Lo specchio, poesie di Emilia Barbato

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Lo specchio, poesie di Emilia Barbato.

    

    

Emilia Barbato è nata a Napoli nel 1971 e risiede a Milano. I suoi testi sono apparsi in diverse antologie e sull’Aperiodico ad Apparizione Aleatoria delle Edizioni del Foglio Clandestino. Geografie di un Orlo (CSA Editrice, 2011) è la sua prima raccolta seguono Memoriali Bianchi (Edizioni Smasher, 2014) e Capogatto (Puntoacapo Editrice, 2016) I classificato sezione Libri Editi IX edizione del Concorso Nazionale di Poesia Chiaramonte Gulfi – Città dei musei.

      

Dal fondo del mio avvenire, durante tutta questa vita assurda che avevo vissuta, un soffio oscuro risaliva verso di me attraverso annate che non erano ancora venute e quel soffio uguagliava, al suo passaggio, ogni cosa che mi fosse stata proposta allora nelle annate non meno irreali che stavo vivendo.

Albert Camus –Lo Straniero

      

L’alfa

gli occhi acquosi delle bestie
gridano innocenza
il fiato dalle narici
un peso per l’anima.
Quale tassonomia sintetizza
la discendenza dei nostri
animali primitivi straniero, vieni tu
da me o io da te per scoprirlo?

*

riflesso

ho aperto la decima porta,
sei entrato, portavo guanti
di gomma e capelli tirati
hai varcato la soglia di casa
come un raggio buca la notte
o un ago la vena, mi hai
parlato di tenerezze e sogni
poi di carne e tagliole
ho cresciuto l’ira e l’amore
di un teppista, strappato
dal prato tutti i fiori e bestemmiato
al cielo le sue stagioni, narciso
tremulo d’acqua, mio inquilino
turbato, unico amore totale
lingua, canterò di te la falce
e non la rosa, la follia della passione

*

lo specchio

due colline liquide
e un principio di follia in cima,
lui mi fissa urgente come un nome,
un tono lacustre nelle iridi, qualcosa
che si agita in fondo, una biscia, una lisca,
una lince, se lo trafiggessi con un indice
ne toccherei la fiamma, il baratro, la metà
esatta di un secolo come una mela
il passo quieto della polvere, esercita
un piccolo potere, vuole, teme, supplica
lo confino come un paradiso morfologico
nel suo reticolo di cristallo

*

        

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opera di Maurizio Caruso

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