Intervista a Mariangela Ruggiu

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Intervista a Mariangela Ruggiu, a cura di Paolo Polvani.

    

     

Mariangela Ruggiu si è classificata terza al “Premio Claudia Ruggeri” per la poesia inedita organizzato da Versante ripido. Paolo Polvani ha proposto all’autrice alcune domande.

     

Raccontaci chi è Mariangela Ruggiu e di cosa si occupa nella vita.

Mariangela Ruggiu è una persona che vive una vita come tante, con la sua famiglia, un lavoro di insegnante, una passione per la poesia e la scrittura, coltivata fin da bambina , e una sorta di riserbo che  la trattiene dall’esternare di sé ma non le impedisce di condividere il suo sentire tramite la poesia.

    

Quando e in che modo hai sentito l’urgenza della poesia?

Ho sentito la magia, più che l’urgenza…  da quando ho imparato a leggere, da bambina,  la scrittura mi ha aperto nuovi mondi ed ho imparato a descriverli, ma la poesia non è solo racconto, prima di tutto la poesia è ricercare la conoscenza che spieghi l’uomo, la vita, la bellezza, e anch’io, quando scrivo, ricevo il gran dono di conoscere quello che prima della parola poetica mi era sconosciuto.

     

Il titolo della poesia con cui sei stata premiata al concorso dedicato a Claudia Ruggeri s’intitola Il viaggio finisce per tutti; come scegli i tuoi titoli? e che importanza hanno per te i titoli?

Generalmente non metto mai il titolo alle poesie,  il titolo indirizza la lettura in una certa direzione  mentre io penso che una poesia abbia diverse chiavi di lettura che preferisco lasciare alla scelta personale di ciascuno. Quando devo individuare la poesia, generalmente scelgo il primo verso.

      

Com’è nata la poesia Il viaggio finisce per tutti?

Il viaggio finisce per tutti è una riflessione sulle nostre fragilità, sulla precarietà della vita, averne consapevolezza non significa essere sopraffatti dal senso della morte, anzi, contrapposto alla precarietà, in questa poesia c’è il cielo immutabile con le sue stelle,  c’è il ritorno ciclico della vita,  l’eternità dell’adesso in cui la vita esprime la sua potenza e la sua bellezza. C’è la consapevolezza  dell’Amore che  fa svanire i limiti del tempo, e così, nonostante la morte sempre presente, osiamo ancora entrare nella conoscenza dell’altro, dell’Oltre, osiamo ancora innamorarci.

      

Ci sono autori nei confronti dei quali ti senti in debito? autori che sono tuoi punti di riferimento?

Ho iniziato a scrive da ragazzina, ricordo che alle medie facevo la versione in poesia dei testi di narrativa… ho continuato a scrivere per un po’, fin dopo la laurea, cercavo confronti con altre persone, leggevo i poeti, m’innamorai di Pavese, di Leopardi… ma leggevo tutto quello che incontravo, però sentivo che sempre più imitavo la poesia degli altri, così piano piano smisi di leggere e di scrivere, sentivo che mancava qualcosa… mancava il mio senso della poesia…
Ho vissuto buona parte della vita senza più scrivere, ma non ho smesso di cercare conoscenza, di me, del mondo, del nostro vivere; solo casualmente ho ripreso a scrivere e a leggere poesia, è stato anche questa volta un percorso solitario, eppure in compagnia di tanti poeti, dei loro libri… cercavo di capire cosa fosse la poesia per i poeti che leggevo e la confrontavo con la mia idea che intanto, piano piano, andavo maturando… non ho un poeta di riferimento, ma ne amo tantissimi,  so che tanti altri non li potrò conoscere  per il tempo che manca, e so che mi perdo tanto…

     

Quale funzione sociale assegni alla poesia?

La poesia, per me, è oltre il genere letterario, credo che sia  un percorso di conoscenza  per arrivare alla consapevolezza di sé e del mondo attraversando i dubbi e le domande che appartengono ad ogni uomo. Implicita nella conoscenza è la ricerca del vero, che la poesia racchiude ed offre a chi la legge, non  come verità confezionate, ma  lasciando inviti, tracce, per  andare oltre la dimensione individuale. La poesia  può esprimere e offrire, nella composizione delle parole, riflessi e tracce del  mistero esistenziale che il poeta indaga, e in questa ricerca ognuno può riconoscersi. La poesia, quindi, nasce dal percorso del poeta, ma offre al lettore la possibilità di ritrovare le sue emozioni, i suoi dubbi, le sue domande, ma anche risposte, o stimoli, per continuare a cercare.  È in questo che trovo il ruolo sociale della poesia, nel fatto che, scrivendo, il poeta esca dalla dimensione individuale e  apra  nuove prospettive, una dimensione collettiva in cui la condivisione  crea comunicazione.

      

La rete ha favorito il proliferare dei poeti o presunti tali, come pensi si possa migliorare la qualità soprattutto dei lettori?

Sono affezionata alla rete, anche se le mie attività sono limitate al mio profilo fb; ho iniziato a scrivere e a condividere la poesia proprio su questo mezzo, qui ho incontrato diverse persone con cui ho condiviso poesia ed amicizia, ma anche grandi discussioni proprio su questo tema, È vero che tanto si scrive in rete, spesso sono tentativi di scrittura, però c’è anche buona poesia, ce n’è tanta, e sono convinta che non risenta di questa inflazione poetica. Che tanti provino a scrivere non la trovo una cosa negativa, ci si avvicina alla parola e ai suoi significati, e anche se non fosse poesia sarebbe sempre un porsi di fronte alla parola e al suo ascolto.  È anche vero che tanti si credono grandi poeti e non conoscono l’umiltà del cercare la parola nel fango, ma questo non è un problema della Poesia. Chi la ama, la cerca e la riconosce.

         

Katsushika Hokusai, "Mattino dopo la neve a Koishikawa a Edo" - in apertura "Luna serale a Izumizaki , MET Museum New York
Katsushika Hokusai, “Mattino dopo la neve a Koishikawa a Edo” – in apertura “Luna serale a Izumizaki , MET Museum New York

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