Fiabe postatomiche di Stefano Severi, recensione a cura di Flavio Almerighi

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Fiabe postatomiche – edizione fotografica di Stefano Severi, recensione a cura di Flavio Almerighi.

   

    

Traggo dalla nota biografica dell’autore: Stefano Severi (1976) è poeta lirico (“La musica e il rumore – l’amore e altre leggende”, Timeo, 2003; “Fiabe postatomiche”, Narcissus, 2014 e poeta narrativo (“Sembra sia la pioggia – racconto in versi per il teatro”, Book, 2011). “Fiabe postatomiche. Edizione fotografica” (Narcissus, 2014) è il suo primo volume di fotopoesia.
È docente di Lettere e Latino, esperto in strumenti d’analisi e strategie d’intervento per affrontare il disagio giovanile in ambito scolastico (“Le terre del silenzio. Il metodo narrativo nel gruppo di lettura per ragazzi”, Narcissus, 2014). Come musicista sperimenta nelle sue performance di sound poetry l’uso del campionatore digitale e dei sintetizzatori. Dal 2013 è membro del Gruppo 77 di Bologna e ne cura gli accompagnamenti musicali. Fra le tematiche più significative del suo lavoro letterario si annoverano l’amore di lontano, l’apocalisse postindustriale, i campi di grano, il dialogo con i morti e i rapimenti yeti. Vive e lavora vicino a Bologna.

Fiabe postatomiche, edito da Narcissus e pubblicato il 25 agosto 2014, uscito anche in “edizione fotografica” è composto da quattro sezioni dove immagini e parole spesso non riescono a fare a meno le une delle altre. Consiglio fin da subito il lettore a non trascurare mai, seguendo attentamente ogni pagine, magari tornandovi, l’interazione tra parola e immagine. 

Per ogni edificio addossato e demolito
si conserva soltanto la parete
congiunta all’altro stabile.

Di tutti gli autori che ho letto per Versante Ripido, questo è stato il più difficile da recensire. Anzitutto il titolo è un po’ fuorviante, perché nessun mondo post atomico, post apocalittico o post qualsiasi altra cosa vi viene descritto. Quindi non aspettiamoci una sorta di “terra dopo l’uomo” o di “walking dead”, non è questa la chiave di lettura. E’ un libro di poesie e fotografie folgorato sulla via di hal9000. Immagini e parole interagiscono per aggredire un silenzio, forse quello definitivo, quando l’anima si sarà evoluta in una macchina senz’anima. Il vero protagonista di quest’opera è il silenzio, ovunque è silenzio dal monitor del computer un po’ vintage col suo ambiente Dos, la campagna intorno alle città privata di ogni voce, salvo quelle fuori campo.

Appena intorno, il richiamo
della gazza modula la carne
cancellata del campo.

Il silenzio diventa quindi loquacità di cose “lasciate sole”. Strade vuote, manufatti immobili, tempo fotocopia di sé stesso. Desolazione senza disperazione, perché il vero artefice di questi paesaggi si è assentato, l’unico segno del suo passaggio è il monitor, spesso presente, spesso citato.

ritornato bambino, rivivendo
l’ultima vita, da taxi in ritardo,
pur di tenere tra le labbra un bacio
di quel suo fumo. E non ci assentavamo
dalle sedie e dal tavolo di sempre.

Verso il finire del libro, quarta sezione, appare il viaggiatore, uomo, personaggio omerico, hal9000 poco importa. E’ un viaggiatore uno che è, ed è stato, in moltissimi luoghi. E qui l’anima omessa durante l’evoluzione torna dentro i ricordi, le identità, l’essere che è stato in tutte le sue forme.

Un libro, un album di poesia. Tra i ringraziamenti finali ho scorto i nomi di gruppi di rock romantico/sinfonico che anch’io in gioventù ho amato, gruppi le cui copertine degli album erano ideate e realizzate dallo studio fotografico hipgnosis, sinonimo di fantasia, creatività: come ce n’è tanta sulle pagine di questo libro/album praticamente su tutte.

PENELOPE 

E in fondo (in fondo) sul fondo del giorno
tra le pareti di cartone grigio
di una piccola scatola le ore
finalmente si arrestano, non pendono
più sul suo capo per quelle pupille
mezzo bruciate. Ardore a mezzogiorno.
Sole immobile, stabile, a lancette
conserte. Prende fiato la spianata
del cortile, tra i giochi della polvere.
Precocemente liberata, inerte,
la memoria non conta, non trattiene
che l’aria tra i ricordi e le colonne.

    

copertina

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FIABE POSTATOMICHE è presente in stampa nel volume LE TRE MONETE. POESIE 1994-2014 (versione senza fotografie) acquistabile direttamente dall’autore e presso le librerie Biblion di Granarolo Bo e Budrio BO.
FIABE POSTATOMICHE. EDIZIONE FOTOGRAFICA è disponibile come e-book nelle librerie online, come:
http://www.hoepli.it/cerca/libri.aspx?query=stefano+severi&ty=1&arg=1600000000&autore=%5b%5bstefano+severi%5d%5d

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