Note e postille critiche sul poetry slam italiano di Marko Miladinovic

Dismaland, foto  Christopher Jobson per Colossal

Note e postille critiche sul poetry slam italiano di Marko Miladinovic.

    

   

Marko Miladinovic (Vukovar 1988). Vive e lavora a Chiasso. Canta con Fedora Saura. Organizza e conduce il Ticino Poetry Slam. Fa stand-up comedy e il suo recente spettacolo si chiama “Stand up europeans!”. La mostra omonima è visibile fino al 24 gennaio a Villa Pia, sede della fondazione d’arte Erich Lindenberg. Suoi testi sono presenti in antologie poetiche e di racconti, riviste e sul web. Ultimo “La dottorina della gentilezza”.

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“Finché continuerete a provare in qualche modo vergogna di voi stessi, non sarete dei nostri!”
F. Nietzsche, La nostra ultima gratitudine verso l’arte

     

Arrivati alla lettura di questo testo, penso non ci sia bisogno di scrivere cosa sia un poetry slam.
In caso contrario fate voi. Di mio, mi è stato chiesto un contributo e con qualche cosa dovevo cominciare. Scoprii per caso questi eventi, per una fatalità oggi breve sette anni. E sapete quante belle poesie ho sentito e qualche volta detto, che belle città ho visto e quanti amici e alleati ho incontrato grazie ai poetry slam di tutta Italia!

Dopo tante buone cose, ho voluto rifarlo a modo mio, così ho inventato il Ticino Poetry Slam, avanspettacolo di poesia orale e prestante con vincitore. Che un vincitore c’è sempre, e ben venga!
I tarantolati, i detrattori in generale, la mettono spesso su questo punto e ripetono cose come -è una gara è una gara, non si fanno gare con la poesia e poesia con le gare, è solo una gara e la poesia è un’altra cosa eccetera. Ma chi si mette in gioco sa bene che il poetry slam è una scusa, un luogo, l’alternativa a un’avanguardia, un nome come un altro, e si vince niente coll’arte e la poesia (e la poesia e l’arte non hanno scopo e non fanno l’utile di nessuno perché son questo e quello ma non altro) e se v’è un vincitore è perché tutti son perdenti e stanno là, dopo molte fatiche, a rallegrarsi e rallegrare il pubblico -che la morale è sempre la stessa: non si gode se prima non si dà da godere.
Dove sta un confronto, un conflitto, lì soltanto si può gioire superandolo e diventando uomini e artisti migliori. Per questo la frequentazione del poetry slam può incoraggiare i già coraggiosi a esercitarsi nella scrittura, a migliorarsi nella lettura ad alta voce, nel rapporto con il pubblico e perché no, diventare la felice gavetta di un qualche futuro ancora da scoprire.

p.s. Io soltanto mi dispiaccio che quando ci stanno le ballerine, quelle leggano le poesie e mai che facciano anche gli stacchetti.  M.M.

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Intervallo

Piccola o grande utopia
Felice che la morte
Sarà soltanto mia
Ma fintanto, caro lettore
Che buona compagnia!

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testi e operette consultabili

– Tentiamo dirvi
http://www.europa.ch/wp-content/uploads/2015/11/tentiamo-dirvi-marko-miladinovic-002.pdf
– L’autosuperamento di se stessi nei saluti finali del salto in sé
https://imgflip.com/gif/trs0h
– Autoritratto dal busto in sù
https://noubs.wordpress.com/2015/01/23/un-autoritratto-di-marko-miladinovic/
– L’augurio
https://www.youtube.com/watch?v=LpgRl89eQJk
– Tenete buoni quei cani
https://www.youtube.com/watch?v=atNkFUd9aGM
– L’inventore della colpa e operette varie
http://01.numerozero.ch/marko/
– Il capolavoro
http://it.scribd.com/doc/275174862/Il-capolavoro

                       

Dismaland, foto  Christopher Jobson per Colossal
Dismaland, foto Christopher Jobson per Colossal

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