Il fiore di Roberta Lipparini

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Il fiore della poesia di Roberta Lipparini con nota introduttiva di Paolo Polvani.

   

   

Sono nata a Bologna il 9 marzo 1964, che c’era la neve.
robertaAnche mia figlia è nata con la neve, nel 2001. Per questo si chiama Bianca.
A diciotto anni ho lasciato gli studi e ho iniziato a lavorare. Il curriculum inviato era scritto in rima.
Per due anni ho fatto il servo di scena al Teatro Comunale di Bologna, nel dietro le quinte dell’opera lirica.
Contemporaneamente, e sempre da allora, ho iniziato a lavorare in una cooperativa, “La Baracca”, che si occupa di teatro per i bambini e i ragazzi.
Pratico con un maestro yoga e da diversi anni sono in terapia psicoanalitica.
Sono miope come una talpa e molto più astigmatica.
Smemorata anche, al limite della “pagina bianca”.
Scrivo da sempre: poesie per adulti e filastrocche per bambini. All’inizio più raramente (a parte la fecondissima parentesi adolescenziale); da qualche anno in un fluire ininterrotto.
Se si esclude “Biancastrocche”, stampato in un’unica copia e regalato a mia figlia, ho pubblicato un unico libro “C’è un posto accanto a me. Poesie per una scuola senza barriere”, nel 2013, con la casa editrice Mondadori. E’ un libro per bambini dai 7 anni, sulla sensibilità, la leggerezza, la profondità e il disagio dell’infanzia.Un libro di poesie in rima.
Per gli adulti ho sempre scritto poesie, ma solo in momenti di turbinio del cuore.
Da un anno, invece, anche questo è diventato uno scorrere continuo, un naturale parlare con altra voce.
Faccio parte del 77, un gruppo di poeti che si ritrovano al civico 77 di via S. Stefano, luogo che ha ospitato la rassegna bolognese “Portici Poetici” ideata da Alessandro Dall’Olio (poeta, scrittore e giornalista), evento che ha offerto a chi ama la poesia l’occasione di condividere e contaminarsi attraverso la forma letteraria in versi.
A “Portici Poetici” ho letto per la prima volta ad altri, ad alta voce, le mie poesie. Da quella sera, non temo e non desidero che farlo di nuovo. RL

***

Le poesie di Roberta sono un meraviglioso regalo. Recentemente l’editore Mondadori ha pubblicato un suo libro di versi per ragazzi, “C’è un posto accanto a me”. Le poesie per adulti sono ancora inedite.
La prima istintiva reazione è quella di considerarle poesiole graziose che suscitano il sorriso. Ma ho la netta sensazione che quando apparvero i piccoli deliziosi  versi di Vivian Lamarque analoga sia stata la prima reazione, con quelle rime ingenue che avevano tutta l’apparenza del gioco. E probabilmente stessa sorte toccò  al Seme del piangere di Caproni:  – Anima mia, sii brava / e va in cerca di lei. / Tu sai cosa darei / se la incontrassi per strada. –

Paolo Polvani

***

   

IL FIORE

Mi infilo il cappotto
fa freddo al cimitero
ti porterò un fiore
e scoprirò che non è vero
che non sei lì
che sei tornata a casa
Allora correrò indietro
con quell’inutile cappotto
spalancherò la porta
mi dirai che non sei morta
E metteremo quel fiore
sul tavolo in cucina
tra noi due che ridiamo
ancora mamma e bambina

 

***

NON SO AMARTI DA LONTANO

Non so amarti
da lontano
non so amarti
piano piano
Ti lascio una promessa
sussurrata nella mano
che dice “io ci sono”
che dice “noi ci siamo”
Poi me ne vado
non vedo neanche le scale
perché sto piangendo
e la bugia fa male
E’  già finito
ed è durato poco
ma io non so
amarti per gioco
Quel “ci sono” è vero
desiderio mio
ma arrivata alla porta
è già un addio

 

***

IERI

Era solo ieri
o molti giorni fa?
Eri tu con il suo nome
o era lui, alla tua età?
Non conosco più il tempo
non distinguo il sogno
da desiderio, memoria
bisogno.
Penso alla tua bocca…
la bacerò ancora
tra mille anni
ieri, fra un’ora?

 

***

IL CIBO

Sarai costretta a mangiare ciò che dico io
sarai costretta a mangiare quello che c’è nel piatto
perché io lavoro dieci ore al giorno
e devo anche cucinare per quella stronza che sei
per una stronza che non vuole niente
Ti farò odiare il cibo
sto per farti sanguinare
credi di stare dalla nonna ma la nonna non c’è più
Ti rovinerò i pasti, lo farò apposta
ti renderò infelice
non vuoi? allora mangia quel che hai nel piatto
oppure ti faccio vedere io
mangia ‘sto cazzo di pane o finisce a coltellate
non ti alzare, resta qua
… con amore, Tuo papà

 

***

LA SEDUTA

Rompo il silenzio
lo apro fino al pianto
cerco il suo sguardo
lo sfuggo, lo agguanto
Le offro un sacrificio
autopsia del cuore
cerco come una dannata
dentro, per ore
E quando esco
stanca, stordita
vorrei andare, sì
ma non alla mia vita
non più al mio dolore…
può darmi questo,
dottore?

 

***

LA GIUSTA FELICITÁ

Sai, la felicità?
Quella che fa paura
quella che tanto non dura
più di un istante.
Quella punita dagli dei invidiosi
e condannata dai gelosi
La felicità che è una colpa
che forse è un peccato
che ha un prezzo
sempre
salato
quella che puoi solo sognare
quella che ti devi meritare
con un bel po’ di sofferenza
che poi svanisce
e devi stare senza
Quella che forse è contro la morale
che se viene ti può fare male
La felicità che non ti devi abituare
che appena arriva
subito
scompare
Sai? oggi è arrivata
e Io l’ho presa
e la terrò qua
perché penso che sia giusta
questa mia felicità

Quando vorrei morire?
Nel preciso momento
in cui avrò messo l’accento
sulla lettera “a”
del mio ultimo istante
di felicità

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8 thoughts on “Il fiore di Roberta Lipparini”

  1. poesie di una delicatezza e sensibilità estrema.

    pezzi di bravura e semplicità raffinatissima.

    ottimo l’accostamento fatto nella presentazione con le prime cose della Lamarque.

  2. Senz’altro la Lipparini ha buone potenzialita’, Il Cibo ha in se’ il germe della Poesia con la P maiuscola. Le sue poesie hanno il dono di arrivare in modo diretto e di coinvolgere il lettore, di farlo sentire al centro anziche’ subire la lettura. Cio’ e’ dovuto allo stile da filastrocca e ai temi che definirei “di massa”. Ma gli accostamenti a Caproni e alla Lamarque mi sembrano, al momento, un po’ troppo entusiasti. Cari saluti.

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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