che lo ha già contraddistinto nel campo della canzone d’autore. Come musicista (Roberto Marzano & gli “Ugolotti” e “Small Fair Band”) si è esibito in centinaia di concerti. Molto applaudite le sue performance poetiche: variopinti quadretti dove versi e gag vanno a incastrarsi nelle corde della chitarra, in un divertente e originale collage di endecasillabi, sberleffi e canzoni scoppiettanti che suscitano, volutamente, sorpresa e ilarità. Notevoli successi ottenuti a Roma, Torino, Milano, Napoli, Bari, Trieste, Modena, Alessandria, Crema, Sanremo, Savona e nella sua Genova… Sue poesie sono state tradotte in spagnolo da Carlos Vitale e in tedesco da Günter Melle.
Collabora o ha collaborato con le riviste “Prospektiva”, “Gli Altri” “Laspro”, “Diwali-Rivista Contaminata”, “Erasuperba”, “Versante Ripido”, “Rivista!unaspecie” e “La Masnada”.
Ha vinto il Premio Nazionale“ FITEL 2002” – Roma; la III Rassegna Letteraria “Monte Zignano 2008″ – Genova; la XXI Edizione Concorso Letterario “Don Lelio Podestà 2010” – Chiavari (Ge); la III Edizione del “Concorso Letterario Bel-Ami 2013” – Napoli; Premio Nazionale di Poesia “La Bormida al Tanaro Sposa 2014” – Mallare (Sv); Concorso “Trieste… Invito alla Poesia 2016” – Trieste; Premio letterario “L’albero di rose 2017” – Accettura (Mt); Concorso fotografico e poetico “La Paura e la Città 2017” – Bologna. Innumerevoli piazzamenti, “menzioni”, “premi speciali” e “segnalazioni”.
Ha pubblicato: “Extracomunicante. Dov’è finita la poesia?”- De Ferrari (2012); “Senza Orto né Porto”- Edizioni di Cantarena – QP (2013); “Senza Orto né Porto”- Bel-Ami Edizioni (2013); L’Ultimo Tortellino… e altre storie” (racconti) – Matisklo Edizioni (2013); “Dialoghi Scaleni” – Matisklo Edizioni (2014); “Come un Pandoro a Ferragosto” (romanzo) – Rogas Edizioni (2015); M’illumino di mensole” – Matisklo Edizioni (2016).

SOTTO I PALAZZI

Passerà anche questa domenica
che si giustiziano i passeri per noia
bui cuscini soffocati d’incoscienza
pieni di carta vetro, morsi di cani.

Sotto i palazzi perdon fiato e sangue
scatole schiacciate nella pattumiera
la rabbia nera stridula di strega
sparge il suo sale sulle code basse.

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1 CLASSIFICATO AL CONCORSO DI FOTOGRAFIA: SERENA VITTORINI – TITOLO DELL’OPERA: “FOO DËKK”

Serena Vittorini è nata a L’Aquila dove tuttora vive. Si appassiona alla fotografia già da bambina ma è dopo il conseguimento della laurea in Psicologia che decide di dedicarsi totalmente allo studio della tecnica fotografica, presso l’ISFCI (Istituto superiore di fotografia e comunicazione integrata). Oltre agli studi inizia a lavorare come fotografa freelance concentrandosi per lo più sulle commissioni relative alla ritrattistica e allo still life. Di pari passo alla sua carriera lavorativa evolve anche quella artistica che, dopo la nascita della passione nei confronti di alcune tecniche quali il light painting, le permette di realizzare dei progetti personali (alcuni dei quali già presentati in mostra). Attenta osservatrice della vita quotidiana, vive la fotografia come ricerca, strumento per raccontare in maniera personale i propri pensieri e i volti di chi incrocia il suo percorso. Al centro della sua opera emerge sempre l’interesse per l’individuo che alle volte viene isolato ed estrapolato dal suo contesto sociale per indirizzare l’attenzione sulle sue caratteristiche tipiche, altre invece sommerso dal grottesco ambiente circostante.

1 serena vittorini CIV17014 - Foo dëkk

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2 CLASSIFICATO AL CONCORSO DI POESIA: FABRIZIO BREGOLI – TITOLO DELL’OPERA: “MANFREDI SUI NAVIGLI”

Fabrizio Bregoli, nato nella bassa bresciana, risiede da vent’anni in Brianza. Laureato con lode in Ingegneria Elettronica, lavora a Milano come progettista di sistemi di telecomunicazione.
Ha pubblicato alcuni percorsi poetici fra cui “Cronache Provvisorie” (VJ Edizioni, 2015 – Finalista al Premio Caproni) e “Il senso della neve” (Puntoacapo, 2016 – Premio Rodolfo Valentino e Campagnola di Brugine). Ha inoltre realizzato per i tipi di Pulcinoelefante la plaquette “Grandi poeti” (2012).
Per la poesia inedita gli sono stati assegnati, fra gli altri, i Premi San Domenichino, Daniela Cairoli, Giovanni Descalzo, Il Giardino di Babuk de La Recherche, il Premio Dante d’Oro dell’Università Bocconi di Milano, il Premio della Stampa al Città di Acqui Terme.
Sulla sua poesia hanno scritto Tomaso Kemeny, Giuseppe Conte, Ivan Fedeli, Mauro Ferrari, Paolo Gera, Alessandro Ramberti, Gian Piero Stefanoni, Eleonora Rimolo, Alfredo Rienzi.

MANFREDI SUI NAVIGLI

Di come leghi e sciogli tra le pieghe
d’esercizio nodi attorti a bilancio
e compiaciuto dalla rasatura
di quando scuoti con ardore il capo
e scruti dal pertugio delle lenti
i polsini, la cravatta a uncinetto
la sigaretta di calzoni a pelle
che srotoli sul polpaccio, non d’altro
t’assolvi nelle stimmate d’un giorno
che scrolla i rami, ti rovescia pioggia.
Così esiti alla screziatura del bicchiere
dove s’inganna il calco delle labbra
nella solitudine che s’affolla
a imbuto nei pub, se t’investe il vento
remoto di ricordi – la terra dove
le zagare lambiscono vulcani
e il gelsomino trema di rugiada,
lì scioglievano i calzari gli dèi –
Ma rapito tra selve di lampioni
scie di gas, gorghi di tangenziali
mentre il giorno rode fiato all’oblio
l’aspiri nel baleno d’una màrlboro,
Manfredi una volta ancora ésca al guizzo
d’una nuova mail che infuria al telefono
alzi il bavero lisci il mocassino
nell’intrico smarrisci della sera.

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2 CLASSIFICATO AL CONCORSO DI FOTOGRAFIA: ENRICO CARUSO – TITOLO DELL’OPERA: “DI LÀ LA CORTICELLA”

Enrico Caruso. Siciliano, classe 93’, fotografo street e Still life.
Aspirante cineasta fin da ragazzino, si laurea al DAMS di Bologna e frequenta la scuola di cinema “Rosencrantz and Guildenstern” diplomandosi con il cortometraggio “La Pistola”.
Attualmente collabora con l’associazione ANADOMINO ed è fotografo per KINODROMO.
Nel tempo libero ama dedicarsi alla lettura e a fantasticare sul futuro. Ha partecipato a RIAPERTURE Ferrara 2017 e IMAGORBETELLO 2017.

2 enrico caruso CIV17004_Di là la Corticella

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3 CLASSIFICATO AL CONCORSO DI POESIA: HELEN NEVOLA – TITOLO DELL’OPERA: “BROMPTON COCKTAIL”

(B)IO HELEN NEVOLA: <La notte del 4 febbraio 1984, al Sant’Anna di Torino, la sala travaglio più “intima” a disposizione fu il corridoio del 2° piano e in sala parto luci al neon e radio a tutto volume che trasmetteva musica leggera. Così è nata Helen, Esther. Non so se fu il suo primo impatto col mondo a infonderle quella “fretta di vivere” che ha sempre avuto. Imparò a correre prima di camminare> (mamma).
Seguono domeniche ad ascoltar mio padre raccontare di canzone d’autore e pomeriggi a rubare lettere di mamma dalla carta di scarto della sua copisteria. Scrivo “Volo”, la prima poesia, a 8 anni: rimango tutta la sera in camera coi miei finché capiscono che è roba mia. A scuola invento laboratori di creatività e giornalini di concorrenza a quello della presidenza. A 18, via di casa; a 23, mamma di Nadine Esther. Oggi aiuto a crescere sia lei, sia la mia passione per l’arte.
Lancio vernice su bottiglie di birra e tele, fotografo: ho ricevuto alcuni riconoscimenti anche in questi ambiti e organizzato/partecipato ad alcune mostre pittorico-fotografiche come “ArtEfollia”; recito in Reading e sfido performers in poetry slam. Ho vinto il Torneo di Poesia Declamata 2016 e partecipato come allieva attrice alla Rassegna “Dizionario Dell’Indicibile” c/o CAP Torino.
Mio padre abbandona me e la famiglia ed io nel gennaio 2014 divento conduAutrice del Progetto Artistico CaleidoScoppio (facebook.com/caleidoscoppio) che si occupa di organizzazione eventi culturali e dà spazio a talentuosi artisti dell’underground torinese. Il format CaleidoScoppio è una serata mix-shaker di arti performative tra la tradizione dell’open mic e la jam session. Gli artisti si mescolano nelle esibizioni, anche improvvisando collaborazioni, come tessere di un “caleidoscoPPio” che di volta in volta dà colori e forme diverse alla serata.
Due edizioni al Magazzino sul Po (ex Gianca2), storico locale dei Murazzi di Torino e poi itinerante per locali in Torino e Provincia, CaleidoScoppio ha partecipato e partecipa a manifestazioni svolte nel nord Italia con i “CaleidoS in Trip” e ha girato l’Italia con il CaleidOnTheRoad improvvisando reading nelle stazioni. Ha animato tutta l’estate de la “Spiaggia ai Murazzi” ampliandosi con serate, laboratori, incontri, reading poetico-musicali, mostre, mini corsi artistici, animazione per bimbi e ragazzi, i “CaleidoStuzzico” (aperitivi con artisti) e il “Photo Shooting Corner”, il set fotografico di CaleidoScoppio.
Ripetutamente ospite delle principali scene artistiche piemontesi, CaleidoScoppio ha vinto i Giochi Poetici 2016. E’ stato riconosciuto come realtà di rilievo artistico e sociale in più occasioni e fa rete con associazioni culturali del territorio con le quali collabora anche con le Istituzioni per portare l’arte in periferia e in città.
Negli ultimi anni ho partecipato ad alcuni workshop e laboratori teatrali e nel 2017 scritto e portato in scena due nuovi Reading poetico-performativi: “Non Abbiamo Altro da Dirci” e “Tanto Tony è in Vacanza – Il viaggio”.
E’ in lavorazione, “Tessere” – primo di tre pubblicazioni in cantiere: i miei “libri perennemente incompiuti”, in questo caso una raccolta di pezzi poetici, in prosa e monologhi.
Ad inizio stagione culturale 2017/2018, ho vinto la prima edizione dell’IoCentro Poetry Slam diventando finalista regionale per il Campionato Italiano di Poetry Slam – Rete LIPS e sono arrivata terza al poetry slam (rete SLAM ITALIA) collegato al 100th Poets for Change. Sono arrivata terza al Concorso “La paura e la città” (Versante Ripido) – sezione poesia.
Sta per nascere la Compagnia Multiartistica CircoScoppio, da me diretta.

E’ già domani / Brompton Cocktail *

Guarda che mi sono ustionata la lingua.
Guarda che sto scartando il domani, bollente.
Guarda, non è successo niente.
Non ho letto parola. Il letto l’ho svuotato,
ma c’è ancora il mio fantasma che annaspa.
Guarda che mi stai stropicciando gli occhi con quella voce:
fai attenzione, bisbiglia.
Il gatto piscia ancora giallo, il cane non ce l’ho. Mi lecco un dito.
Guarda, mi sono srotolata una coperta sulle spalle
ché fa un freddo da palude metropolitana come sempre.
Guarda che c’è un sole annebbiato stamattina, un muso arrabbiato
e oggi è domani. E qui, qui, adesso, è chiaramente freddo addosso.
I sogni sono rimasti a macchie. Sfocate. Ma tu – guarda – ci sei in tutti.
E’ un altro domani uguale a ieri, oggi
e domani, spero di no. Domani spero sarà diverso.
Domani spero di sperare. E tu qui, senza un anelito,
come cani; tu che vieni
a incartocciarmi gli arti come fossero arti,
come fossimo giocolieri squilibrati e acrobati in equilibrio,
come fossimo mimi, scultori, espedienti,
come fossimo vivi, dentro i libri di storia,
stretti come non ci fosse altro… futuro. Presente. Ammonimenti.
Come non ci fosse cintura, facesse tutto provincia.
Annebbiamo il già visto, come auto in sosta,
vivendo come senza esistenza da un momento… a un altro.
Come non fossero uguali. Come non fossero molti.
Come non fosse domani. Come non fossimo in tanti.
Come non fossimo.. irrilevanti.
Guarda, è domani! E sembra ieri.
E domani non me lo ricordo, in questo precario tutto.

*Cocaina – come stimolante; morfina – per togliere il dolore; cloroformio – per una sedazione pesante; sciroppo alla ciliegia – per un buon sapore; alcool – come analgesico e per amalgamare bene il tutto. Questo, il cocktail di Herbert Snow che veniva fatto ingerire poco prima di morire ai malati di cancro o tubercolosi al Brompton Hospital, Londra, all’inizio del 1900. Scopo, farli sentire bene e vivi per un’ultima volta. Per lasciare un buon ricordo alla famiglia.

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3 CLASSIFICATO AL CONCORSO DI FOTOGRAFIA: ALESSANDRO LEONETTI – TITOLO DELL’OPERA: “EMARGINAZIONE”

Alessandro Leonetti: nato a Terlizzi (BA) il 14 Novembre 1988. Fotografo autodidatta, è un appassionato di esplorazione urbana e fotografia dell’abbandono. Il suo obiettivo è far rivivere a chi osserva le intense emozioni suscitate durante le sue esplorazioni. I muri, le sedie, le finestre e tutti gli oggetti che incontra lungo il suo percorso hanno una storia da raccontare. L’atmosfera delle sue opere avvolge l’osservatore trasportandolo in una dimensione di incertezza, mistero e smarrimento.

3 aelssandro leonetti CIV17012 - Emarginazione

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in apertura Gli invasati, Robert Wise, 1963

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