Dolorosamente candido, di Emidio Montini

Francesca Bertini 1982 - 1995

Dolorosamente candido, di Emidio Montini.

   

   

Dolorosamente candido, dolorosamente in lutto. Come può essere? Fuori squadro, di fronte al mondo. Un sollievo. Le strade un tappeto di foglie. Questo taccuino un libro proibito. Un campo di battaglia per angeli e demoni, come al momento della nascita. Non sono un banchiere né un mercante. Non devo ingannare nessuno se non me stesso. E questo lo faccio volentieri. Sono un esperto. Dura da una vita. Ma ora basta. Perfino il crogiolo è stanco. Di borbottare. Credo il ferro sia pronto. Una spada, un forcipe. Sto partorendo in casa. In casa sono nato. Una strettoia di valle. Un vecchio mulino. Cumuli di coperte. A prendere il sole. Quando c’era. Ricordi miei o di altri? Non so. Grandi nebbie. A due anni andato via. Mai più tornato. Credo il torrente sia asciutto. Come i fiumi della terra. Ma a me è rimasta la sete. Una sete implacabile. Dentro. Un amore per le cose aspre. Dirupi, forre, cortecce, coralli. Abissi e sommità. Gli estremi sempre. E poi le stelle. Le donne. Imprendibili entrambe. Perché distanti le prime, perché amare le seconde. Iside morta con il suo Osiride. E la razza pure. Tutto nei mezzi toni del Tempo. E l’Eternità che langue. Che aspetta i suoi abitatori veri. La tavola non è più rotonda. Ora è fluttuante, informe. Come le parole. Quella detta non è mai la pensata. Una maschera per ogni occasione. Un’occasione per ogni maschera. Il filo a piombo fa paura Il cristallo di neve pure. Troppo semplici, troppo perfetti. Troppo colmi di fede. Troppo atavici. Per fortuna ci è rimasto il pianto.

                     

Francesca Bertini 1982 - 1995
Francesca Bertini 1982 – 1995

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