Lasciatemi in pace, poesie di Sandro Angelucci

Il salto della cavallina, opera di Leonardo Lucchi

Lasciatemi in pace, poesie di Sandro Angelucci.

    

    

Poeta e critico letterario, saggista, Sandro Angelucci vive a Rieti dove insegna ed è nato. Ha pubblicato: in poesia, Non siamo nati ancora (Sovera Editrice, Roma, novembre 2000) , Il cerchio che circonda l’infinito, Verticalità (Book Editore, Ro Ferrarese, rispettivamente: giugno 2005 e settembre 2009), Si aggiungono voci (Lietocolle Editore, Faloppio, ottobre 2014) e, per la saggistica, Di Rescigno il racconto infinito, monografia prefata da Giorgio Bȧrberi Squarotti (Blu di Prussia Editore, Monte Castello di Vibio, gennaio 2014) . E’ presente in varie antologie, tra le quali Inchiostri digitali, nella prestigiosa collana Ricerche dell’editore Eugenio Rebecchi (Blu di Prussia, Monte Castello di Vibio, ottobre 2016). Intensa la collaborazione con qualificate riviste culturali nazionali, di alcune delle quali è anche membro del comitato di redazione e collaboratore fisso. Ha ottenuto, per la poesia, nonché per la saggistica, numerosi riconoscimenti, tra cui molti primi premi per l’edito. Un suo profilo critico è inserito nel IV° volume della “Storia della letteratura italiana. Il secondo Novecento” per Guido Miano Editore in Milano (con il quale è altresì impegnato, come critico letterario, nella stesura di note sulla collana di studi esegetici: Analisi Poetica Sovrarazionale del terzo millennio). Il suo nome figura in altre antologie e storie della letteratura. È autore di prefazioni e postfazioni a testi di poeti e scrittori contemporanei. Ha svolto relazioni in diversi Convegni (si citano, tra questi, i più rilevanti su Giuseppe Ungaretti ed il noto poeta francese, residente in Spagna, Jean Flaminien). Del suo lavoro si sono occupati autorevoli critici, poeti e scrittori, anche a livello internazionale.

     

LASCIATEMI IN PACE – (INEDITO)

Si sono aperti
i fiori degli ulivi,
i canti nelle siepi,
i voli degli uccelli
contro il cielo.

E, ancora, tutto è scontato:
solo necessità.

Ma bisogno di cosa?
Ce lo vogliamo chiedere di cosa?
Seriamente però,
senza fare ricorso alla ragione.
Senza sporcare,
senza zittire il silenzio
con le voci.

Lasciatemi in pace.
Non mi disturbate.

Ora che ascolto il Sole
e le sue,
non le mie,
diventano parole.

*

LO SPAZIO DEL SILENZIO – (INEDITO)

Fare il vuoto, poeta,
questo solo ti chiede
quando, senza saperlo,
ne avverti la presenza.
Ti chiede di eclissarti
di toglierti di torno
di non essere invadente
con il tuo io
che si vergogna ad essere se stesso.
E fa il gradasso
e non perde occasione
di reputare vero
ciò che al contrario è falso.
Ti chiede la libertà,
lo spazio del silenzio.
Dove tutto parla,
tutto si ascolta.
E non si vive a vanvera.

*

LA TREGUA – (da VERTICALITA’)

Avrei bisogno
di sentirmi almeno
come mi sento adesso,
che sciolgo le mie vele
e, lieve, percepisco
un vento sollevarsi
da ponente.

Avrei bisogno
di tempo e di silenzi
e di tempo ancora,
ancora di silenzi
per prolungare al massimo
lo stato di benessere,
per mantenere aperta
la parentesi.

La guerra tornerà
ma questa tregua
questa infinita, e piena povertà
come mi vive dentro!
E non sono al meglio,
non sono che un barlume
di me stesso.

*

DOVE LA NEVE COPRE LE DISTESE – (da VERTICALITA’)

Io non sono qui.
Sono lassù,
dove la neve copre le distese
nell’abbraccio
che avrei desiderato,
dove il silenzio trova le parole
che avrei voluto udire.
C’è troppo chiasso qui
e poca neve:
ogni sguardo contiene mille sguardi
in ogni uomo c’è spesso un altro uomo
e sono stanco
tremendamente stanco di cercare.
Se mi offrirò
– e non ho certo intenzione di mollare –
sarà pensandomi lontano
dove le cose
non hanno più pretese della vita
ed un abbraccio
frantuma il mio rimpianto nelle vene.
Sarà lassù
dove la neve copre le distese.

*

Il salto della cavallina, opera di Leonardo Lucchi
Il salto della cavallina, opera di Leonardo Lucchi

6 thoughts on “Lasciatemi in pace, poesie di Sandro Angelucci”

  1. Interrogarsi seriamente significa farlo “senza fare ricorso alla ragione”. -Si tratta di un ossimorico invito- si potrebbe obiettare. Ma come fare allora? Sandro è un poeta e quindi sa bene come fare, sa bene cosa serve e ce lo svela: “(…) la libertà/ lo spazio del silenzio. / Dove tutto parla, / tutto si ascolta”. Sa che bisogna lasciare la parola al silenzio e lo ribadisce, in varie forme, nelle splendide poesie proposte sul tema dell’ozio creativo. Sa che si deve “ascolt(are) il Sole”. Ma prima ancora serve “fare il vuoto”, serve “eclissarsi”. Il poeta conosce il segreto per non “vive(re) a vanvera”, “per prolungare al massimo/ lo stato di benessere”: basta avere tempo e “tempo ancora” e staccandosi dal chiasso, dalle tante maschere che incontra in ogni uomo, ritrovar-si lassù dove non serve cercare, “dove le cose/ non hanno più pretese della vita “(…) lassù / (…)dove il silenzio trova le parole” desiderate, nell’abbraccio da sempre sognato che “frantuma (ogni) rimpianto nelle vene”
    “Sarà lassù/ dove la neve copre le distese”: ecco la chiusa dell’ultima poesia DOVE LA NEVE COPRE LE DISTESE, senz’altro una tra le poesie che amo di più.

    Annalisa Rodeghiero

    1. Ringraziare Annalisa risulterà comunque riduttivo. La cara amica ha colto precisamente nel segno: si, è il non ricorrere alla ragione che permette di comprendere davvero.
      Scrissi – in chiusa ad un’altra lirica contenuta in “Verticalità”: “s’inizia a vivere / quando non c’è più nulla da capire.”.
      Bene: grazie a questo commento, non solo una poetessa che stimo incondizionatamente l’ha ribadito, ma lo vive quotidianamente (come si evince dalle sue parole).
      A lei, auguro buona poesia, con la stessa gioia che a me ha regalato.

      Sandro Angelucci

  2. Non conoscevo i due inediti di Sandro Angelucci qui pubblicati. Le altre liriche le conoscevo già, avendole a suo tempo studiate e commentate. Tutto nasce dal bisogno di capire in profondità la vita. In profondità, facendo tacere la ragione, il cui chiasso tenta di “zittire il silenzio”. Un bisogno di solitudine estrema come biglietto di ingresso al banchetto della comunione e della festa universale. Dove tutto è secondo necessità, ovvero secondo libertà e secondo amore.
    Franco Campegiani

    1. Ringrazio l’amico fraterno per il suo commento: una condivisione che non fa che confermarmi quanto affini siano i nostri pensieri.
      So che possiedi il biglietto di ingresso al banchetto della festa universale, e non lo smarrirai perché credi all’armonia anche – e soprattutto –
      tra gli opposti, dalla quale viene e si perpetua la vita.

      Sandro Angelucci

  3. Ci sono tanti ingredienti nelle poesie di Sandro Angelucci che rendono la poesia il mezzo attraverso il quale l’anima dell’uomo trasforma il pensiero in energia magnetica. Tutte le forze della natura sono chiamate a partecipare come strumento per raggiungere il punto da cui ascoltare l’io che vive dentro di noi e comunica soltanto quando si percepisce il silenzio. E’ proprio nel momento in cui si eclissa tutto intorno che ci sentiamo parte del mondo e figli della Terra. E’ nella capacità di togliere e trattenere l’essenziale che un raggio di sole è tutto quello che basta per scrivere parole e leggere emozioni.

    Francesco Casuscelli

  4. Ringrazio sentitamente – solo ora me ne avvedo – l’amico Francesco Casuscelli per il suo approfondito commento. Molto mi colpisce la chiusa dello stesso, laddove si scrive che un raggio di sole è tutto quello che basta. Non soltanto per scrivere parole ma per vivere. Grazie Francesco per il riferimento a questa poesia, a me cara, contenuta nella mia ultima raccolta: “Si aggiungono voci”, per i tipi di Lietocolle.

    Sandro Angelucci

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: