Parigi è il paradiso… poesie di Loris Maria Marchetti

Moulin Rouge!, Baz Luhrmann, 2001 00_risultato

Parigi è il paradiso… poesie di Loris Maria Marchetti.

     

    

 

Place Saint-Georges

Lui non c’è o non c’è più
e neppure il drago (com’è ovvio),
ma in compenso, dietro un’elegante
cancellata, sorgono palazzetti molto belli,
un rigattiere sulla destra con ciarpame
delizioso e qualche pezzo interessante,
l’austera Biblioteca Thiers sulla sinistra,
al centro il fastoso monumento di Puech
all’immortale e beffardo Gavarni,
e più a sinistra ancora, ove s’innesta
Rue Saint-Georges, l’omonimo teatro
che pensiamo raccolto ed accogliente,
e due stazioni del métro ben mascherate
(una per lato) e l’immancabile bistrot nel cuneo
fra la predetta e Rue Notre-Dame-de-Lorette…
E’ l’ideale per spendervi un week-end,
sbucare inosservati dal métro e rintanarsi
nelle cave mansarde di uno dei palazzi
per un paio di giorni di riposo
o d’amore, quando pioviggina o tira
forte il vento. Ma per viverci sempre
ho molti dubbi, temo in particolare
che sia alquanto carente il panorama.
In questo senso è di gran lunga preferibile
l’ampia dimora in Quai Anatole-France
coi suoi terrazzi spazianti sulla Senna,
sulla Concorde e su altri ammirevoli paesaggi.
Ma, quella, è proprio un’altra Parigi.

(da Le ire inferme, Edizioni dell’Orso, 1989)

***

Pont de la Concorde

E quando fummo al centro
di Pont de la Concorde
il sole spaccò le nuvole
nere di pioggia e una lama
dorata sciabolò la Senna
e i nostri occhi. Era il tramonto,
Venerdì Santo, la luce
trionfava sulle tenebre.

(da Le ire inferme, Edizioni dell’Orso, 1989)

***

Credevo che l’ora fosse giunta…

Credevo che l’ora fosse giunta
(«forse è un po’ presto» mi venne di pensare
«ma sia fatta la volontà del caso
o del fato o di Dio»
quella mattina su un sedile di pietra
di Palais de Chaillot dalla parte dell’ombra…
Fu soltanto uno scherzo del caldo,
della stanchezza. Fosse pur stato
altro, in fondo avrebbe avuto un volto
meno inglorioso, meno amaro, forse
meno probabile a Parigi – lembo
della mia vita (l’unico, credo)
impermeabile all’angoscia.

(da Il Paradiso in Terra, Joker, 1998)

***

Parigi è il paradiso…

Parigi è il paradiso, diceva entusiasta
il taxista che mi portava in albergo
(a lui ignoto, se pure assai centrale),
perché si vive di giorno e di notte
senza interruzione senza soste,
mentre si stupiva che l’Italia
– da sempre sull’orlo dell’abisso –
riuscisse a non piombarvi mai del tutto
dentro: e non mostrava ammirazione,
semmai un malcelato disappunto
(penso fosse seccato
perché dovevo fargli strada io,
provando di conoscere
la ville lumière meglio di lui).

(da Il Paradiso in Terra, Joker, 1998)

***

Parigi

sarebbe proprio il paradiso
se il tempo non vi scorresse troppo
rapido (ma è lei stessa a bruciarlo
troppo in fretta), come sa il negro
che ai piedi di Pont Neuf solfeggia
eternamente sulla tromba
senza decidersi a suonare.

(da Il Paradiso in Terra, Joker, 1998)

                             

Moulin Rouge!, Baz Luhrmann, 2001
Moulin Rouge!, Baz Luhrmann, 2001

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