Ghazal of the Sweet Waves, poesie di Zack Rogow in traduzione di Pina Piccolo

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Ghazal of the Sweet Waves, poesie di Zack Rogow in traduzione di Pina Piccolo.

    

     

Zack Rogow e Pina Piccolo
Zack Rogow e Pina Piccolo

Zack Rogow è autore, curatore o traduttore di oltre venti libri di poesia e opere teatrali. La sua ottava raccolta di poesia Talking with the Radio: poems inspired by jazz and popular music, è stata pubblicata  nel 2015 da Kattywompus Press. Tra i progetti degli ultimi anni, la scrittura di una serie di opere teatrali che hanno come protagonoisti scrittori la cui vita e opera diventano soggetto teatrale. La più recente tra queste opere è  Colette Uncensored, che ha visto la sua prima lettura su palcoscenico al Millennium Stage del  Kennedy Center in Washington, DC,  a febbraio del 2015, rappresentazioni a San Francisco e la prima teatrale europea è prevista a Londra il 4 maggio 2018. E’ curatore di un’antologia poetica intitolata The Face of Poetry, pubblicata dalla University of California Press. Assieme al poeta Robert Hass è cofondatore del ciclo di letture di poesia con importanti poeti a livello nazionale e internazionale, il Lunch Poems Reading Series della Università di Berkeley, in California, che è diventata una tradizione ininterrotta dal 1995. 
Attualmente insegna  al programma di Master’s di scrittura alla University of Alaska Anchorage, ed è il redattore di poesia della rivista Catamaran Literary Reader. Sito www.zackrogow.com

     

Mercoledì 9 maggio, dalle 18,30 alle 20,00 Zack Rogow leggerà al Caffè Letterario delle Murate, a Firenze, in Piazza delle Murate. Parte della serata sarà dedicata alla lettura di opere della poeta June Jordan.

    

Qui vi proponiamo 3 sue poesie in lingua originale e in traduzione a cura di Pina Piccolo:

     

LEZIONI DI PATTINAGGIO

Mi trascino la figlia di sei anni attorno alla pista,
scioccata dal ghiaccio,
da come isola ogni individuo –
la giacca a vento gialla,
le muffole azzurre,
il berretto di lana rosso
contro uno sfondo bianco
come lo studio di un fotografo.

Mia figlia mi scorre
accanto, imparando a pattinare
mentre le tengo la mano. Me la stringe
più forte quando ha paura
che i piedi andranno da soli.
Le nostre lame disegnano linee d’argento
che s’incrociano.

E’ stato solo ieri che le ho detto
che lasciavo la mamma.
“Come si scrive ODIO?”
mi ha chiesto dopo
scribacchiando la domanda
sul rotolo degli scontrini di cassa.

Ma oggi mia figlia sta veramente pattinando
accanto a me, facendo i primi passi
traballanti da sola,
senza tenermi per mano. Mi spiega
come lo farà:
“Quando sei vicino a me farò finta
che non ci sei. Quando non ci sei
farò finta che ci sei.”

    

(Prima pubblicazione: Sagarana, n. 44, luglio 2011)

      

SKATING LESSONS

I tug my six-year-old around the rink,
shocked by the ice,
how it isolates each individual—
that yellow parka,
those blue mittens,
the red-knit cap
against a backdrop white
as a photographer’s studio.

My daughter flows along
next to me, learning to skate
as I hold her hand. She tightens
her grip when she’s frightened
her feet will go off on their own.
Our blades draw silver lines
that criss and cross each other.

Just yesterday I told her
I was leaving her mommy.
“How do you spell HATE?”
she asked me afterwards,
scribbling a note to me
on a scroll of register tape.

But today my daughter is really skating
at my side, taking her first shaky
steps on her own,
without holding my hand. She explains
how she’ll do it:
“When you’re near me I’ll pretend
you’re not here. When you’re not here
I’ll pretend you are.”

*

Volo 000

È quella nausea
quando stai per atterrare
e ti rendi conto che questo volo,
con i suoi geodi di monti innevati
e lo specchio dei suoi laghi,
questo volo
che avrebbe potuto portarti ovunque
scendendo di quota in realtà andrà a percuotere
una certa città
con auto che come spettri spariscono lungo le arterie
e famiglie, dotate di forni a microonde feriti
e nomi veri, addormentate
in quelle case di bambola oltre la pista.
E la tua vita non è la vita di tutti
ma solo la migliore
a cui puoi giungere
nel tempo che hai

    

Flight 000

is the queasiness
when you’re about to land
and you realize that this flight
with its snow mountain geodes
and its looking-glass lakes
this flight
which could have taken you anywhere
is actually going to drum down
in one certain city
where cars ghost along the artery
and families with wounded microwaves
and actual names sleep
in those dollhouses beyond the runway
and your life is not all lives
but only the best one
you can reach
in the time you have

*

Ghazal delle dolci onde

E ora accomodatevi pure per bene. Vi parlerò dell’amore,
Stringerò la voce così forte che griderò dell’amore.

Mia madre si addormentava a via di whiskey e lacrime
Eppure non faceva che entusiasmarsi parlando d’amore.

E non la smettono di parlare delle dolci onde dell’amore
Ma la sorella Billie Holliday, lei sì che sapeva cantare l’inferno che è l’amore

Quando sarò indolenzito dagli anni non mi mancherà l’atto dell’amore
ma mi mancherà il profumo e il gusto dell’amore.

Non dimenticate i bambini con le loro maschere e bacchette magiche
Quando vi tuffate nell’incantesimo dell’amore.

Se non siete pronti per la M-O-R-E dell’amore
Non incominciate con la A di amore.

Ho fatto più della mia parte di errori nell’amore.
Tuttavia mi auguro che le figlie penseranno bene dell’amore.

Zack sei un venditore di poesia usata
Bravo, davvero bravo, mercante insistente dell’amore.

    

Ghazal of the Sweet Waves

Get good and comfortable now. I’m going to tell of love.
I’m going to squeeze my voice so small, and I’m going to yell of love.

My mother used to whiskey and cry her way to sleep.
Even so, she used to kvell of love.

They go on and on about the sweet waves of love
But Sister Billie, she could paint the hell of love.

When I ache with age I won’t miss the act of love
But I’ll still miss the taste and the smell of love.

Don’t forget the children with their wands and masks
When you dive under the spell of love.

If you’re not ready for the O-V-E of LOVE
Don’t get started with the L of LOVE.

I’ve made more than my share of love mistakes,
Still, I hope my children will think well of love.

Zack, you’re a used poetry salesman,
So good, so very good at the hard sell of love.

*

     

FAMILI_MG_9785
opera di Maurizio Caruso

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