I robot, inediti di Luca Ariano

Metropolis, Fritz Lang, 1927_10

I robot, inediti di Luca Ariano.

      

     

Luca Ariano (Mortara – PV 1979) vive a Parma. Di poesia ha pubblicato: Bagliori crepuscolari nel buio (Cardano 1999), Bitume d’intorno (Edizioni del Bradipo 2005), Contratto a termine (Farepoesia, 2010) e Tracce nel fango (Ultranovecento, 2011) oltre a testi presenti in antologia. Ha curato Vicino alle nubi sulla montagna crollata (Campanotto 2008) e Pro/Testo (Fara 2009). Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati. Collabora a riviste e fa parte di Ultranovecento. Nel 2014 per Prospero Editore ha pubblicato l’e-book La Renault di Aldo Moro con una prefazione di Guido Mattia Gallerani. Nel 2015 per Dot.com.Press-Le Voci della Luna ha dato alle stampe Ero altrove, finalista al Premio Gozzano 2015. Nel 2016 presso la Collana Versante Ripido / LaRecherche.it è uscito l’e-book di Bitume d’intorno con una nota di Enea Roversi. Sue poesie sono tradotte in francese, spagnolo e rumeno.

      

Il vento e le piogge d’aprile
non hanno spogliato
il vostro ciliegio:
abbaia di guardia quel cane…
sentito dalla vostra mansarda.
Cosa temi Nena mentre stringi
forte il suo petto e lacrime
scivolano sul cuscino
sciupando il trucco luccicante?
Anche tu hai visto il giovane Karl
e Jenny amarsi a Parigi?
Le sue carezze in quella stanza
tra fogli volanti e Friedrich
perso in sobborghi fumosi.
Ci saranno i nuovi operai
a sognare la rivoluzione?
Uomini soppiantati da robot
si aggireranno come spettri.

*

Non credevi fiorissero
i tuoi viali a primavera:
quello sulla strada per Mantova…
sulla Via Emilia.
Dopo il gelo e la neve di marzo
pedali nel profumo serale
di erba calpestata, appena rasata.
Ma cosa sanno loro?
Scriveranno in modo astruso:
solo loro comprenderanno quei versi…
laureati, dottorati, in mano il mondo
dei vent’anni con dietro i soldi
di chi lavorò decenni.
Cosa sanno di operai morti a Pasqua
in una cisterna?
Un algoritmo scriverà tutto,
un robot comporrà testi virtuosi
come le note di Castelnuovo:
cosa pensava sul ponte del piroscafo?
In America avrebbero ascoltato
le sue musiche senza sapere chi fosse.

*

Dipingere per me è un atto di vita,
un trovare una ragione ai miei giorni.”
                             Goliardo Padova  

Le voci dei bambini
ti svegliano all’alba:
mentre li veste per l’asilo
prepari la colazione.
Pensate gite domenicali
o vacanze estive…
Nonno Giggino li porterà
al parco, racconterà storie
di un altro secolo.
Combatteranno coi robot?
Perderanno il lavoro per loro?
I soldi non bastano mai,
sempre nuove spese
ma il suo abbraccio mattutino,
baci sul binario e dimentichi tutto.
Solo una reclame da Mulino Bianco,
una commedia mai vista al cinema,
Fantastichi sui tetti imbiancati
di Atanasio Soldati.
Goliardo in quella baracca
màgher ‘me ‘n ciod
Pensava al suo fiume… le rive
che non avrebbe più dipinto
durante quella guerra infinita.

*

         

Metropolis, Fritz Lang, 1927
Metropolis, Fritz Lang, 1927

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