Intervista a Chiara Carminati e sei poesie

Thomas Eakins, "Betty Reynolds con bambola in grembo", 1885, Met Museum

Intervista a Chiara Carminati, a cura di Paolo Polvani e sei poesie.

    

    

Quali caratteristiche deve possedere la poesia per bambini?

In generale, la poesia non “deve” nulla. A maggior ragione quando si rivolge esplicitamente ai bambini: tanto più è lasciata libera da regole prescrittive, tanto meglio potrà diversificarsi in quella moltitudine di forme e stili che le garantiscono vita lunga e lettori interessati. Come per le piante o gli animali, anche per la poesia è importante la biodiversità. Nell’ambito della poesia rivolta ai bambini, almeno nel nostro paese, per molto tempo il linguaggio poetico è stato sfruttato e manipolato per rispondere a svariate esigenze pedagogiche o a veri e propri travasi di precetti morali. Fortunatamente le radici profonde della poesia riescono a far germogliare nuove piante anche lontano da queste serre soffocanti. Offrire ai bambini tante poesie diverse, riducendo al minimo la possibilità di racchiuderle in una definizione unificante, è il solo modo per invitare ognuno di loro a trovare le parole che gli corrispondono di più.

       

La vocazione a scrivere per bambini come si è manifestata?

Ho cominciato a incontrare i bambini durante i laboratori che conducevo presso le biblioteche. Erano incontri ideati per far sperimentare ai bambini in che modo quei libri potevano essere letti e “attraversati”, abbattendo i pregiudizi e suscitando curiosità. E il metodo per condurli alla scoperta di quello che si nascondeva sugli scaffali si basava su un espediente molto semplice: la lettura ad alta voce. Queste esplorazioni intense e quotidiane delle tante voci dei poeti, oltre a coinvolgere i bambini, hanno inconsapevolmente immerso anche me nel mare della poesia. E credo che al di là di una passione personale, sia stata proprio questa esperienza viva, sensoriale, sonora e saporita del linguaggio poetico che mi ha portato poi ad indossarlo come un abito in cui stare comodi e sentirsi a proprio agio. Ho continuato a rivolgermi ai bambini perché mi interessa dialogare con loro, e con loro condividere la potenza del gioco e dello stupore per il mondo che stanno all’origine delle mie poesie.

      

Come se la passa in questo momento la poesia per bambini? Sospetto che goda di un pubblico più vasto e attento rispetto alla poesia per grandi.

Non sono un’esperta di classifiche di vendita, per cui non sarei in grado di fare delle stime da questo punto di vista. Però nel mio lavoro continuo ad incontrare tantissimi bambini, in scuole, biblioteche e festival, e so che lo stesso fanno i miei colleghi. Penso si possa affermare che ai lettori bambini vengono offerte più occasioni di incontrare la poesia di quanto non avvenga per i lettori adulti, anche perché probabilmente si presume che un lettore adulto si crei da solo i propri percorsi. Questa esposizione alla parola poetica rappresenta certamente un aspetto molto vitale dell’universo poesia. Quanto alle vendite in libreria, esistono e resistono validissimi editori che si dedicano alla poesia con continuità e intraprendenza: va reso onore alla loro capacità di ricerca e di scelta. Ci sono poi bellissimi testi che non si trovano più in commercio, e qui più che mai sono preziose proprio le biblioteche, che invece raccolgono ciò che di meglio è uscito nel corso del tempo. Un’ultima nota, che contraddistingue i libri di poesia per bambini (e la loro buona sorte): spesso sono splendidamente illustrati, quindi l’autore ha anche la fortuna di lavorare insieme a un altro artista che dialoga con le sue parole, le innesta di ulteriore immaginazione, le fa fiorire in un altro codice comunicativo.

 

Poesie di Chiara Carminati.

    

Il mare che sogna

Ombra di mare morbido
onduloso miraggio
densa oasi di nebbia.
Lenzuolino nomade
molle diamante rosa
isola sfusa.

Trasparenza chiusa e schiusa
a pelo d’acqua stesa
il mare che sogna
è la medusa.

 

     

(da: Il mare in una rima, Nuove Edizioni Romane, 2010)

*

Il primo polpo

Il primo polpo
pelò patate
pulì pelati
e partì
per i posti più impensati.
Il primo polpo
planò su pianeti lontani
piantò pompelmi
e pitturò palme
di pellicani.
Poi però
pianse un po’, perché

si sentiva solo solo.

Ecco come nacque il mare:
dalle lacrime di un polpo
che implorava un posticino
un po’ più
popoloso.

    

(da: Il mare in una rima, Nuove Edizioni Romane, 2010)

*

Terra terribile e bella

Carta di mille sentieri
cuccia di insetti e segreti
porta di grandi misteri
casa dai verdi tappeti
culla color di cannella
torta di molte farine
terra terribile e bella
pelle di acqua e colline.

      

(da: Poesie per aria, Topipittori, 2009)

*

Mare, a te

Mare, a te
quante parole
scritte
mari d’inchiostro nero
Mare, tu
solo parole
zitte
in mari di pensiero

 

   

(da: Poesie per aria, Topipittori, 2009)

*

           PAROLE MATTE

Poesia è una voce allegra
che fa le capriole
e come l’acqua e il vento fa cantare le parole
Poesia è un orecchio attento
che ascolta e che cattura
è un seme nato dentro che riempie chi lo cura.
Poesia ha parole matte
per ridere e pensare
ci giochi le assapori e poi le fai volare.
Poesia ha parole matte
che dicono in profondo
la storia a molti sensi di come è fatto il mondo.

 

     

(da: Poesie per aria, Topipittori, 2009)

*

Illustrazione di Pia Valentinis

 

immagine di apertura: Thomas Eakins, “Betty Reynolds con bambola in grembo”, 1885, Met Museum

2 thoughts on “Intervista a Chiara Carminati e sei poesie”

  1. A scuola, quando ero piccola le cose che vedevo le scrivevo e le trasformavo i meraviglia, anche con fantastici disegni.
    Il maestro alzava il quaderno e lo mostrava ai miei compagni di classe, lo ricordo come se fosse ieri.
    Ricordo ancora che diventavo rossa (ero timida).
    Non raccotavo neanche ai miei genitori, che le pagine del mio quaderno erano piene di dieci come voto.

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