da Primine di Alessandra Carnaroli

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da Primine di Alessandra Carnaroli, edizioni del Verri 2017, selezione con una nota dell’autrice.

    

     

10386993_686632271417825_4999450675143447329_oAlessandra Carnaroli è nata a Fano (PU) e vive a Piagge. Pubblica nel 2001 Taglio intimo, Fara editore. Nel 2005 la raccolta poetica Scartata è finalista al premio “A. Delfini”. Nel 2006 alcune poesie sono pubblicate, con una nota di A. Nove, in 1° non singolo (sette poeti italiani), Oèdipus edizioni. Nel 2011 pubblica Femminimondo, Polimata, con una nota di T. Ottonieri. Nel 2011 partecipa a RicercaBo. La raccolta inedita Prec’arie è finalista al premio Miosotis 2011, D’If edizioni. Elsamatta esce nel 2015 nelle edizioni IkonaLiber, finalista al Premio Pagliarani 2016. L’ultimo libro edito è Primine, edizioni del Verri, 2017, finalista al Premio Pagliarani nel 2017. Prose e racconti sono pubblicati in diversi siti e riviste (“Alfabeta2”, “Il Verri”, “Atti Impuri”, “Nazione Indiana” on line).

     

     

primine sono bambini e bambine cresciuti a biscottini e bastoni. come cani.
se allenti la presa fuggono, mangiano scarpe, sporcano in bagno.
la madre di solito dice “chi me l’ha fatto fare” quando va bene.
oppure
“come ti ho fatto
ti rimangio” forse per cannibalismo.
il padre non perviene, a tratti assente, quando c’è scatta fotografie porno o morde.
la scuola è un banco per chi sa stare composto. e gessetto tipo droga (io per esempio sono maestra).
primine sono bambini e bambine, qualcuno alla fine si salva.
AC

    

da Primine 

   

4

diventerò una fan di laura pausini
vestirò i manichini
della upim
mi sposerò e avrò due figli
più un aborto al terzo mese
per dire che
sono cose
che capitano a
molte
in gravidanza

    

52

le bambine devono
essere bambine
coi capelli lunghi
o corti se sudano
con gli strass

le mollettine
i cerchietti

si preparano a fare figli
a stare composte
a guadagnare meno dei maschi

si abituano
come il veleno
a un po’ di tacco
ai punti conad
e a quelli
di sutura

se in casa babbo
urla
allora è basta

    

59

vieni in macchina a fare un giretto
sul mio petto
stai protetta
mi hai detto

che buon profumo di cocco
ha il tuo cruscotto
non dovevi portarmi però
in piscina io
annegata
ancora bambina

    

64

voglio essere
la più bella del reame
rubo i kellog’s special K a mia madre

le gallette di riso
le barrette e i grissini
presto mi depilo

sarò un liscio
manichino

    

75

ti gonfierò dal culo
con il compressore
bucandoti parte del colon-retto
per vedere l’effetto
che fa
trapanare un bombo ciccio

mia madre
dirà al giornale
che è stato uno scherzo
non c’è più senso
dell’umorismo

guardate i problemi più gravi
belen si separa
dopo un anno e mezzo

    

76

facciamo un selfie sul balcone
della scuola
con la gamba penzoloni
facciamolo un po’ ammiccante
le labbra appena aperte

prendiamo solo le nostre teste
bionde gli occhi socchiusi
tagliamo i colletti dei grembiuli

    

85

uno penzola
dal soffitto
l’altra sperde
sangue
sul tappetino
antiscivolo
del bagno

come una rana
salto
e mi rannicchio
in un angolo
per non pestare
le tracce
per non confondere
gli indizi
del mio trauma

*

 

Demetrio Polimeno, Tracce segni colori, st n. 07 e n. 13 2015
Demetrio Polimeno, Tracce segni colori, senza titolo n. 07 e n. 13- 2015

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