Due poesie da “Il tempo dell’esistenza” di Claudia Zironi Introduzione di Luigi Paraboschi

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Due poesie da “Il tempo dell’esistenza” di Claudia Zironi Introduzione di Luigi Paraboschi.

 

Claudia Zironi dice di sè:

zironiSono nata a Bologna, dove tuttora vivo, quarantotto anni fa, il ventisei di marzo.
A otto anni in gran segreto, dopo aver letto Salgari, ho scritto “La Donna Sandokan”; é iniziata così una carriera di scritti nascosti, accuratamente non condivisi.
Gli scrittori in famiglia si dice, con pudore, che non siano mancati: lo testimoniano reperti polverosi rinvenuti nelle soffitte. Io sono la prima che, a soli quarantotto anni, ha avuto il coraggio di fare outing, ancora in ristretta cerchia e non con i genitori – che il colpo sarebbe troppo forte alla loro età, ancora più di quello che diedi loro intraprendendo e concludendo studi orientalistici all’università – ammettendo il vizio per la poesia.
Fortunatamente e fortunosamente ho una professione di tutto rispetto, in azienda, con mansioni di responsabilità definite in inglese di Trade Marketing. Ciò – l’inglese soprattutto – tranquillizza gli anziani genitori e mi ha consentito di allargare la cerchia di coloro a cui nascondere che scrivo.
Alla figlia undicenne ho detto la verità, invece, per consolarla del fatto che allo spettacolo di quinta elementare, mentre le compagne presentavano un numero di disco dance, lei ha sentito l’irrefrenabile pulsione di recitare il primo canto dell’Inferno come introduzione, e tre sue poesie come pezzo forte.
La sofferta decisione di uscire allo scoperto si è concretizzata a luglio 2012 con l’onore della pubblicazione di tredici mie liriche nel noto blog di poesia http://caponnetto-poesiaperta.blogspot.it

Introduzione di Luigi Paraboschi.

Compito del critico vero e proprio, quando si accosta ad un testo – specie di poesia – è quello di saper scoprire e valorizzare gli aspetti lirici ed i riferimenti cosi detti “ alti “ che egli ha creduto di riscontrare nella sua lettura, io invece credo che il compito del semplice lettore di poesia – quale io mi ostino a dichiararmi da sempre – sia quello di capire, e di mettere un po’ a nudo l’autore letto.

Per trovare una chiave interpretativa a questa opera- prima di Claudia Zironi ho scelto come guida la poesia a pagina 35 dal titolo “ intimismo “ nella quale la prima parola è “concrezione “ che il vocabolario Devoto- Oli registra come :
1. incrostazione o aggregamento di minerali,
2. accrescimento per aggiunta o giustapposizione di altri elementi .
E’ una parola che sembra ibrida perché sta tra “ concretezza “, sfiora “ concezione “ e può approdare ad “ azione “ e mescolando questi tre termini si può generare una sintesi che, accostata all’aggettivo che nel testo la segue, cioè “ acuminata “ ci presenta l’ aspetto ( stavo per scrivere “ un aspetto “ ma non è il solo ) determinante della persona Claudia Zironi.

L’autrice appare come persona che si analizza, si interroga, si pone domande che “ pungolano “, “ strisciano nell’utero “ ( ah, quanto interrogarsi deve stare dietro ogni sua pulsione erotica e non !) “ristagnano contro dighe/ di grovigli metafisici”, ma poi “ la lacerazione della coscienza/ conduce all’inevitabile/ a scegliere.
E il finale che, per qualsiasi altro poeta avrebbe potuto rappresentare un punto di approdo definitivo nascosto dietro/dentro quel verbo “scegliere “ che sembra sommare e risolvere in sé ogni dubbio o problema esistenziale, viene invece liquidato amaramente dalla Zironi con il dissolvimento di ogni incertezza dentro la constatazione che la scelta deve essere compiuta da un “ lui “ completamente esterno e forse estraneo a quei dubbi, tra un tipo di mutandine ed un reggiseno di moda.

E qui forse sarebbe facile liquidare la poetica della Zironi dentro un contenitore genericamente catalogabile con l’etichetta “ esistenziale “, ma una lettura attenta e scrupolosa ci porta a mettere in evidenza che di fronte alla domanda di felicità che è racchiusa dentro testi come “ sorride l’agave “ pag. 47, di fronte al riflettere sul proprio destino, e al rimpianto per gli errori commessi come ben espresso ne “ il fico “, la risposta che l’autrice sa trovare è espressa in “ voglia di solitudine “, a pag. 34 ove, accanto alla fiamma di un braciere ella evidenzia il bisogno di fuga da “ un’umanità chiassosa “ .

E’ un canto che tende all’isolamento quello di questa autrice, un canto nel quale l’uomo vorrebbe essere visto semplicemente come un prodotto della casualità di in dio distratto, ma il condizionale da me usato è d’obbligo e non cancella tutti gli interrogativi che affiorano dalla sua poetica.

Lo scrive molto bene in “ fame di emozioni “ a pag. 39 in cui ella vuole “ esplorare/ la vera fine della rinascita “ che “ si consumerà in un lampo/ nel nulla “ e, prosegue ancora in “ lo scorrere dei nostri giorni “ a pag. 42, affermando che “ non c’è progetto di vita “/ solo, ci si arrende all’attesa/ dell’ingovernabile “ e più avanti “ ci si offre all’arrivo/ dell’inaccettabile “ per concludere con “ ci si riempi la bocca di sale/ quando si aprono le finestre/ sulle vite da trascorrere./ Le serriamo in fretta/ e proseguiamo “.

La conclusione di questo credo laico dell’autrice la troviamo nella poesia “ dico la mia “ a pag. 26 ove scrive “ se si muore/ meglio evitare di sbandierare/ convinzioni, paure, serenità. Arte per pochi la buona educazione/ nella morte. Poi tutti si finisce là “ e conclude “ Serbati in un grembo eterno/ per tutta l’inesistenza terrena “.

E a questo punto della mia lettura-interpretazione non ho potuto che andare a rileggermi i versi che il grande Giorgio Caproni, che non figura tra gli autori alla quale la Zironi afferma di sentirsi debitrice ma che io mi sento di accostarle come intimo sentimento di assurdità a-fideistica, scriveva ne “ il congedo del viaggiatore cerimonioso “ raccolta del 1964


Ed anche a lei, sacerdote
congedo, che m’ha chiesto s’io
( scherzava !) ho avuto in dote
di credere al vero Dio.
Congedo alla sapienza
e congedo all’amore.
Congedo anche alla religione.
Ormai sono a destinazione.
Ora che più forte sento
stridere il freno, vi lascio
davvero, amici. Addio.
Di questo, sono certo : io
son giunto alla disperazione
calma, senza sgomento.

Scendo. Buon proseguimento

e infine non posso dimenticare anche il bellissimo verso finale de “ Verrà la morte “ di pavesiana memoria

scenderemo nel gorgo muti

***

Due poesie da “Il tempo dell’esistenza” di Claudia Zironi.

Giovane ricordo

I miei buffi ricordi
scappano intorno
Li perdo di vista in un attimo
Il megafono della spiaggia
non avvisa
“si é perso un pensiero
di cinque anni fa
col costumino rosso”

Poi chiudo gli occhi
e ne trovo uno lì
pronto ad abbracciarmi
per il bacio della buonanotte

Ha i tuoi stessi occhi scuri
gli manca un dente,
così sorride meglio
quando mi vede
E fa i capricci
per stare con me nel lettone

Si addormenta quieto
succhiandomi il seno
e lì rimane fino al mattino

*

Suicidio d’autore

non ci saranno più lettere
ad accogliere le mattine
è lavoro polveroso
l’archiviazione dei sogni

la sporcizia sulla pelle
rende i dorsi opachi
evidenzia le rughe
accumulate negli addii

ogni stretta di mano
“a presto” mentendo
lascia un segno d’arte
da appendere in galleria

me ne andrò in giro con i palmi alzati
a cercare la giusta luce
affinché tutti ammirino,
ne diano la quotazione

un critico lo definirà
arabeggiante astratto
un acquirente lo appenderà
al muro del soggiorno

poi qualcuno vorrà un alluce
venderò anche lingua e labbra
dove sei stato, a più alto prezzo
il ventre all’asta sarà conteso

a chi chiederà dell’ispirazione
darai l’indirizzo del robivecchi
che oggi sgombera la cantina
sulle note della tua settima

*

il tempodell'esistenza

Queste poesie sono tratte da:
“IL TEMPO DELL’ESISTENZA” di Claudia Zironi – ed. Marco Saya 2012 http://www.marcosayaedizioni.com/catalogo_2.html
Il libro può essere acquistato presso le migliori librerie in rete, ai seguenti indirizzi:
IBS: http://www.ibs.it/code/9788890750021/zironi-claudia/tempo-dell-esistenza.html
LIBRERIA UNIVERSITARIA: http://www.libreriauniversitaria.it/tempo-esistenza-zironi-claudia-marco/libro/9788890750021
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3 thoughts on “Due poesie da “Il tempo dell’esistenza” di Claudia Zironi Introduzione di Luigi Paraboschi”

  1. Complimenti Luigi per la tua presentazione. Poesie che incontrano il mio gusto queste di Claudia Zironi per la capacità che hanno di rendermi partecipe, perchè questo chiedo alla poesia, permettermi di entrare nel vivo del sentimento che l’ha motivata.

    Devo dire che la biografia di Claudia Zironi è molto accattivante, la trovo una simpatica insomma e mi piace un sacco 🙂

    1. Cara Marilena grazie per l’apprezzamento che e’ reciproco. Sono felice che Versante Ripido ti abbia portato meritata fortuna: proprio stamattina ti ho letta nel blog di Paola Musa, complimenti! 🙂 Spero che avremo presto altri tuoi contributi sulla nostra fanzine. Luigi ha fatto un ottimo lavoro di recensione sul mio libro e gliene sono grata. Colgo l’occasione per abbracciare entrambi. Claudia

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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