Gli “stranieri” e i concorsi, reportage di Natalia Bondarenko

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Gli “stranieri” e i concorsi, reportage di Natalia Bondarenko.

     

    

Il concorso Pensare Scrivere Amare di Remanzacco non si è fermato sulle cose più semplici come la poesia inedita per adulti. La sezione B (poesia inedita ragazzi – under 19) si è rivelata molto concreta e sorprendente. E proprio la curiosità di vedere dove possono portare le strade di un concorso, ci ha spinto a creare la terza sezione, sezione C – poesia inedita straniera che nel 2017 ha riservato una serie di soddisfazioni su diversi livelli. Il concorso ha visto fra i partecipanti un pubblico molto eterogeneo ma appartenente alla sezione a pieno titolo, fra questi:

1) Gli stranieri che sono nati all’estero e vivono all’estero. Gli autori dovevano presentare i testi tradotti in italiano. È stata (chiaramente) valutata la versione in italiano;
2) Gli stranieri nati all’estero ma residenti in Italia. Alcuni fra di loro vivono in Italia da moltissimi anni e scrivono in italiano come per esempio Melita Richter (nata in Croazia) e Yuleisy Cruz Lezcano (nata a Cuba). Alcuni invece scrivono ancora nella lingua madre e hanno presentato il testo tradotto in italiano (Leonora Bucinza, nata a Kosovo e residente a Trieste).
3) E poi abbiamo riscoperto la terza categoria dei poeti che portavano il cognome italiano, ma vivevano all’estero (avevano la doppia cittadinanza), parlavano con un accento vistosissimo l’italiano e scrivevano i testi nella lingua del loro paese acquisito come per esempio Silvano Zamarò (cittadino canadese che ha presentato i testi in inglese tradotti da lui in italiano) o Saro Marretta (cittadino svizzero che ha presentato i suoi componimenti in tedesco tradotti in italiano).

Certo che valutare la poesia tradotta è stato più difficile del previsto perché la traduzione a volte perdeva molto e qua ci siamo resi conto di quanto sia importante farla bene, la traduzione. Ma la ricchezza che brulica all’interno dei testi è lampante, quasi quasi ti mette in difficoltà, in imbarazzo nel decidere. Intanto, ci fa conoscere espressioni nuove, nuovi modi di dire, nuovi suoni che inevitabilmente prendono ritmi diversi dovuti principalmente alla contaminazione con l’altra lingua. Ma in primo luogo rivela una ricchezza, come si diceva, che a volte risulta sorprendente per gli esiti che raggiunge, per la freschezza e la novità che riesce a manifestare. Ed è stato questo che principalmente è stato valutato.

Quest’anno siamo alla terza edizione e approfittando di questa occasione vi invito a visitare il sito dove potete consultare il bando del concorso. https://concorsodipoesiaremanzacco.blogspot.it/

     

Alcuni vincitori del concorso Pensare Scrivere Amare (2017), 2° edizione, sezione C – poesia straniera inedita.

SILVANO ZAMARO – 1° classificato

Silvano Zamaro nato a Cormòns (Gorizia), giovane si trasferisce a Edmonton (Canada). Si laurea alla University of Alberta, BA Honors in Romance Languages, per ottenere poi presso la stessa università il diploma di Master of Arts in Modern Languages and Cultural Studies. I suoi lavori, poesie e brevi racconti in inglese, italiano, friulano, sono apparsi su pubblicazioni e periodici in Canada, Stati Uniti e Italia. Tra i premi letterari che gli sono stati attribuiti figurano Il Leone di Muggia a Trieste e il premio Nardi a Venezia.
La sua prima pubblicazione Autostrada per la luna gli è valsa il premio Bressani, Vancouver, quale migliore pubblicazione in lingua italiana per il 1988 in Canada.

When we meet again

Quando ci incontreremo di nuovo sarà in Nebraska
non badare alla pioggia, non temere, non ti chiederò
perché non hai mai risposto alle mie lettere, amore
era forse solitudine? era forse paura?
Mi vedesti amare un’altra ma non scese una lacrima
dai tuoi occhi blu inquisitivi.
Le nuvole andavano veloci nel cielo aperto
sussurrasti – come va ? Va bene – risposi.
Quando ci incontreremo di nuovo sarà settembre
non molto di cui parlare, poche cose da ricordare
io che passeggio lungo High Level Bridge, tu che aspetti sul cancello
nella notte discreta complice, era un gioco del destino?
Non sentirti a disagio, sai bene che la vita vale la pena viverla
non importa quanto prendi, finisci sempre per rendere tutto
quello che hai rubato ad un cuore dimenticato
e non riesco a sentire una parola di quello che dici
ora che siamo così lontani.
Devi sapere che era il tempo giusto per tenerci stretti l’un l’altro
sussurrare parole mai sentite prima, devi sapere
che nelle mie notti solitarie cercavo un sorriso sotto ai lampioni
cercavo di te per tutta la città.
Quando ci incontreremo di nuovo cadranno le foglie alla betulla
nelle praterie sconfinate soffieranno i venti del nord
e tu avrai ancora paura di amare questo mio cuore?
Non badare a quello che ti chiedo, di sicuro tutto sarà a posto con te.

      

When we meet again

When we meet again it’ll be Nebraska
never mind the rain rest assure I won’t ask ya
why you never answered to my letters, dear
was it just some solitude? was it some kind of fear?
‘Cause you saw me love someone though you shed no tears
behind eyes so inquisitive, those eyes of yours so clear
clouds moving swiftly throughout the open skies
you whispered – how’re you doing mate? I’m doing fine – said I.
When we meet again it’ll be September
not much to talk about, few things to remember
me strolling down High Level Bridge, you standing by your gate
in the discreet complicit night, was that a twist of fate?
Don’t you feel astray, you know well life’s worth living
no matter how much you take you always end up giving
back everything you’d stolen to a forgotten heart,
can’t hear a word you’re saying now that we’re so far apart.
You ought to know the time was right to hold each other tight
to whisper words we had never heard before
you ought to know in my lonely nights I longed for a smile under streetlights
you ought to know I looked for you all over town.
When we meet again birch leaves will be fallin’
across the endless plains northerly winds will be blowin’
will you still be afraid of loving, loving this heart of mine?
Never mind my asking, sure you will be doing fine.

*

MELITA RICHTER – menzione speciale

Nata a Zagabria, vive a Trieste dal 1979.
Sociologa, saggista, poeta, docente universitaria.
Una delle fondatrici della Casa internazionale delle donne di Trieste, cura con particolare interesse progetti europei e transfrontalieri e progetti interculturali con particolare attenzione all’inclusione delle donne immigrate. Il suo ultimo libro Libri migranti, ed. Cosmo Iannone 2015, raccoglie trentanove voci narranti del particolarissimo contesto della migrazione. L’opera è stata insignita dal Premio Francesco Gelmi di Caporiacco, 2016.
Fa parte della Compagnia delle poete, fondata da Mia Lecomte a Roma dal 2009.
Partecipa ai reading di poesia in Italia e all’estero.
Le sue poesie sono state tradotte in francese, inglese, spagnolo e croato.

Dietro le quinte

Smonto
sposto
disfo
riordino
ricombino
bevo vino
rosso
possibilmente dal bicchiere grosso
dietro le quinte sulle ali finte della notte
sul palcoscenico della vita.
E lì spiffera, spiffera dalle fessure
snašle su me neke pozne ure [1]
il crudele vento fuori orario.
E poi
cala il sipario.

      

[1] Mi han raggiunto delle ore tarde

*

YULEISY CRUZ LEZCANO – menzione speciale

Nata a Cuba. Vive e lavora a Marzabotto, provincia di Bologna.
Dottoressa in biologia, poetessa e scrittrice. Ha partecipato al Festival Internazionale della poesia di Tozeur in Tunisi nel 2016 e nel 2017. Libri pubblicati a seguito a vincite nei vari concorsi: “Pensieri trasognati per un sogno” 2013; “Fra distruzione e rinascita: la vita”, 2014; “Diario di una ipocrita” 2014; “Vita su un ponte di legno”, 2014; “Cuori Attorno a una favola”, 2014; “Tracce di semi sonori con i colori della vita”, 2014; “Sensi da sfogliare” 2014. “Piccoli fermioni d’amore” 2015; “Due amanti noi”, 2015; “Credibili incertezze”, 2016; “Frammenti di sole e nebbia sull’Appennino”, 2016; “Soffio di anime erranti”, 2016; “Fotogrammi di confine” nel 2017.

Carpe diem

Per voci sole e di cori,
per la recita degli orrori,
per lo scontro arenato dell’inerzia,
per il mitico scontro
del bene contro il male,
per quel desiderio d’amore immortale
io voglio scrivere quel che consola
i giorni degli uomini confusi
che mettono la gioia in discussione.
Voglio scrivere
per l’atroce distacco dell’anima
che celebra i fatti avversi
e voglio trasformare con questi versi
la vista di chi non ha paura
di perdersi nel destino
senza potere scegliere
in quale futuro immaginarsi.
Voglio scrivere per colui che non sa ripensarsi
nella vita che ama e nell’amore che dà
perché come una parabola infinita, la verità,
diviene bugia e la bugia verità
e su e giù per l’eternità, l’animo umano
un giorno coglie una stella con la mano,
il giorno dopo con la stessa mano si tiene la ferita
di una conquista smarrita
nell’indugio dell’attimo racchiuso negli occhi.
Sorrisi all’interno delle pareti,
la libertà è per pochi
che hanno l’animale palpitante nel petto
con voce di organo vivo
che traduce i sentimenti in parole;
la libertà è per le anime che sanno
stare da sole con l’ombra di una nuvola
che somiglia a un uccello
e coglie l’attimo.

*

           

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Famili – opera di Maurizio Caruso

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