La memoria dell’acqua, poesie di Giovanna iorio

tn_Chicoasen Messico

La memoria dell’acqua, poesie di Giovanna iorio (da “La memoria dell’acqua”, Ghaleb Editore 2012).

   

  

Donna fontana

A goccia a goccia ripeteva una storia
sotto il muretto torto
sotto il sole corto
sotto il mio sguardo assorto
l’albero vicino azzittiva
con tutti i suoi uccelli
con tutti i suoi frutti maturi pronti a cadere al suolo
diceva qualcosa di strano una storia simile a un nastro di seta liscia liscia scorreva sulla lingua sul viso
senza capire bevevo senza dissetarmi vivevo.

***

Le spose vergini

sempre brune sempre pallide
falci di luna e chiocciole
di lumaca intorno all’anima
sedute sui muretti come sassi assopiti aspettano mariti
dalla bocca vapore di minestre antiche
sul viso belletto di polvere e farina
offrono intonaco e pane su piatti sfioriti
entrano in letti profumati d’acqua santa e fiori d’arancio
nuotano nel mare
di lenzuola agitate in bauli pesanti
evaporano all’alba
al primo rossore
del volto del sole di loro
non resta che il guscio la bava.

***

Donna alba 

prima che ci scovi la luce
prima che si spenga il latrato del cane
prima che si apra il portone
prima che il bambino trovi il seno
prima che il pane si raffreddi nella cesta
prima che l’acqua scorra nei tubi
prima che le finestre sbattano palpebre e tappeti prima che le coperte coprano le impronte dei corpi prima che il sole accenda i rumori
disegnami lingua e sorriso completami il viso
voglio inondare di parole questo giaciglio.

***

Donna senz’ombra

Io sono il bianco
che si spande
che si allarga sul muro.
Io sono la luce
che dilata le pupille
sono carne bianca
davanti a me il buio della notte indietreggia.
Sono bianca
pietra caduta in un lago
fiore di marmo che galleggia.
Sono una donna senz’ombra.

***

Studio – cucina

Tutto quello che voglio la lavatrice viva
in cucina
che gira i miei panni nel suo oblò che gira i miei panni nel suo oblio che gira che gira che gira
cascate di acqua sapone e schiuma
in cucina.
Tutto quello che voglio una birra aperta
in cucina
che esce dalla lattina
che mesce dalla lattina
che cresce che cresce che cresce
oltre il bordo della lattina e schiuma
in cucina.
Il moto
che sorprende le cose addormentate
in cucina
tutto quello che voglio nel silenzio
di ogni mattina.

***

Autoritratto in giallo

Una finestra aperta sul nulla.

È difficile pensare
se buttarsi
di sotto. Non si vedono

i lastroni di pietra del selciato il viavai di gente
le lucciole
i falò

il corpo
del fiume
annegato. Nemmeno

la luna.

Anche solo uno spicchio

basterebbe. Si potrebbe restare impigliati

al giallo per un po’.

***

Testarda

come un fiore come un filo d’erba

solleverò l’asfalto giuro non mollerò

lo giuro al polline matto che mi soffia
sul cuore

lo giuro alla collina
che mi abbaglia col suo verde lontano

lo giuro a questa frana di sogni che corrono sul fiume di parole

vuote parole nuove.

                              

Chicoasen, Messico,  monumento ai lavoratori della diga
Chicoasen, Messico, monumento ai lavoratori della diga

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