Il linguaggio, “new frisbees” inediti di Giulia Niccolai

Luise Rainer 1910 - 1914

Il linguaggio, “new frisbees” inediti di Giulia Niccolai.

    

   

BAMBINI

La bambina che non sa ancora leggere,
va sulla bilancia della nonna in bagno
e le chiede: quanto costo?

*

Matteo (1 anno e mezzo), in spiaggia,
vede un vecchio Nokia
ed esclama: Nonna!

***

ADULTI

Monica Palma mi regala questo frisbee: four two nata!
Lo sono, eccome se lo sono!
Ma lei l’ha rubato a Ollio e Stanlio?

*

Una sessantenne alla cassa
del Supermercato. Invece di dire
quanto devo? dice: vorrei un caffè.
Il giovane cassiere le sorride
e risponde: pensare che ho sempre
voluto fare il barista!
Un caso, o con la crisi stiamo
diventando più umani?

*

In prima media al Parini
mi rovinai anche i successivi
due anni (sempre esami a ottobre),
andando alla cattedra
dal prof. Casonato (bravo e severissimo)
per chiedergli cosa volesse dire quel
“porcella” nel primo esercizio
di traduzione dal latino
all’italiano – in quella famosa
antologia con la scritta in verde
in copertina.
“P R O C E L L A” sillabò sibilando.

*

Nel 2006 sono stata operata
al tendine da killer
della gamba sinistra.

*

Al posto di calze elastiche
un amico dice caste elastiche.

*

Un’amica chiede a Marisa Bulgheroni
quanti anni farà al prossimo compleanno:
sarò ottentotta, risponde.
Sarò ottentotta, deve esserle apparso
più ragionevole di sarò ottantottenne,
comunque più facile da dirsi.

*

Monica Palma ora insegna l’italiano
a studenti stranieri. Leggono un testo
che termina con “e poi c’era persino la frutta”.
Una signorina del Bangladesh chiede: cosa
vuol dire ‘persino’? Le risponde un’altra
ragazza del Bangladesh: persino vuol dire
che ce n’era un po’, non era andata persa tutta.
(Per lei, con quella desinenza, “persino”
era il diminutivo di perso).

*

La Sapienza è blindata, dice il TG1.

*

A cena con i cugini per Natale,
mi viene da dire che i nostri nonni
non erano mai pettegoli. Beh, però
– interviene Maria Teresa –
la nonna Teresa commentava sempre
sul fatto che Alessandro fosse un
donnaiolo e che avesse troppe storie.
Alessandro chi? chiedo io.
Ma, Manzoni! risponde lei come se
la cosa fosse nota a tutti.
A 78 anni, doppia sorpresa:
che Don Lisander fosse “di casa”
e che fosse anche sciupafemmine.
Sono ignorantissima in letteratura italiana.

*

Ieri ho compiuto 79 anni.
Mi capita molto raramente di
parlare in francese, ma oggi
ho chiamato Monique a Ginevra
per farle gli auguri. Lei ne compie 86.
Mi dice di avere “mal au dos et que
pour ça maintenant je prends la canne”.
Resto sbalordita. La canne? Una canna
a 86 anni? Passano diversi secondi
prima che mi ricordi che canne
vuol dire bastone in francese.
La stessa canne che uso anch’io, ora.

*

Possono anche risultare divertenti,
certi riflessi lenti dei vecchi.

*

Monica mi racconta di una
sua lezione sui pronomi
con gli alunni extra comunitari:
io guardo le stelle
io le guardo
tu le guardi
lei le guarda
lui le guarda
noi le guardiamo
voi le guardate
loro stellano.

*

Monica insegna il passato prossimo
ai suoi studenti:
“Lui le ha fatto una domanda,
lei ha ha r r i ri ha ri hari…”
 “HARRY POTTER!”
ha risposto un alunno.

*

Sms di Paola De Pirro:
frase sentita in ospedale:
hai visto i dimessi?
E io ho pensato a un gruppo
di umili e contriti.

*

Monica si sta vedendo
con uno dei suoi studenti,
profugo del Gambia.
La prima volta che lui
la incontra con la sua bici
nera da uomo le dice:
la tua bici è più nera di me.

*

Antonio vive e lavora in Cina
ormai da 15 anni. Sposato
a una cinese, ha due figlie:
una di 9 e l’altra di 4.
Antonio parla correttamente
il cinese ma non sa leggerlo.
Così, quando fa un viaggio in auto
porta sempre con sé la figlia
che gli legge i segnali stradali.

*

Un nuovo frisbee di Paola
da una conversazione captata
da un suo amico salentino:
“Maaa… addo stae la valigia
“Sobbra l’armadiu c’è
lu ventiquattrolley di soruta…”.

*

Mio lapsus (irresistibile)
durante una conversazione:
ma sì, lei va a Medjugorje
e a Louvre.

*

Nicoletta Pallini mi dà
questa informazione nautica:
Alla Via Vai! è l’ordine
al timoniere di mantenere
la rotta – qualunque cosa accada –
e proseguire così.
Questo deve essere stato
il significato originale
di Via, Vai! Ben diverso
dall’avanti/indietro
dello stesso via/vai
di terra ferma.

***

ANIMALI

In piena notte, nella sua casa in campagna,
Violetta viene svegliata dal cane Brian
che raspa alla porta della sua stanza.
Non era mai successo prima.
Si sveglia, gli apre e chiede:
cosa c’è?
Brian risponde facendo il gesto
di alzare la gamba.
Al suo ritorno, in omaggio
al suo meraviglioso linguaggio
dei segni, amore, coccole
e croccantini a volontà.

*

L’alba. Un luogo isolato di montagna.
Silenzio assoluto.
E’ possibile che l’intenso canto di un usignolo
abbia fatto scattare l’allarme di un’auto?

                     

Luise Rainer 1910 - 1914
Luise Rainer 1910 – 1914

2 thoughts on “Il linguaggio, “new frisbees” inediti di Giulia Niccolai”

  1. mi complimento con l’autrice di questi ” calembours ”
    spiritosi, garbati ed intelligenti.
    mi hanno dato molto piacere, leggendoli, sprizzano
    un gusto per la vita non consueto, e l’ ironia
    è la spina dorsale che li regge benissimo

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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