Materia inconsistente, poesie di Agata Bui

il mare immaginario_risultato

Materia inconsistente, poesie di Agata Bui.

   

   

I

Lascio Lou Reed per ultimo
per la fine di questa giornata
che è stata
come tutte le giornate che abbiamo sempre sognato
calda
e serena.

Niente da sapere. Niente da imparare.
Tempo sospeso.
Niente da dimostrare.
Niente da rivendicare.
Solo il corpo.
Il calore.
I libri.
Un taccuino.
Il tempo scandito da riti sempre uguali.
Gesti riproposti all’infinito.

La sera. Questo momento incantevole
(mentre la spiaggia lentamente si svuota)
Questo momento
che noi vorremmo interminabile
(ed è così breve)
è una delle nostre ultime certezze
uno dei nostri ultimi languidi piaceri.

Conosco quest’ora tiepida
il volo calmo dei gabbiani
il mare
immenso e vuoto
E quella sensazione
come se dal groviglio delle nostre menti solitarie
uscisse un solo sbuffo di desiderio.
Sono fatta di niente.
Di fumo.
Materia inconsistente.
I miei gesti
i pensieri
dipendono da causa esterne
sulle quali non ho
alcun controllo.
Il sole.
La spiaggia.
I silenzi.
Conosco il mio sguardo
mentre fissa il mare
con la nostalgia dell’ultima felicità.
Perché qui – semplicemente
la vita è –
come dovrebbe essere.

   

II

L’ultimo è – inaspettatamente
un altro giorno di sole.
Lasciare il mare
provoca un dolore quasi fisico.
La gola sofferente
di tutte le lacrime trattenute.
Si alza il vento.
Il tempo – al solito
ci è sfuggito di mano.
Riponiamo i nostri sguardi
colmi di ozio.
E avanziamo – lentamente
verso la nostra mancanza.
Il dolore
non serve a nulla.

    

III

L’ultima è – immancabilmente
l’ immagine del mare
dalla grande spiaggia.
Le onde spumose, veloci e basse
la baia ampia e semi deserta
nella luce del tramonto
ricordano spiagge lontanissime
appartenenti ad un altrove – per sempre –
struggentemente
desiderato.
Comincerà
tra non molto
la lunghissima buia attesa.
La speranza
carica di un’ansia sottile
e persistente
di riuscire un giorno
ad alleggerire di nuovo i vestiti
e i pensieri.
Sedersi.
Calmare il respiro.
E fare finalmente ritorno.

          

Daniele Pezzoli, "Un amore impossibile" - in apertura "Il mare immaginario"
Daniele Pezzoli, “Un amore impossibile” – in apertura “Il mare immaginario”

 

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