L’oscuro splendore di John Taylor, note a margine di Claudia Zironi

RITRATTO_DSCN2349 (1) copia

L’oscuro splendore di John Taylor, con traduzione in italiano di Marco Morello, Mimesis Ed. 2018, note a margine di Claudia Zironi.

    

     

Leggendo “L’oscuro splendore” dello scrittore, traduttore, poeta e critico americano John Taylor, edizioni Mimesis 2018, con traduzione italiana di Marco Morello – già “The dark brightness” edito da Xenos Books / Chelsea Ed. in USA nel 2017 –  mi sono ritrovata nello stesso profondo stato di introspezione in cui mi conducono certi ipnotici ermetismi di Celan o di Mandel’stam:

ladder beckoning to the source of the light. light remaining light, even-especially-up there * a little light from darkness itself?
(scala a pioli che fa cenno alla sorgente luminosa, luce che resta luce, persino-specialmente-lassù * una lucina nell’oscurità stessa?) pag.26

Nonostante la puntuale traduzione di Morello, è obbligata la lettura nella lingua originale per entrare nel ritmo serrato del chiaroscuro dei versi, tra allitterazioni, rime e consonanze anglofone:

but the texture/ the architectures// are behind you// almost all the words// just these messages/ mostly faded/ upstrokes downstrokes// only the passage of a hand// …
(ma le tessiture/ le architetture// sono dietro di te// quasi tutte le parole// solo questi messaggi/ in gran parte sbiaditi/pennellate in su e in giù// solo il passaggio di una mano// …) pag.32

Protagoniste delle altalene di affermazioni e negazioni, metafore del transito della vita, sono le nebbie, le ombre, le lingue (ben cinque sono gli idiomi praticati da Taylor!), le strade, le onde, la natura:

from endlessness/ flows toward you// wave after wave// the stonewall// often enough
(dall’infinità/ scorre verso di te// onda dopo onda// il muro di pietra// abbastanza spesso) pag.64

Le suggestioni sono rese da un linguaggio minimale, sobrio e parco di aggettivazione, di chi maneggia la parola dandole grande peso:

through a plain you traced/ five streams// now they flow together/ now they are formless// faraway// at the end of landscape
(hai tracciato cinque ruscelli/ attraverso la pianura// ora scorrono insieme/ ora sono amorfi// via lontano// alla fine del paesaggio) pag.14

Il poeta tramite la contemplazione dell’esistente si interroga, e forse si risponde, sui grandi misteri della mente e dello spirito:

remember this// every/ day/ night/ the dark warm brightness
(ricorda questo// ogni/ giorno/ notte/ l’oscuro caldo splendore) pag.82

Il libro reca significative illustrazioni degli artisti Sibylle Baltzer, Dimitris Souliotis, Nelly Buret e Caroline François-Rubino.

cover
in apertura opera di Maurizio Caruso

One thought on “L’oscuro splendore di John Taylor, note a margine di Claudia Zironi”

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: