Italia Argentina ida y vuelta: incontri poetici, rubrica a cura di Silvia Rosa: 5 – Bellessi

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Italia Argentina ida y vuelta: incontri poetici, rubrica a cura di Silvia Rosa. Puntata V.

   

   

DIANA BELLESSI

Diana, diosa blanca dagli occhi di cielo, ti ho incontrato un giorno d’estate nella calura alchemica di Zavalla, il paese che ti ha dato i natali, con il suo pugno di case a testa bassa, pigiate contro la polvere terra dalla lama pesante di un orizzonte implacabile, ti ho incontrato e ho avuto paura, come di fronte a una divinità autentica, voce arrocchita dal fumo e tante rughe quante sono le strade d’America, ho avuto paura del tuo sguardo che ha scavato in un attimo la polpa tenera delle mie insicurezze – io mi nascondo come i bambini quando vogliono essere cercati e al non ritrovarmi tremo -, incollata allo specchio delle tue iridi mi sono vista così poca cosa, così paurosa, una che sogna di viaggiare il mondo e scrivere e invece, ma tu, sono andata via con il gusto amaro del mate in bocca, e nel rituale del suo passaggio di mano in mano ho appoggiato le labbra su un tuo bacio distratto, sono andata via senza sapere chi sei, dentro la mitologica forma delle tue parole, dentro la tua storia di donna e di uomo insieme ci sono così tante vite, eri ipnotica, eri sul serio una dea di cui innamorarsi, che per un caso fortuito, un capriccio forse, o la curiosità vivace che i tuoi capelli bianchi non hanno domato, ho potuto conoscere come per caso, un’apparizione nel deserto verde della Pampa, la tua voce che attraversa pagine di poesia e chilometri a piedi lungo due continenti, la tua faccia di italiana spiovuta dall’altro lato dell’Oceano ormai cesellata dal sole e così simile a una scultura sacra, sei l’immagina incarnata di questa Argentina a cui mi inginocchio, sfuggente europea meticcia di canti impastati col sangue degli indios, America sconfinata, la tua casa spoglia è stata la tappa del mio risveglio, il punto di non ritorno, oltrepassata la linea del dubbio è per sempre il ricordo di questo viaggio, delle schegge appuntite dei tuoi occhi, una costellazione magica che adesso mi sembra di avere incontrato in una preghiera o in un sogno. S.R.

     

Biografia

Diana Bellessi nasce a Zavalla (Santa Fe) nel 1946. Attualmente risiede a Buenos Aires, dove si occupa di formazione e supervisione letteraria. Insieme ad autori come Arturo Carrera, Irene Gruss, Javier Adúriz, Jorge Aulicino, Daniel Freidemberg, María Teresa Andruetto, María del Carmen Colombo, è considerata una delle più valide rappresentanti della poesia argentina del dopo Dittatura. Ha studiato filosofia all’Universidad Nacional del Litoral. Tra il 1969 e il 1975 ha viaggiato a piedi percorrendo tutto il continente americano. Fin da giovane si è identificata nelle tesi femministe, anche se dal punto di vista letterario ha sempre negato l’esistenza di una poesia femminile specifica. È stata redattrice e membro del consiglio direttivo di “Revista Femenina” dalla sua fondazione, ha fatto parte della redazione di “Diario de Poesía ” fino al 1991 ed è stata una delle fondatrici della cooperativa editoriale Nusud. Per due anni ha condotto laboratori di scrittura nel carcere di Buenos Aires. Ha tradotto poeti come Ursula K. Le Guin, Denise Levertov, Adrienne Rich e Olga Broumas. Tra le sue numerose pubblicazioni: Destino y propagaciones (Casa de la cultura de Guayaquil, Ecuador, 1970); Crucero ecuatorial (Sirirí, Buenos Aires, l981); Tributo del mudo (Sirirí, Buenos Aires, 1982); Danzante de doble máscara (Ultimo Reino, Buenos Aires, 1985); Eroica (Libros de Tierra Firme/Ultimo Reino, Buenos Aires, 1988); Buena travesía, buena ventura pequeña Uli (Nusud, Buenos Aires, l991); El jardín (Bajo la Luna Nueva, Rosario-Buenos Aires, l993); Colibrí, ¡lanza relámpagos! (Libros de Tierra Firme, Buenos Aires, l996); Sur (Libros de Tierra Firme, Buenos Aires, 1998); Gemelas del sueño (con U.K. Le Guin, Grupo Editorial Norma, Bogotá, 1998); Mate cocido (Grupo Editor Latinoamericano, Buenos Aires 2002); La edad dorada (Adriana Hidalgo, Buenos Aires, 2003); Tener lo que se tiene. Poesía reunida (Adriana Hidalgo, Buenos Aires, 2009); La pequeña voz del mundo (Taurus, Buenos Aires, 2011); Pasos de baile (Adriana Hidalgo Editora, 2015).
Il suo sito: http://www.vendavalsur.com.ar/d_bellessi/index.html

     

DAL LIBRO “PASOS DE BAILE”
(Adriana Hidalgo Editora, 2015)

     

PASOS DE BAILE

Hoy la muerte se hizo presente
de un modo nuevo, no en las cosas
sino en mí, cuerpo y mente ya lo saben
aunque yo no lo sé

sube a mi hombro la muerte
y a medio metro alea
una tacuarita, los caseros
se cortejan sólo a tres

las pavitas caminan
sobre el pasto y picotean
a dos como si acaso
fueran pasos de baile,

nueva cae la vida sobre ellos
como nueva la muerte sobre mí

*

PASSI DI DANZA

Oggi la morte si è fatta viva
in modo insolito, non nelle cose
ma in me, corpo e mente lo sanno già
anche se io non lo so

sale sulla mia spalla la morte
e a mezzo metro svolazza
uno zanzariere, gli uccelli domestici
amoreggiano solo in tre

i tacchini marciano
al pascolo e beccano
in coppia come se
fossero passi di danza,

nuova precipita la vita su di loro
come inattesa la morte su di me

***

DESTINO

Tablas acosadas por la humedad y el bicho
guardan mi corazón como un lucero
y no me importa la gente ni la plata
sino el crac crac del grillo en la mañana
del silencio, el gallo allá a lo lejos
y ese girar de Talita que busca el sitio
para echarse al sol en el alero
mientras la sombra de papá en su silla
me dice sí y alcanza un mate con
cáscaras de naranja, sí, m´hijita,
cerrá tu vida en este círculo que acaricia
los pasos del principio con las huellas
nítidas del final…

*

DESTINO

Assi incalzate dall’umidità e dall’insetto
conservano il mio cuore come un astro luminoso
e non mi interessa la gente né i soldi
ma il crac crac del grillo nella mattina
del silenzio, il gallo là in lontananza
e questo girare in tondo di Talita* che cerca il posto
per mettersi al sole sotto alla grondaia
mentre l’ombra di papà sulla sua sedia
mi dice sì e basta un mate con
scorze di arancia, sì figlia mia,
chiudi la tua vita in questo circolo che sfiora
i passi del principio insieme alle impronte
nitide della fine…

     

* Talita è il nome del cane dell’autrice.

***

ANIVERSARIO

La rosa no se poda y es inmensa
extendida sobre el pasto

como una reina que reina en cada flor
acorazonada y blanca

es una multitud en el palacio frágil
de su planta

en este octubre siempre blanco
siempre tuyo

querida mami rasgado por el rojo
un tanto aislado
de penachos que alzan hoy
tu recuerdo

mientras veo a la temida parca
vestida como vos

como tu madre y la madre de tu madre
saludándome en espejo

con sus chalinas blancas
para ahuyentar el miedo

que siento en el domingo
de belleza extraordinaria

*

ANNIVERSARIO

La rosa non si recide ed è immensa
protesa sopra il pascolo

come una regina che regna in ogni fiore
cuoriforme e candida

è una folla nel palazzo delicato
del suo cespuglio

in questo ottobre sempre chiaro
sempre tuo

cara mamma lacerato dal rosso
un po’ isolato
dei pennacchi che innalzano oggi
il tuo ricordo

mentre scorgo la temuta parca
vestita come te

come tua madre e la madre di tua madre
che mi saluta nello specchio

con i suoi nastrini bianchi
per mettere in fuga la paura

che provo la domenica
di una bellezza straordinaria

       

(Traduzioni di Silvia Rosa)

               

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