Fabbrica di nonsensi e di preghiere, un testo e una poesia di Cristina Bove

Ivo Mosele, Matelda

Fabbrica di nonsensi e di preghiere, un testo e una poesia di Cristina Bove.

     

    

Diologo    

“Voi vi riferite alla realtà come forme materiali tangibili, malgrado la scienza cui siete pervenuti vi abbia mostrato gli atomi e gli spazi: è questo il vostro dramma.”
“Ma non sei forse Tu che ne hai creato i presupposti? Che, dal macrocosmo ai quanti, hai fatto in modo che potessimo comprenderne soltanto le apparenze?.”
“Questo sarebbe un giusto appunto se non avessi dalla mia tutto l’universo, e voi soltanto un pulviscolo di cellule.”
“E allora lo ammetti, ci hai dotato di sensi ma hai pure fatto in modo che mai percepissimo oltre le dimensioni del nostro breve esistere. Bello scherzo da prete.”
“Da papa anche, con o senza accento, giacché ci sei.”
E dunque sei al corrente dei delitti che hanno contrassegnato la storia dell’umanità! Per non parlare della gestione del potere di quella chiesa che spaccia per tuoi dettami i propri interessi.”
“Conosco la faccenda, so di cattedrali e di sfarzi, di genocidi e di persecuzioni, di riti sanguinari e di moschee, di tutto quanto opprime e uccide in nome mio
“Ecco perché non c’è speranza. Se permetti che esistano i malvagi, i mafiosi, gli assassini, i depravati obnubilatori di coscienze”.
“Vedi, nella libertà dell’infinito possibile, ho voluto che tutto fosse sperimentabile.”
“Stai forse asserendo che è tutta tua la responsabilità?”
“Se per responsabilità intendi l’avervi lasciato completa libertà di co-creare la vostra realtà, allora sì, sono responsabile.”
“Bene, è già qualcosa, ammetti le tue colpe.”
“No, ammetto le vostre.”
“Troppo comodo, non sono d’accordo.”
“Comodo perché? Se io sono tutti voi, e se ciascuno di voi è un minuscolo punto del mio essere, è dentro me che avviene ogni esistenza, e sempre in me, tramite voi, posso sperimentare ogni piacere, ogni dolore, la fratellanza e l’odio, amore e morte.
“Vuoi dire che patisci Te stesso?”
“Si potrebbe anche dire così, se preferisci.”
“E io chi sono e quanto conto in questo assoluto incommensurabile di cui consisti, di cui rifulgi e infinitamente ti espandi?”
“Tu sei l’informazione della mia coscienza temporanea, e senza di te non ci sarebbe il tempo.”
“?”
“Niente potrebbe esistere, non un vacuolo, nemmeno un buco nero tra le stelle, se non vi fosse spazio intorno: io sono il contenente e il contenuto, l’eterno paradosso degli assunti contrari, io sono il tutto, sono e non sono.”
“Dopodiché io continuerò ad essere tuo componente infinitesimo, nel bene e nel male.”
“Bene, Male, Indifferenziato: sono categorie di questo pianeta che insieme abbiamo creato e stiamo ancora creando,  artefici e partecipi di un sistema binario. Infatti, con chi tu stai discorrendo?”
“Stando a quanto hai detto, con me stesso.”
“Ecco. Allora le responsabilità?”
“Sono le mie.”
“Beh, in un certo senso sì, ma tu sei solo una cellula dell’infinito mio”
“E allora come posso essere responsabile di tutto questo?”
“Siamo al dunque, lo sei e non lo sei, esattamente come Me.”

*

Fabbrica di nonsensi e di preghiere

Noi che viviamo della superficie
di sensi contraffatti
che ricopriamo i morti e le discariche
sotto la stessa cenere
conosceremo mai l’essenza vera?
Abbiamo reso inutili gli altari
coscienze genuflesse e litanie
mentre la mente calcola proventi
_quanto rende la fabbrica di mine
anticarro antiuomo antibambino_

dalla fonte castalia ai videogames
dispensatori di fandonie
il tentativo d’oscurare il sole
perché non faccia luce sui morenti
un’agonia di giochi e di perdenti
e nulla che trapeli dell’eterno
_l’anima ci è sfuggita_
e siamo vuoti
abiti smessi destinati al macero

chissà se avremo ancora uno spiraglio
da cui sbirciare almeno un po’ di cielo
ridestarsi dagli incubi correnti e perdonarsi
d’aver vissuto immemori
d’essere luce al pari delle stelle

*

     

Cristina Bove è nata a Napoli il 16 settembre 1942, vive a Roma dal ’63.
Si è occupata di pittura e scultura. Ha vissuto da giovane a Tunisi dove fu allestita con successo la sua prima personale di pittura. È sua la scultura in bronzo dell’hotel Sabbiadoro a S. Benedetto del Tronto. Negli ultimi tempi si dedica alla scrittura, alla fotografia e all’arte digitale.
Ha pubblicato Una per mille (romanzo – 2016 edizioni Fusibilia).
Per le edizioni Il Foglio Letterario: Fiori e fulmini (2007), Il respiro della luna (2008), Attraversamenti verticali (2009). Mi hanno detto di Ofelia (2012 – Edizioni Smasher). Metà del silenzio (eBook 2014 – Edizioni PiBuk). Antologia di Poetarum Silva (a cura di Enzo Campi), Auroralia (a cura di Gaja Cenciarelli), La ricognizione del dolore (a cura di Pietro Pancamo) La versione di Giuseppe (2011 – AA.VV. a cura di Abele Longo – Ed. Accademia di Terre d’Otranto) Cronache da Rapa Nui (2013 – AA.VV. a cura di Gianmario Lucini – Edizionicfr.it/Libri )
Sotto il cielo di Lampedusa. Annegati da respingimento (2014 – AAVV. a cura di Pina Piccolo Edizioni Rayuela)
Alcuni dei siti in cui è presente: La poesia e lo spirito La dimora del tempo sospeso   Neobar blancdetanuque   Filosofi per caso Rai News – Luigia Sorrentino Versante Ripido  La Recherche muttercourage – Anna Maria Curci   Carteggi letterari
Il suo blog personale https://cristinabove.net/
Conduce il blog http://giardinodeipoeti.wordpress.com/
È nella redazione di http://viadellebelledonne.wordpress.com/

       

Ivo Mosele, Matelda
Ivo Mosele, Deh, bella donna…

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