Entropia del fuoco, inediti di Francesco Aprile

Lillian Gish 1893 - 1993

Entropia del fuoco, inediti di Francesco Aprile.

   

   

Francesco Aprile (1985-06-03, Lecce) è giornalista pubblicista, poeta, poeta verbo-visivo. Nel 2010 aderisce al movimento letterario New Page – Narrativa in store fondato l’anno precedente da Francesco Saverio Dòdaro; qui svolge attività di addetto stampa e segreteria, curatore di mostre e testi critici degli autori del movimento, e pubblica, in store, 42 testi (sui versanti della narrativa, 35, e della poesia, 7). Dal marzo 2013 la curatela del movimento è a due voci: F. S. Dòdaro-F. Aprile. Ha fondato il gruppo di ricerca e protesta artistica Contrabbando Poetico (2011), firmandone il primo manifesto, e la rivista di critica e linguaggi di ricerca www.utsanga.it (con Cristiano Caggiula, 2014). Nell’ambito della poesia verbo-visiva, scritture asemantiche, linguaggi sperimentali, sue pubblicazioni sono archiviate presso biblioteche come il Poetry Library (Londra), Tate Library (Londra), e sue opere si trovano presso istituzioni e collezioni private come ArtPool Art research center (Budapest) e Imago Mundi. Visual poetry in Europe (Fondazione Benetton). È presente nei volumi An anthology of asemic-handwriting (Uitgeverij, 2013, curato da Tim Gaze e Michael Jacobson) e  A Sud del Sud dei Santi. Cento anni di poesia in Puglia (Lietocolle, 2013). La sua ricerca è storicizzata in riviste italiane e straniere come S/V Revue (Lione), Rivista di studi italiani (Toronto), Revista Laboratorio (Universidad Diego Portales, Cile) ecc. Ultime pubblicazioni: Dietro le stagioni (iQdB Edizioni, 2015, con nota di Cristiano Caggiula), Exegesis of a renunciation (Uitgeverij, 2014, con note di Bartolomé Ferrando e Cristiano Caggiula).

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estratti da:
Entropia del fuoco
(inedito 2015)

2015-04-18

Possibile fare del pescato il pescatore
questa maglia di alghe ora veste a buio
l’azzurro sconforto del mare, la perdita
della tranquillità fa il pesce predatore
al nulla quando abbocca all’amo.

2015-04-19

Rimane scolpito l’umido nell’aria di quelle
sere che non tocca il cielo lo sguardo, e il
petto batte nella notte un incendio di baci
e tamburi. Lo scivolo del mare traghetta
tristezze di gabbiani e 700 colpi di rondine
vuotano il caricatore nero della morte.

[700 corpi nel mediterraneo. 700 cronache di rondine.
700 squarci all’amore. Quanta litania ha per voce il mare.]

2015-06-08

Questa terra di basse scogliere è un invito
al pentimento, una preghiera genuflessa
al martirio. Questa vocazione di smarrimento
forma sillabe di impotenza e caporalato,
sottomissione e colpevolezza. La ragione
sincera dei corpi fa grette parole di crosta
di pane bruciato. Se il forno brucia, sciama,
scintilla, strilla, ma è tenera rassegnazione
di madre invelata dalla notte.

2015-06-08

Questa luce di ceppi bruciati ha il colore
scuro della notte. Se le campagne bruciano
fuori di legge, se le diossine cancrano le pelli
delle anime, se gli amianti sfregano sui calci
del gioco, si dà fragile l’infanzia nella polveriera
di questi giorni. Questa vista di basse scogliere
schiaccia gli orizzonti alla terraglia. Questo
sangue tiene in risposta sua solo l’amore.

2015-06-19

Entropia del fuoco il mantice iroso del vento
la bestia tragica che nutre in grembo la vita
l’ombra della luce sulle porte, il verso piano
delle colline sputate dalla terra. Entropia del
fuoco il mantice iroso del vento, la calca
silenziosa che fa la notte sulle pietre, sulle
case. Queste finestre aperte come ali
spalancano in volo senza confini la carne
                                                      delle parole.

2015-06-23

Entropia del fuoco la piana che sfuria la brace
di chioma di lèuna, l’entropia estuata dei corpi
l’etimo delle tue braccia infiamma in note il
canto acceso dei nostri incontri. Sono le tue
braccia corde d’arpa un contrassegno di metonimia
o l’alchimia del verbo, il senso, la metrica del suono.
Entropia del fuoco adesso che è già l’ora e le tue
braccia suonano nel caldo della luce. Ora che sopra
la spina la rosa ha cantato in fiore, ora che sopra la
spina la rosa ha cantato in fiore.

2015-07-13

Per farla breve le righe cadono fulminanti, ma è il gesto
che raccoglie la prova dell’esistenza. Ma è il gesto che dà
prova del fulmine. Entropia del fuoco se l’arco delle rose
raccoglie tutto. Le api, le mosche, le nuvole sopra e la terra
sotto. Ma è il silenzio che piove nella polpa dei corpi che
amano l’abbandono discreto e si perdono. Forse solo si
intendono.

2015-07-13

La fenditura delle rondini di mare, questo trasporto di sale
che e le ali e il becco e la forma del volo nel vento. Ma non
di bianco silenzio della luce, o solo per trasparente amore.
L’esito del volo ha una traiettoria di mantice, una carezza
di fuoco e una quantità di informazione che imprime marca
al linguaggio. Il corpo della lingua mette in gioco il corpo
dell’uomo. Entropia del fuoco l’eccesso di lingua la forma
di luna al mattino. O forse i corpi che solo si intendono.

2015-07-13

L’occupazione del margine comincia presto. Scrivere dal
bordo verso il centro verso altro bordo altra scrittura altra
locazione di parola. Per meglio lanciare i coltelli, per meglio
sfoltire il cielo. Sotto questo cielo trasparente senza cielo,
sotto tutto questo cielo senza cielo solo i morti passano e
dicono del tempo. Il pentagono di legno sulla teca di legno,
la chiusura del posto del riposo, i fiori hanno rubato la voce
dei pianti. Per altro depositare il tempo.

                          

Lillian Gish 1893 - 1993
Lillian Gish 1893 – 1993

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