Le parole, inediti di Daniele Barbieri

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Le parole, inediti di Daniele Barbieri.

    

   

 

Senza parole

vorrei scrivere poesie senza parole, voglio sciogliere
versi nell’aceto, versi nel fango, vorrei parlare

senza aver nulla da dire, frasi magnificamente
vuote, nuove, sole, nere o piene di silenzi grafici,

piene di vuoto, voglio scrivere poesie di cui sia
sottratto il senso, rubato involato negato, senza

valore di verità, senza responsabilità,
versi d’aceto, versioni vanagloriose del vento

*

Parole usate

riesco a mettere nei versi solo parole già usate
usate, sgonfie, sgualcite, parole raffazzonate,

qua e là sdrucite, qua e là persino scolorite, vecchie
occasioni d’affezione, solo parole già usate,

meglio male utilizzate, magari persino sporche,
usate, sgonfie, sgualcite, mi piacciono se macchiate,

pesanti del loro uso, raffazzonate, nei versi
brillano come carciofi, scintillano come rape,

si distinguono, distinguono l’illusorio dal vivo,
solo parole già usate nella polvere dei versi,

parole sgonfie, che ridono tra i denti radi

*

Parole e cose

le parole non diventano le cose, si rifugiano
piuttosto nell’euforia di una marmellata semantica

che non le onora, le cose rifuggono a loro volta
la luce di quelle cose che si lasciano descrivere

con parole che si prestano facilmente a mentire,
le parole non si inventano le cose, le avvicinano,

le sfiorano, le raccontano in un’esistenza loro
fantasticata, le cose si lasciano trarre allora

lontano da sé medesime, tanto non gliene importa
un fico cosa si dice nell’altro mondo di loro

                    

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