Nostalgia, di Giorgina Busca Gernetti

Alberto Cini, tecnica mista

Nostalgia, di Giorgina Busca Gernetti.

    

    

Giorgina Busca Gernetti, scrittrice, è nata a Piacenza, si è laureata con lode in Lettere Classiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed è stata docente di Italiano e Latino nel Liceo Classico di Gallarate, città dove tuttora vive. Ha studiato pianoforte nel Conservatorio musicale di Piacenza. Ha composto poesie fin dall’adolescenza ma, nonostante i consensi, le esortazioni e qualche pubblicazione su rivista, ha iniziato tardi a renderle note. Di poesia ha pubblicato i libri Asfodeli (Genesi, Torino 1998), Nell’isola dei miti (ALAPAF, Bagheria-Palermo 1999), La luna e la memoria (Genesi, Torino 2000), Ombra della sera (Genesi, Torino 2002), La memoria e la parola (ETS, Pisa 2005), Parole d’ombraluce (Genesi, Torino 2006), Onda per onda (Edizioni del Leone, Spinea-Venezia 2007), L’anima e il lago (Pomezia-Notizie, Pomezia-Roma 2010, Youcanprint, Tricase-Lecce 2012²), Amores (Youcanprint, Tricase-Lecce 2014). In prosa: il saggio su Cesare Pavese nel Centenario della nascita Itinerario verso il 27 agosto 1950 (in Annali del Centro “Pannunzio”, Ed. Pannunzio, Torino 2009; in estratto Youcanprint, Tricase-Lecce 2012) e la raccolta di racconti Sette storie al femminile (in Dedalus n.1, Puntoacapo, Novi Ligure 2011; in estratto Youcanprint, Tricase-Lecce 2013). Il suo decimo libro di poesia, Echi e sussurri, Polistampa, Firenze 2015, è in corso di pubblicazione.

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NOSTALGIA

in volo da Atene 

Eccoti qui, dolente ed improvvisa,
mia nota nostalgia:
ecco la grigia veste del rimpianto.
Non ti avevo sconfitta
tra le rovine di città vetuste?
Ero felice nel sole e nel vento
dell’ellenica terra,
tra le colonne doriche corrose
dal tempo edace, spezzate e riverse
in luoghi arcani cinti di silenzio,
di serena bellezza ancora pregne.
S’effondeva nell’aria l’armonia:
nell’aria trasparente, luminosa
come l’anima fremente di vita.
Ora è svanita l’aura di bellezza
che m’avvolgeva quasi in una nuvola
dall’effluvio d’ambrosia.
O nostalgia romantica di ieri,
perché ritorni a stringermi d’assedio?
Vattene ancora via, fuggi lontano
dall’anima dolente che ricorda,
che rimpiange l’ineffabile gioia
di quegli attimi simili all’eterno.
Vattene via; su, vattene
mia nostalgia nemica!
No. Resta, dolce amica.

Dal libro Ombra della sera, Genesi, Torino 2002

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ELEGIA PER IL MIO FIUME

Scorre lento il mio fiume tra i piloni
del ponte che due terre opposte unisce
mentre l’acqua le scinde e le lambisce
con lutulenta e grigia onda fluente.
Rapidi e vorticosi mulinelli,
gorghi paurosi e rapide improvvise
l’acqua torbida muovono nel mezzo
dell’ampio letto tra sponde fangose.
Mio fiume amato che la mia città
lambisci dolcemente e segni il termine
della mia terra fertile di frutti,
rammentami l’infanzia mia lontana,
l’adolescenza e i primi dolci amori
il tuo corso a ritroso percorrendo,
riportando alla luce come fragili
festuche i miei ricordi evanescenti.
Padus paterno, specchio di mia vita,
tu scorri come il Tempo irrefrenabile.
Una goccia è un istante dell’eterno,
un nulla dentro il tutto immenso e vago.
Mio fiume, scorri eterno da millenni;
non ti fermare quando io t’imploro
di riportarmi le dolci memorie.
Tu sai che tutto scorre come un fiume.
Eraclito di Efeso, “πάντα ῥεῖ”

Dal libro Echi e sussurri, Polistampa, Firenze 2015 (in c. di st.)

                 

Alberto Cini, tecnica mista
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