Figli, inediti e editi di Saverio Gaggioli

Anche libero va bene Kim Rossi Stuart, 2005_1

Figli, inediti e editi di Saverio Gaggioli.

    

     

saverio-gaggioliSaverio Gaggioli (Bologna 1980), si è laureato in storia moderna presso l’Alma Mater Studiorum del capoluogo emiliano. È insegnante di filosofia e storia; come giornalista pubblicista collabora con periodici e riviste.
Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Caduche emozioni (Anselmi 1999), Voci di poesia (Edizioni Stella 2000), scritto assieme al poeta Giovanni Duca nell’ambito del “Memorial Chiusole” di Villa Lagarina (Trento) e Frammenti di luce (I Quaderni del Battello Ebbro 2005). Ha all’attivo anche pubblicazioni di saggistica storica, tra cui Cola Montano, storia di un umanista e cospiratore nell’Italia del Quattrocento (Edizioni Farnedi 2005).
Sue poesie sono presenti in numerose riviste, antologie, rassegne di autori contemporanei e sono state tradotte in francese, inglese, spagnolo e tedesco.
Ha vinto i premi “Giovanni Gronchi” , “Città di Vienna” e “San Marco-Città di Venezia” per giovani autori e ottenuto molti altri riconoscimenti. Tra coloro che hanno recensito le sue poesie ricordiamo Giorgio Bàrberi Squarotti, Marcello Vannucci e Andrea Zanzotto.
Ha partecipato nel 2001 alla rassegna “La montagna racconta”, insieme al cantautore Francesco Guccini. Ha preso parte, inoltre, alle seguenti rassegne di poesia e storia: “Elefanti nell’anima”, “Poetando per Appennino”, “Un thè con la poesia” e “Processo alla storia”. Si sono lette sue poesie all’interno del programma “Viaggio nella scrittura”, andato in onda sull’emittente Radio Dolomiti.

***

Le poesie di Saverio Gaggioli qui raccolte sul tema maternità-paternità ripercorrono storia personale e affetti familiari, in un dialogo continuo con la propria interiorità, ma guardano anche ad esperienze con cui è venuto a contatto e che ha raccontato come giornalista, seguendo vari progetti a sostegno dell’alimentazione e dell’istruzione in Sud Sudan.

     

FIGLIO

Non è la barba
che s’imbianca
a farti padre,
né figlio
sei di meno
se cade
qualche capello
sui ricordi
che ti cullano
ancora.
Sei del tempo
e nel tempo
cerchi
volti, suoni, profumi
e ti ritrovi
davanti
a uno specchio
deformante
in cui solo tu
ti vedi bambino.

*

MADRE A SCUOLA IN SUD SUDAN

I tuoi colori
giallo, arancione, verde
non sembrano toccati
dalla guerra.
Lo sguardo fiero
con un quaderno
e una matita
che disegna
il futuro
delle tue figlie.
Libertà
è tracciare un segno
-sempre più sicuro-
sulla carta.
Il tuo nome
è il tuo esempio.

*

COSA RESTA

La domanda
è la stessa di sempre:
cosa resterà dopo di me?
Non possiedo tesori.
Ho incontri e storie da raccontare
mentre a piccoli passi
attraverso la porta girevole
dell’esistenza.

*

IERI E OGGI

Dal voi al tu
dai giochi di legno
-quando c’erano-
a quelli tecnologici.
Cosa faceva il babbo
nei pomeriggi invernali
dopo i compiti,
quando le lezioni
terminavano alle 12,30?

Il tempo
signore
immoto e sfuggente
inesorabile e atteso
era avvertito
e, forse, non così temuto.
Più forte
era la speranza
e lo stupore
per un nuovo Natale.

*

MADRI

Lungo quell’ampia via
sfavillante
sul profondo tramonto
volti di donna
s’avvicinano piano
prendono forma
i noti lineamenti.

Madri
ancora madri
nonne
sempre madri
t’abbracciano e consolano
nell’ansia della sera
nello schiudersi dell’alba.

Condividono le gioie
ti sostengono nella via
sfavillante
sul profondo tramonto…

(poesia tratta da Frammenti di luce, I Quaderni del Battello Ebbro, 2005)

*

                 

Anche libero va bene Kim Rossi Stuart, 2005
Anche libero va bene Kim Rossi Stuart, 2005

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