Intervista e poesie del primo classificato al concorso poetico “La paura e la città”: Roberto Marzano

Dracula, Tod Browning, 1931

Intervista e poesie del primo classificato al concorso poetico “La paura e la città”: Roberto Marzano, a cura di Emanuela Rambaldi.

    

    

Ai primi tre classificati del concorso “La paura e la città” – sezione poesia dedichiamo uno spazio personale in cui rispondere ad alcune domande per i nostri lettori e in cui proporci alcune loro poesie. Il primo classificato è Roberto Marzano.

marzano (2)Roberto Marzano, Genova 7 marzo 1959, poeta e narratore “senza cravatta”, chitarrista, cantautore naif e bidello giulivo.
Barcollando tra sentimento e visioni, verseggia di vagabondi e di prostitute, di amori folli, di ubriachi e dei quartieri ultrapopolari dov’è vissuto. Meditabondo, si arrabatta tra città arrugginite, bar chiusi, televisori diabolici, supermercati metafisici, operai, nottambuli… e oggetti inanimati ai quali dà viva voce. Un poetare pregno di originalità e dell’ironia pungente che lo ha già contraddistinto nel campo della canzone d’autore. Come musicista (Roberto Marzano & gli “Ugolotti” e “Small Fair Band”) si è esibito in centinaia di concerti. Molto applaudite le sue performance poetiche: variopinti quadretti dove versi e gag vanno a incastrarsi nelle corde della chitarra, in un divertente e originale collage di endecasillabi, sberleffi e canzoni scoppiettanti che suscitano, volutamente, sorpresa e ilarità. Notevoli successi ottenuti a Roma, Torino, Milano, Napoli, Bari, Trieste, Modena, Alessandria, Crema, Sanremo, Savona e nella sua Genova… Sue poesie sono state tradotte in spagnolo da Carlos Vitale e in tedesco da Günter Melle.
Collabora o ha collaborato con le riviste “Prospektiva”, “Gli Altri” “Laspro”, “Diwali-Rivista Contaminata”, “Erasuperba”, “Versante Ripido”, “Rivista!unaspecie” e “La Masnada”.
Ha vinto il Premio Nazionale“ FITEL 2002” – Roma; la III Rassegna Letteraria “Monte Zignano 2008″ – Genova; la XXI Edizione Concorso Letterario “Don Lelio Podestà 2010” – Chiavari (Ge); la III Edizione del “Concorso Letterario Bel-Ami 2013” – Napoli; Premio Nazionale di Poesia “La Bormida al Tanaro Sposa 2014” – Mallare (Sv); Concorso “Trieste… Invito alla Poesia 2016” – Trieste; Premio letterario “L’albero di rose 2017” – Accettura (Mt); Concorso fotografico e poetico “La Paura e la Città 2017” – Bologna. Innumerevoli piazzamenti, “menzioni”, “premi speciali” e “segnalazioni”.
Ha pubblicato: “Extracomunicante. Dov’è finita la poesia?”- De Ferrari (2012); “Senza Orto né Porto”- Edizioni di Cantarena – QP (2013); “Senza Orto né Porto”- Bel-Ami Edizioni (2013); L’Ultimo Tortellino… e altre storie” (racconti) – Matisklo Edizioni (2013); “Dialoghi Scaleni” – Matisklo Edizioni (2014); “Come un Pandoro a Ferragosto” (romanzo) – Rogas Edizioni (2015); M’illumino di mensole” – Matisklo Edizioni (2016).

    

Come è nata la poesia “Sotto i palazzi”?

“Sotto i palazzi” proviene da esperienze di vita vissuta, purtroppo, dove nei fondi dei palazzi dell’estrema periferia dove abitavo si consumavano riti terribili, che hanno sterminato o annichilito generazioni di ragazzi intenti a trovare vie di fuga dove non ce n’erano, ritorcendoglisi addosso.

    

Le poesie con cui hai partecipato al concorso esistevano da prima o le hai create appositamente?

Le avevo scritte precedentemente e, pensando che potessero essere attinenti al tema proposto, ci ho provato e mi è andata bene… Approfitto per ringraziare la Giuria.

    

Qual è il rapporto con la tua città?

La città alla qualei faccio spesso riferimento nei miei versi, dove ho vissuto fino a qualche anno addietro, è Genova. Ora vivo in provincia – a Chiavari – in una situazione molto più tranquilla e meno cittadina, ma il mio cuore è sempre genovese. Quando ho occasione di andarci mi sento come una specie di “figliol prodigo” che torna nella sua casa.

    

E quello con le tue paure?

Le mie paure – anche se “loro” ci provano con i potenti mezzi che hanno a disposizione – non sono assolutamente legate alle cronache nere che infestano giornali e TV. Come tutti ne ho altre, ma sono relative a salute, lavoro e futuro delle persone alle quali voglio bene. La città, invece, mi affascina anche nei suoi lati oscuri. Difatti le mie poesie percorrono molto spesso strade buie con le persone che le vivono. Mi fa molto più paura l’ordine di plastica e il perbenismo solo di facciata.

    

L’ironia non manca mai nei tuoi versi, nemmeno in questi in cui ti cimenti con un tema drammatico. L’ironia per te e’ esorcismo, stile personale, necessita’?

Nel mio caso, più che di stile parlerei di un vero e proprio modo di essere – sono così anche fuori dai libri – che per forza di cose si ripercuote nello stile poetico. Ironia per esorcizzare e dissacrare i luoghi comuni, le feste comandate, le divise sociali, ma anche gli orrori (quelli veri) che ci travolgono ogni giorno: sopraffazioni, guerre, razzismo, sfruttamento.

     

Il poeta che da’ un senso sociale ai propri scritti può contribuire al cambiamento?

Ogni parola può, nel suo piccolo, contribuire a smuovere le coscienze, o almeno provarci… L’importante, sul piano puramente artistico, è che sia davvero poesia e non, come spesso capita di leggere in giro, una sorta di volantino condivisibilissimo nei contenuti, ma discutibile dal punto di vista poetico.

***

SOTTO I PALAZZI

Passerà anche questa domenica
che si giustiziano i passeri per noia
bui cuscini soffocati d’incoscienza
pieni di carta vetro, morsi di cani.

Sotto i palazzi perdon fiato e sangue
scatole schiacciate nella pattumiera
la rabbia nera stridula di strega
sparge il suo sale sulle code basse.

*

IL CONGUAGLIO

E’ stato proprio il conguaglio dell’acqua
a farci annegare la vita
a infradiciare il nostro povero amore
a renderci naufraghi tra le bollette
le nocche nervose dei creditori insistenti
alla porta ferita da gragnuole di pugni
con noi dietro muti senza emettere un fiato
confidando sulla loro stanchezza.

A nulla è servito barcamenarci
tra gli sconti e le offerte sempre più audaci
dei supermercati in guerra perenne
per ottimizzare il costo del lavoro
licenziati in tronco da una crisi bastarda
tranciati da un taglio che ci ha mozzato la testa
ora siam qui di fronte alla finestra
indecisi se aprirla e buttarci nel vuoto
o chiuderla bene ed aprire il fornello
trovando nel gas un qualche rimedio
ma facciamolo subito
prima che taglino anche quello…

*

VAGA VOGLIA DI VITA

Passan lente le ore svuotate
nel pulviscolo che intossica l’aria
grigia polvere a galla di niente
schiena prona, sbadigli dell’essere
sotto un cielo che preme pesante
collo torto di piombo piegato
che non spiega o dà sfogo
a domande, inattese risposte
e delude
la mia vaga voglia di vita…

Ho sfrondato le notti
di ammennicoli e feste
vomitato l’amore
finto disinteresse
dando mani a finestre
e a pareti, di nero.

Ho tagliato i fili alla vita
ai conoscenti, al citofono
or son qui nel silenzio
sfioro il sonno e il ridicolo
privo d’ogni fastidio
solo i piccioni picchiettano
bucherellandomi i vetri
la luce cruda trafigge
il grosso rospo ed il suo
sordo pianto sommesso…

*

          

Dracula, Tod Browning, 1931
Dracula, Tod Browning, 1931

2 thoughts on “Intervista e poesie del primo classificato al concorso poetico “La paura e la città”: Roberto Marzano”

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