Le ultime arance, di Monica Dolci

Alberto Cini, Tecnica mista

Le ultime arance, di Monica Dolci.

   

   

Monica Dolci è una praticante scrittrice e performance bergamasca, nata nel 1965. Ha una formazione contemporanea maturata attraverso lo studio della danza e della composizione coreografica, il teatro danza nonché la passione per la letteratura e le arti visive.
Il fascino che esercitano su di lei le arti moderne e non convenzionali, nonché la loro possibilità di nutrirsi e contaminarsi a vicenda, condizionano da sempre ogni suo approccio creativo. Ama indirizzare la sua ricerca lungo percorsi che sondano quella che lei definisce l”umanezza”, indagando la persona e la società, là dove sono meno presentabili, meno opportune, convinta che la poesia, la bellezza, si annidino proprio fra le pieghe della fallibilità, dell’imperfezione e della vulnerabilità dell’essere umano.
La sua ricerca è volta verso tutto ciò che le permetta di acuire la sensibilità di uno sguardo trasversale, di un punto di vista inusuale ma sensibile.
Scrive poesia, prosa e drammaturgia. I suoi testi hanno contribuito alla realizzazione di performance multidisciplinari, piece teatrali e cortometraggi. Ha partecipato a concorsi letterari e per drammaturgie ottenendo premi e segnalazioni.

*** 

MEDITERRANEA

E’ ancora freddo
il vento che  spinge alle spalle,
si stringe lo  scialle lordo di sale,
e mare pesante,

Zorba attende,
che il caffè si posi sul fondo,
batte, batte batte e sospende,
ladro di fiato

raspa il pizzo,
che nero tiene la carne,
intrecci di nasse e antiche dita
di  passioni sapienti,

scende  il sudore
giù  per la schiena,
sentieri di timo e salvia selvatica,
batte, batte batte e sospende,

è ancora freddo il vento
che spinge alle spalle,
la risacca trattiene
faticosa la marea riprende…

***

LE ULTIME ARANCE

È ancora buio il mattino,
la corteccia resiste,
forse sottoterra
è già Primavera.

Mi raccontavi delle arance
e dei brutti sogni
a mangiarle di sera,
ma così dolci
si fanno i mostri
fra le lenzuola.

Sfibra la corda
quando tende al finale,
passo dopo passo
l’insonnia cede i nervi alla notte.

***

OCEANO

Dentro le sponde della mappa
si agita la forma in continuo divenire
sono chiacchiere di confine,
creativi tentativi di dar nome alle cose

spingono le maree sui punti cardinali
innalzando vele nella notte di San Pietro,
che i bimbi sognano
viaggi transcontinentali

scava spazio la pressione negli abissi
laggiù nasceranno i vecchi mostri
per combattere nuovi uomini
salva è la vita dentro la pelle della morte

                       

Alberto Cini, Tecnica mista
Alberto Cini, Tecnica mista

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