Rubrica Cultura e Società. Versi di Silvia Parma

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Rubrica Cultura e Società. Versi di Silvia Parma.

                             

          

TERREMOTO

L’era megàr Terremoto, cumpagna un òss
E con du uc’…a’n m’arcord brisa ed che culaur
J’eran grandi e fondi, pungenti…scuri a’m pèr..

A’l vgneva sampar al Moretto a zugher a chert
E l’aveva sampar quel da derat..
Dal zigaratt…oh! E’d zigaratti aj n’era pochi con la guera,
e onna volta adirittura un pèr ed scherp

“in duv’ t’jè tolti Enzo?”
“it piesan ? t’vèni ban? Toj mo’ e sta zèt.”

Po’, un de’ l’a tirè fora un revolver, grand, lostar
E l’ha sbatò lè , soura al tevàl
“mo’ ti màt Enzo…s’it vaddan i tudesch tè t’i mort”
“me con quasta què a’i n’amaz on anch’incù di crocc’ ”
Al’L’a ciapè,al’ l’a sbatò in t’la bisaca
(l’era un miraqual ch’an s’vedeva brisa: lo’ acsè megar e al revolver acsè gros)
E l’è andè vi’.

A’i n’à amazè sul seri un moc’ ed tugnèn, Terremoto.
Lo’ e poch’ etar’; da pèr laur
Con al divis’ da tudesch j’eni entrè al Baglioni di via Indipendanza
SS… un quartier zenerel intìr.
J’en saltè tott p’raria…

Po’ lò l’è scapè, par forza.
L’è andè a’rfugeresin d’la Fondaza
…e po’, beh po’ al saviv anch vù eter qual ch’al po’ capitèr in sti chès
Quelch d’on l’a fat la spea…On’ di su’

Nuetèr a’l savàn tot un près a pòc’ chi l’è stè…
No, a’n v’al deg’ brisa…trop tamp e po’ a’c sa servèl?
Tri an l’è stè srè in cà par la pora…

Beh i tudesc j’an tolt Vincenzo…
Quatar dè l’e sta là, i l’an picè, torturè…
a’l saviv anch’vueter com j’fevan..e com suzèd anch’incu
po’ l’è mort Terremoto, sparè, però davanti:
i l’an guardè in t’i uc’ mantar i sparevan .
L’aveva ‘dgnov’ an.

I ragaz d’incù j’en tot lostar, bi, cumpagna d’al fangeini..
I cgnossan gli eroi d’la tv, dal calcio, i litigan par chi qui…
Ma la libertè, al prufom, la fadiga, la pòra e la polvar,
la cunsistanzia, al culaur d’la libertè no
Qualla, i’n l’a cgnossen brisa.

*

traduzione dal dialetto bolognese:

TERREMOTO

Era magro Terremoto ..come un uscio,
e con due occhi…non me lo ricordo il colore
eran grandi, fondi, pungenti, scuri mi pare.

Veniva sempre al “Moretto” a giocare a carte
E aveva sempre qualcosa da darti
sigarette…oh! di sigarette ce n’eran poche con la Guerra…
e una volta addirittura un paio di scarpe

“Dove le hai prese, Enzo?”
“Ti piacciono? Ti vanno bene? Sta zitto e prendile ”

Poi, un giorno ci ha fatto vedere un revolver, grande, lucido
e l’ha sbattuto lì, sul tavolo
“Dì mo’ Enzo? Sei matto,? Mo’ se te lo vedono i tedeschi te sei morto!”
“Io, con questo ne ammazzo uno anche oggi di *crucchi ‘”
Lo ha ripreso, se l’è sbattuto in tasca
(ed era un miracolo che non si notasse: lui così magro e il revolver così grosso)
e se n’è andato…

Ne ha ammazzati davvero tanti di ***tedeschi, Terremoto
Lui e pochi altri, da soli.
Con le divise dei soldati sono entrati al Baglioni di via Indipendenza
SS…un quartier generale intero, …sono saltati tutti per aria
Poi è scappato.. per forza..Si è rifugiato alla **Fondazza
…e poi, beh, poi lo sapete anche voi quello che può succedere in questi casi
Qualcuno ha tradito. Uno dei suoi.

noi lo sappiamo tutti più o meno chi è stato…
no, non ve lo dico…troppo tempo..e poi a cosa servirebbe?
Si è chiuso in casa tre anni per la paura…

Beh, i Tedeschi hanno preso Vincenzo
quattro giorni, lo hanno picchiato, torturato…
lo sapete anche voi come facevano…e come fanno anche adesso
Poi è morto Vincenzo. Fucilato… però di fronte:
l’han guardato negli occhi mentre gli sparavano.
Aveva diciannove anni.

I ragazzi di oggi sono belli, eleganti
conoscono gli eroi della tv, del calcio
litigano per quelle cose
Ma la Libertà,
il profumo, la fatica, la paura, la polvere
la consistenza…. il colore della Libertà… no…
quella…non la conoscono.

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Note:
VINCENZO TOFFANO (Rovigo,1925-Bologna,1944) DETTO TERREMOTO, E’ STATO INSIGNITO CON LA MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE.
Nel’44 partecipa all’incursione nel carcere di Bologna che libera 240 prigionieri, politici dalle carceri di S. Giovanni in Monte, è nell’incursione che fa saltare la polveriera di Villa Contri a Casalecchio di Reno (BO); è nelle due incursioni che minano l’hotel Baglioni di i Bologna.
Nel novembre è nel distaccamento che copre le retrovie della battaglia di Porta Lame travestito da tedesco. All’inizio di dicembre viene catturato e il 14 dicembre viene fucilato assieme ad altri prigionieri a Sabbiuno di Paterno. Gli viene riservato il privilegio della fucilazione “di fronte” e non “di schiena”.
Chi lo ha conosciuto e lo racconta, ricorda soprattutto il suo grande coraggio e la determinazione.
icorda soprattutto il suo grande coraggio e la determinazione.
Vincenzo Toffano è morto a 19 anni.
Grazie a mio padre per questo racconto che fa parte della sua vita.

*gergo dialettale per indicare i soldati tedeschi
**Uno dei vecchi quartieri dei bordelli a Bologna, ora quartiere studentesco.
***nel gergo popolare dell’epoca si utilizzava genericamente il vocabolo “tedesco” per indicare i soldati tedeschi.

                  

Xi'an, Cina
Xi’an, Cina

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