La poesia del lavoro (che cambia), poesie di Roberto Marzano

Clerks, Kevin Smith, 1994

La poesia del lavoro (che cambia), poesie di Roberto Marzano.

    

    

Roberto Marzano, Genova 7 marzo 1959, poeta e narratore “senza cravatta”, chitarrista, cantautore naif e “bidello giulivo”.
Barcollando tra sentimento e visioni, verseggia di vagabondi e di prostitute, di amori folli, di ubriachi e dei quartieri ultrapopolari dov’è vissuto. Meditabondo, si arrabatta tra città arrugginite, bar chiusi, televisori diabolici, supermercati metafisici, operai, nottambuli… e oggetti inanimati ai quali dà viva voce. Un poetare pregno di originalità e dell’ironia pungente che lo ha già contraddistinto nel campo della canzone d’autore.
Molto applaudite le sue performance tenutesi a Roma, Torino, Milano, Napoli, Bari, Trieste, Matera, Modena, Como, Alessandria, Crema, Sanremo, Savona e nella sua Genova: variopinti quadretti dove i versi vanno a incastrarsi nelle corde della chitarra, in un divertente e originale collage di endecasillabi, sberleffi e canzoni scoppiettanti che suscitano, volutamente, sorpresa e ilarità.
A Genova, tra il 2016 e il 2017, ha organizzato le rassegne poetiche “Binari InVersi” e “Poetando” che con grande successo hanno visto la partecipazione di artisti da tutta l’Italia. Inventatosi l’improbabile casa editrice “SiFaPerFarBenEdizioni”, produce una serie di “Quadernetti Poetici” a tema, con poeti, narratori, pittori, fotografi italiani e stranieri.
I suoi versi sono stati tradotti in spagnolo da Carlos Vitale, in francese da Cinzia Calì, in inglese da Monica Luxardo, in genovese da Bruna Pedemonte e in tedesco da Günter Melle.
Come musicista (Roberto Marzano & gli “Ugolotti” e “Small Fair Band”) si è esibito in centinaia di concerti.
Ha pubblicato: “Extracomunicante. Dov’è finita la poesia?”- De Ferrari (2012); “Senza Orto né Porto”- Edizioni di Cantarena – QP (2013); “Senza Orto né Porto”- Bel-Ami Edizioni (2013); L’Ultimo Tortellino… e altre storie” (racconti) – Matisklo Edizioni (2013); “Dialoghi Scaleni” – Matisklo Edizioni (2014); “Come un Pandoro a Ferragosto” (romanzo) – Rogas Edizioni (2015); M’illumino di mensole” – Matisklo Edizioni (2016).

    

Il lavoro sempre più precario costringe sul lastrico due  innamorati:

IL CONGUAGLIO

E’ stato proprio il conguaglio dell’acqua
a farci annegare la vita
a infradiciare il nostro povero amore
a renderci naufraghi tra le bollette
le nocche nervose dei creditori insistenti
alla porta ferita da gragnuole di pugni
con noi dietro muti senza emettere un fiato
confidando sulla loro stanchezza.

A nulla è servito barcamenarci
tra gli sconti e le offerte sempre più audaci
dei supermercati in guerra perenne
per ottimizzare il costo del lavoro
licenziati in tronco da una crisi bastarda
tranciati da un taglio che ci ha mozzato la testa
ora siam qui di fronte alla finestra
indecisi se aprirla e buttarci nel vuoto
o chiuderla bene ed aprire il fornello
trovando nel gas un qualche rimedio
ma facciamolo subito
prima che taglino anche quello.

*

L’illusione e poi la beffa per un giovane che vuol diventare giornalista:

BAÜHAUS 

Confidavo sul mio talento cristallino
era destino che mi avrebbero notato
restato non sarei quel più di tanto
a mettere i puntini sulle i dimenticati
da cronisti distratti dall’ansia frettolosa
di mandare il pezzo, di chiudere il giornale…
La zelante puntualità del mio lavoro
fu convocata presto dall’esimio Direttore
“l’importanza della Germania in questo momento:
das Fraülein Merkel, Bayern München, Wünderbar
la Baühaus, Eva Braün e i Würstel, soprattutto”
dettero una svolta alla mia professione
la tanto sospirata spinta all’insù
ma rimasi un po’ deluso quando mi ritrovai
a mettere i puntini sulle “ü”!

*

Un modo diverso di farsi una cultura lavorando:

IL BIDELLO 

Sono io che cancello
dalle vostre lavagne
tutto ciò che dovrebbe
entrarvi  in testa…

Veloce e furtivo
col mio vecchio straccio
assorbo grafici, date e definizioni
e con esso
la sera
faccio un’ottima minestra
che riempie la pancia
e… la mia, di testa!

 

*

Il lavoro cambia, in peggio, e la catena di montaggio non si riesce a spezzare:

LA SCHIENA CURVA SUL PEZZO

Grossi oliatori di latta grigia
naso a muso di formichiere
aspergono sudore idrocombusto
sulle teste chine degli operai al lavoro
che sputano col sangue bestemmie a mezzabocca
pregne d’impura forfora che infetta
gomiti consunti come limoni grattugiati
nel ritmo delle macchine incalzante.

Torni e frese, tamburi coi piedi di piombo
fan tremare i pavimenti del capannone
l’aria sporca di plebe stanca
che non distingue più una carpa da una scarpa
sogna fenicotteri di zucchero
che distendono le ali liberamente
sopra l’urlo della catena di montaggio
nel deserto dei sorrisi spenti
denti stanchi, la schiena curva sul pezzo…

*

La vita cruenta e stressante di un lavoratore in perenne turno di notte: 

IL METRONOTTE

Piombo nella pancia gonfia d’aria
fuoco acido che tracima al piloro
del metronotte distrutto e cigolante
alle ventitré più o meno in punto
cercando nei caffè  ingollati a sguazzo
rimedio allo sprofondo che lo inghiotte
tra le maliarde spire di notizie indigeste
che stritolano muggendo colli bianchi
di dolci fanciulle madonnine luce d’occhi…

Non chiede nient’altro che adagiarsi
in un’oasi di silenzio interrotto a stento
dal cinguettio discreto di merli felici
di becchettar le briciole cadute a neve
dalla tovaglia scrollata alla finestra…

*

         

Clerks, Kevin Smith, 1994
Clerks, Kevin Smith, 1994

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