Dallo spioncino, poesie e video di Luigi Socci

Dismaland, opera di Ronit Baranga

Dallo spioncino, poesie e video di Luigi Socci.

   

   

Luigi Socci (Ancona, 1966).
Agente di commercio, versificatore part-time, performer confessional e (ri)animatore poetico non ha, come più volte ribadito, alcun legame di parentela con Antonio Socci. Ha scritto un centinaio di poesie circa. Alcune si possono leggere, volendolo, nella plaquette “Freddo da palco” (d’if, 2009) e nelle antologie “VIII Quaderno italiano di poesia contemporanea” (Marcos y Marcos, 2004), “Samiszdat” (Castelvecchi, 2005) e “Slam. Antologia europea” (No Reply, 2007), ma anche in rete, in riviste o dove si preferisca. Alcune sono state tradotte in russo, spagnolo, inglese e serbocroato, altre no. Ha curato l’antologia dello Slam Adriatico “Superfast Poetry” (Pequod, 2008). Ha organizzato, presentato come Master of Ceremony e partecipato come concorrente a numerosi Poetry Slam, qualcuno addirittura vincendolo.
È direttore artistico ad Ancona, del festival di poesia “La Punta della Lingua” e dell’omonima collana per l’editore Italic Pequod.
“Il Rovescio del dolore” (Italic Pequod, 2013), Premio Metauro e Premio Tirinnanzi-Città di Legnano, è il suo primo libro vero e proprio.

*

Dallo spioncino

Mi lascio questi occhi che ho
per vedere le ombre all’orizzonte,
dietro una lente rimpiccolente,
di molta gente.

Da questo buco
ho visto i testimoni per esempio
di geova, le donne delle scale
il messo iettatorio
dell’amministratore condominiale.
L’ex-tossico in realtà tutt’ora tossico
cui devo un set magnifico
di spugne per la casa
all’aroma di pesce
ho spiato pensando
– esce o non esce ?

Da questo varco
nella porta ci passa una scintilla
nero pupilla.

Ma provate a pensare
a una schiena che trema familiare
ombra tra gli zerbini
pericolante all’inizio delle scale
che va via in una bolla di vetro
di quelle con dentro venezia o san pietro
densa di un’aria unta, senza attrito.
Appesa al corrimano
convessa, senza fretta,
noncurante della targhetta
con scritto il mio cognome che si stacca.

Souvenir deprivato
di neve e di memoria
a un palmo in linea d’aria
di distanza illusoria.

Dispersa nel viavai
per sempre come al solito
restando e un po’ viandando
senza lasciapassare senza i visti
al trotto a dirotto allo sbando
in ritardo sui tempi imprevisti.

Al riparo del chiuso
la guardo come non si deve
internato al sicuro
dalla parte dove si vede.

Ma provate a pensare
come si contrae la vista
di fronte a qualcosa che è troppo vicino
provate a pensare
alla condensa sullo spioncino.

*

Poesia visiva

se uccisi i mercenari sono in salvo i responsabili dell’errore politico
(…)
se dovranno ricorrere alle vittime per scegliere gli eroi

Corrado Costa

adesso vi faccio vedere una cosa
adesso vi faccio vedere una rosa
adesso vi faccio vedere la spina
dorsale di quella rosa
perché vedere è un’azione
concreta che si fa una cosa

adesso vi faccio vedere un video
adesso vi faccio vedere i filmini
del viaggio di nozze scherzavo
adesso vi faccio vedere un audio

adesso vi faccio vedere gli occhi
eccoli
in previsione di un’anteprima
adesso vi faccio vedere in un modo
mai visto prima

adesso vi faccio vedere tutto
adesso vi faccio vedere ecco
dritto per dritto in modo

franco e diretto
adesso vi faccio vedere vietato ai diciotto
dovunque guardiate
così come viene
viene così imparate

da un punto di vista privilegiato
da un punta di fuga raccomandato

adesso vi faccio vedere come si fa
adesso ve faccio vedè ve faccio toccà

adesso vi faccio vedere
tutto il visibile e l’invedibile
adesso vi faccio vedere
e rivedere l’imprevedibile

adesso vi faccio vedere
quel che vi piace e appare
adesso vi faccio vedere
prego dalla regia mandate pure

per rimanere il meno
possibile nel vago
adesso vi faccio vedere
un semplice esempio così mi spiego

questa cosa vistosa
finalmente
adesso vi faccio vedere
questa famosa cosa
adesso vi faccio
vedere niente
perché lo dovete
vedere assolutamente

chi ha gli occhi ingannevoli creda
chi ha orecchie per intendere veda

toglietevi(mi) i(l) cappucci(o)
le bende
gli occhiali
scuri da non guardante
adesso ve ne faccio
vedere delle belle
ma da distante

adesso vi faccio
vedere addosso
vedere in faccia
vedere fisso

adesso

vi faccio vedere che vi sbagliate
adesso mi fate vedere
che non scherzate

adesso vi faccio
vedere per credere adesso
vi faccio vedere con mano
adesso vi faccio vedere
come muore un italiano

vedere un puntaspilli
trafitto di spaghetti
in divisa
d’ordinanza da san sebastiano
vedere con i polsi
segati dalle corde
del mandolino legato alla mano

adesso vi faccio vedere io
adesso vi faccio vedere me

adesso vi faccio vedere chiaro
adesso vi faccio vedere l’ora
adesso vi faccio vedere gli extra
adesso vi faccio vedere in chiaro

con una lente per ogni occhio
adesso vi ho fatto vedere troppo
con ogni occhio per ogni occhio
adesso vi faccio vedere doppio

Bibliografia fantastica

Parole povere.
Polacche e finlandesi. Fare senso.
I lavori di scavo
per il fondale. Il nuovo manuale
di zoologia realistica. Alti e bassi.
La rivolta dei versi pari.

Prodoping. Necrocomicon. La soccida.
Automutismi. Sfoghi d’artificio.
Ma chi ti credi
di non essere? L’arte della ruga.
Autoreversi. A Cuba
è pieno di fuga.

Parte lesa. Poesie.
Senza titolo. Tutte le poesie.
Istruzioni per il disuso. Endoscopie.
Voce del verbo. Sei quel che è.
Poesie scelte.
Tutte le poesie meno tre.

Where do you go to stay worse? The best of.
Sminuetti. Puntali sulle i.
Panta rei e altri condizionali.
The show must go off.
Poesie gratis. Nausea da meraviglia.
Esercizi di disillusionismo.
Messaggini in bottiglia.

Armi pari amicizia lunga.
L’album delle figurine retoriche.
Versi a U. La punta della lingua.
Poesie false. Poesie
su copia commissione.
Conferme e annullamenti.
Allego allegorie.

Claustrofilia. Vicolo Oscuro
numero unico. Dietro le lenti
dell’impostura. Calli da iunctura.
Per rinfrancar lo spirito
tra un enigma e l’altro. Bello e\è brutto.
Portapene. In poesia
ogni buco è trincea. Vale tutto.

Parapoesie.
Il terzo occhio e la terza gamba.
Parapaponzipoesie.

Self titled. Noi mi sa che io.
Scemo chi scrive. Chiodo scaccia vite.
Con le feci nel sangue. Fattore cacca.
La morte terza e quarta. Inchiostro a incastro.
Le cronache del chron. Catarsi addosso.

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VIDEO:

    

    

 

One thought on “Dallo spioncino, poesie e video di Luigi Socci”

  1. Ragazzi, se questo fa l’agente di commercio come scrive, abbiamo capito il disastro della bilancia commerciale italiana!

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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