La Renault di Aldo Moro di Luca Ariano, nota di Flavio Almerighi

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La Renault di Aldo Moro di Luca Ariano, ebook di Prospero ed. 2014, nota di Flavio Almerighi.

   

   

Molta critica non vede di buon occhio certa poesia minimalista fondata sui luoghi e sulle vicende private e quotidiane degli autori. Francesco Guccini definì e sintetizzò magnificamente il concetto nel titolo di un suo vecchio disco, Stanze di Vita Quotidiana. Molti vedono questa poesia come un andare a capo inconsulto, negandone la poeticità, considerandola spesso mera didascalia. Quella di Ariano è anzitutto bella Poesia e soprattutto poesia delle grandi cose nelle piccole. Forse perché chi scrive aveva diciannove anni ai tempi di quella maledetta Renault rossa che deviò irreparabilmente verso la deriva la nostra storia repubblicana. D’altra parte viviamo in un paese dove dall’ultimo dopoguerra sono state compiute ventisei stragi cosidette “di stato” e una soltanto ha condannato gli esecutori materiali. Dove l’incazzatura non ha braccia, ha solo una quotidianità a volte cara, a volte frustrante. Allora questa Poesia è utile, è consigliabile leggerla.

Eugenio l’hai incontrata per caso,/in un caffè: ciarle di circostanza…/frasi banali; dov’è andata la passione?

Eppure questo paese ha continuato a vivere, nonostante e malgrado tutto. Però, dov’è andata la passione? Si chiede giustamente Luca Ariano nella poesia che apre l’intera raccolta, chiedendosi cosa ne è di un mondo oramai strutturalmente individualista, ma privo di individui, masse senza spirito facilmente manovrabili. La sua poesia li trasforma in persone individuabili e definite, ricorrenti come nelle puntate di una sceneggiatura appassionante.

Tuo padre sul divano/non si arrabbia più…/attonito guarda i risultati./Lui sì, avesse trent’anni di meno,/partirebbe…

Una poesia non schierata, dove l’unica linea è dare, individuare occhi dentro volti altrimenti confusi, dove sono fisionomia, storia, memoria e parole definite a quella massa anonima e ondivaga. Questa diventa la missione del poeta, altroché la nostalgia!

Resta inteso, tornando all’inizio di questa breve nota, che le poesie raccolte da Ariano in questo libro non soffrono complessi di inferiorità nei confronti di lirica ed estetica, ma “a modo loro sono belle” hanno altre peculiarità. Sono istantanee che spesso non hanno bisogno dell’interferenza di chi le ha lavorate, spesso struggenti ma non inutilmente nostalgiche. Lavori che a parer mio avvicinerebbero molti profani al mondo della poesia se ben diffusi, proprio perché questi lavori sono attraenti, fruibili, “toccano”.

Come tuo padre che non vota da anni, / quando vede la Renault di Aldo Moro / scuote la testa.

Avviciniamola con rispetto, leggiamola, diffondiamola. Questa è Poesia.

***

Brani scelti:

    

Ormai non chiamano
quasi più,
             forse a Natale…
neppure ai compleanni!
Telefonano solo per raccontarsi
miserie… malattie…
di chi non c’è…
partito troppo in fretta.
Gh’è ‘n nebiún da non scorgere
le case dirimpettaie;
pensieri si perdono…
             sguardi fissi oltre il vetro:
le partite a piedi scalzi in strada,
             ciacione da corteggiare…
come quelle che Enrico sfiori le sere
in piazza…
ma poi troppo stracco crolli a letto…
altri cavì caduti sul cuscino.

***

Poverètt professór Emilio,
t’han ciapà per i fondelli:
ogni volta dici che non voti più,
ma poi…
in fondo, sei sempre tu a perdere.
Come tuo padre che non vota da anni,
quando vede la Renault di Aldo Moro
scuote la testa.
Ti hanno venduto titoli inutili,
pagati con notti di lavoro…
Cammini per il viale di tigli
verso il cimitero… per portare un fiore
a tuo nonno:
ripensi ai suoi racconti di guerra…
miserie… macerie, eppure lo invidi
sfiorando pratoline senza badarci.

***

Hai visto quel fico
col suo profumo…
fin da bambina Teresa:
sarà lì quando partirai?
Sulla spiaggia ragazzi
si baciano come se domani
il mondo finisse… sposi
annoiati… quasi muti
ripensano a quando per loro
il mondo terminava
in un abbraccio.
Ricordi la casa splendente:
si annidano piccioni su balconi…
scorrono scarafaggi su pavimenti,
dagli appartamenti letti cigolanti.
Non vedrai cadere le stelle,
perso nelle luci della città…
domani sboccerà un’alba di mare.

***

Notizie sull’autore tratte dal libro:

Luca Ariano (Mortara – PV 1979) vive e lavora a Parma. Di poesia ha pubblicato: Bagliori crepuscolari nel buio (1999), Bitume d’intorno (2005), Contratto a termine (2010) e Tracce nel fango (2011) oltre a testi presenti in antologia. Ha curato Vicino alle nubi sulla montagna crollata (Campanotto 2008) e Pro/Testo (Fara 2009). Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati. Collabora a riviste e fa parte di Ultranovecento.

    

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