Dacci oggi la parola, inediti di Daniele Barbieri

Alla Nazimova 1879 - 1945

Dacci oggi la parola, inediti di Daniele Barbieri.

   

   

Dacci oggi la parola

dacci oggi la parola, quella che trema, che punge,
che sorride, la parola che disegna, che diventa,

imbarazzata, devota, screanzata, penetrante,
imbarazzante, sonora, drammatica, esilarante,

la parola che diventa, dacci oggi la parola

nostra, che parli per noi

   

Parole dietro parole

parole dietro parole, sopra il diagramma dell’ansimo
corre un reticolo fitto di voci, dicono che

non ci può essere uscita, sono sorvegliate tutte
le porte, nelle parole corre un più denso silenzio

    

Le cose tranquillamente

le cose tranquillamente si ripetono ci incendiano
ci ripetono si bruciano ci fanno ballare morire
dividere incominciare si bruciano le cose
si fanno di lenta cenere ci bruciano ci bruciano

noi crediamo di conoscere quelle parole segrete
con cui si controlla il mondo quelle parole di cose
con cui le parole vincono che il mondo le obbedisce

ma ci incendiano le cose ugualmente lentamente
le cose ancora ripetono tranquillamente terminano

   

Parole e cose

le parole non diventano le cose, si rifugiano
piuttosto nell’euforia di una marmellata semantica

che non le onora, le cose rifuggono a loro volta
la luce di quelle cose che si lasciano descrivere

con parole che si prestano facilmente a mentire,
le parole non si inventano le cose, le avvicinano,

le sfiorano, le raccontano in un’esistenza loro
fantasticata, le cose si lasciano trarre allora

lontano da sé medesime, tanto non gliene importa
un fico cosa si dice nell’altro mondo di loro

    

Rimbalzano

parole ancora rimbalzano tra le spalliere del senso
e vanno in buca, talvolta, talvolta ancora attraversano

il campo ancora correndo, abbattendo come birilli
altri sensi, forse dicono di abbandonare il campo,

preludono alla freddezza del lascito freddo, senza
speranza, senza parole nuove che addolcire possano
il nodo di frasi asciutte, il non scorrere del dire,

quell’algebrico cozzare dei rancori liberati,
di tutti i nomi del male, dei ritorni triangolati
del dolore

    

Fossero solo parole

fossero solo parole quelle che scrivo nei versi
sugli schermi del computer, fossero solo diversi

modi per formalizzare gli ondeggiamenti perversi
del senso, fossero solo tracce di cuori dispersi

in un viluppo invincibile di intestinali universi
del dolore o del piacere, fossero nomi riemersi
dalla palude dei visceri inconsci, fossero versi

che ti parlano, che dicono proprio a te quel messaggio

che altrimenti a te nessuno direbbe, fossero versi
chiari, piani, di parole, non accenni controversi

di sentimenti indistinti, non sentimenti dissolti
nel lago del ritmo, colti vagamente di passaggio

                  

Alla Nazimova 1879 - 1945
Alla Nazimova 1879 – 1945

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