L’ozio degli attivi, di Carla Villagrossi

Dismaland, foto PA Images

L’ozio degli attivi. Scritti a margine dell’esperienza del Premio di Poesia Terra di Virgilio 2015, di Carla Villagrossi.

    

   

Ho avuto il piacere di seguire, in qualità di presidente della giuria, una particolare sezione del Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio. Il nome di questa sezione era, e sarà nelle prossime edizioni, “L’ozio degli attivi”. La sua peculiarità è quella di essere dedicata alle persone che vivono in strutture protette. Persone fragili, in condizioni di disagio derivato da problemi fisici o psichici. L’espressione “L’ozio degli attivi” è tratta dall’evocazione di un poeta che ha partecipato quest’anno, nell’ambito della prima edizione del Premio, alla sezione stessa: Alessio Carra.

Ozio, nell’antica cultura greca era inteso ed esaltato come lavoro culturale e intellettuale, differente dal lavoro manuale, ma fortemente attivo, operoso e produttivo: la libertà di fare ciò che si desidera in ambito creativo.

Il Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio accoglie nella sezione Ozio degli attivi unicamente le liriche che per loro stessa costituzione intrattengono riflessioni con la psicologia dell’arte, con l’arte terapia, senza tuttavia aspirare, a riferimenti unicamente di tipo riparativo.

La storica dell’arte Bianca Tosatti a proposito delle opere fuori registro e dei movimenti di outsider art scrive: “È un’arte che sta mettendo in movimento un’onda alta di sensibilità collettiva che potrebbe riagganciare l’arte alla società”. Parliamo di una forma artistica, votata alla sfera relazionale. Non vivendo di soli parametri estetici, la ricerca si rivolge ai processi di trasformazione del prodotto artistico per stabilirsi nei luoghi dell’incontro e del dialogo.

Il luogo che definisce la sezione, è un luogo altro che si abilita nell’appartenenza a una diversità resistente, ai condizionamenti del sistema globalizzante.

Le eterotopie, gli spazi non comuni, si riferiscono a una invenzione di Michel Foucault, il quale alludeva alle utopie situate in luoghi diversi, in luoghi che si contrappongono a tutti gli altri e spesso ne costituiscono una negazione. Ambienti dalle geografie mutevoli, dalle storie inaspettate, luoghi reali eppure eccezionali.

Una questione utopica irrinunciabile per designare i luoghi sacri e profani, protetti, o al contrario aperti, privi di difesa, luoghi urbani o rurali. Si tratta di “contro-spazi” che in rapporto alla vita reale muovono forze non consuete, in grado di trattenere con il corpo e con il pensiero chi li accoglie.

Gli spazi del linguaggio, nel nostro caso, sono spazi di parole rinate che emergono per scongiurare gli spiriti, oppure per liberare dei fantasmi. Nell’atto della scrittura si muovono le forze opposte e contrastanti, alcune conducono alla liberazione, altre alla reclusione. Il luogo figurato nel quale si crea la poesia è uno spazio letterario, creativo, uno spazio vuoto nel quale si formula il linguaggio personale che aspira a diventare plurale. Lì, a pronunciarsi, non sarà mai l’autore, ma il mormorio incessante, la voce indistinta, la parola che non è definizione, ma la sua rarefazione, la sua eterna ombra.

Nella poesia di cui stimo trattando l’autore costruisce le tracce della propria biografia, storia di vita come forma d’arte, per trainare la parola oltre l’autore e portarla all’incontro, all’appuntamento dell’ascolto, all’emozione seguente. L’autore attinge a sé, per cancellare o ridurre la distanza, per trascinare l’altro nella zona di prossimità.

L’idea che l’arte debba essere libera dalla necessità è antica quanto Aristotele. L’atto della scrittura prevarica e suggerisce la fine dell’io dell’autore. Una volta che l’io è al servizio del racconto, della poesia, dell’opera, non appartiene direttamente all’autore, entra in un progetto ininterrotto di realtà mescolate. L’io diventa testimone della propria sorte. La poetica che in questa sezione di poesia è funzionale all’autore, nel privato cerca la stabilità e la consistenza al di fuori del proprio-limite- confine. La natura privata cerca il suo contrario, in un vortice di opposizioni che aspirano al pubblico. La biografia, anche se resta nel respiro sotterraneo dell’opera, rappresenta il superamento dello stesso profilo di vita, diventa abbandono alla rigenerazione incontrando la forma e lo stile.

Per ulteriori informazioni sul Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio, si può fare riferimento al sito www.poesiaterradivirgilio.it
É inoltre possibile leggere il volume antologico dedicato alle poesie vincitrici, menzionate o segnalate, contenente note critiche tematiche: Autori vari – Antologia Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio – Prima edizione 2015 (Gilgamesh Edizioni, Asola, 2015, pagg. 116). Per informazioni e contatti: www.gilgameshedizioni.com – gilgameshedizioni@gmail.com.

                       

Dismaland, foto PA Images
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