Parlo di te, editoriale di Michele Giovagnoli

gustave klimt, l'albero della vita_risultato

Parlo di te, editoriale di Michele Giovagnoli.

   

   

Parlo di Te come fossi la donna che mi riposa a fianco. Ha radici anche lei, e lunghi rami d’ossigeno che le aprono il costato. Spesso la osservo immersa nel sonno, seguo la vena che le segna il polso appena fuori dalle lenzuola. Parlo di Te come fossi mio Padre al lavoro. Un artigiano anziano, esperto. La materia grezza lo attraversa per diventare opera. Dalle sue mani nascono ragioni per sorridere della bellezza e dell’ingegno. Silenzioso e inarrestabile, è un caldo ghiacciaio che incide la terra nel suo procedere. Parlo di Te e ne parlo spesso, perché divento le mie parole e tu sei una parola buona. Mi nutre descriverti, mi colora osservarti, mi consola. Ora è l’Autunno, domani si è nudi e in primavera addirittura fioriti. Per due stagioni lo hai raccolto nelle mani ed ora si cammina sul Sole. Come fai, ti domando, a corteggiarlo così bene? A renderlo osservabile e freddo? A farlo cadere? La piega di ogni tuo ramo è una risposta importante. Se ci guardo bene vedo progetti più grandi di ogni cosa. Ma qualcosa sfugge sempre. Osservarti è una raccolta che non si conclude. Io sono piccolo, piccolo e mobile. Tu fisso ed immenso. Io ti giro intorno e ti annuso, tu mi ruoti dentro. Hai estratto la vita dall’acqua per spingerla verso il cielo. Hai creato il canto e la corsa, l’ombra che si osserva dall’aria, la Donna che si versa nell’Uomo. Parlo di Te, Albero, perché io non so stare fermo e mi illudo di viaggiare fuori. Eppure tu sei chiaro, trasparente. E’ tutta in mostra la saggezza. Sei pergamena in controluce. Basterebbe fermarsi e scendere come Te là sotto. Sprofondare con braccia al contrario in un gesto gravitazionale. Puntare dritti al grande Cuore. Parlo di Te, Albero, come se parlassi da solo. E parlo con Te con lo stesso ossigeno che mi dai, e la terra che hai steso nel fondo dei miei occhi.

      

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Testimone del bosco come luogo perfetto e specchio dell’interiorità umana, Michele Giovagnoli lo racconta con entusiasmo e poesia ad adulti e bambini, escursionisti e manager aziendali. Dopo un passato da educatore ambientale, apre fronti innovativi nel Coaching e nello sviluppo personale condividendo percorsi di interazione diretta con gli elementi selvatici. Ultimamente si dedica a tempo pieno all’arte dell’alchimia e alla sua diffusione attraverso conferenze e seminari. E’ anche autore del testo “ALCHIMIA SELVATICA” – Arte di Essere Edizioni (recensione: http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__alchimia-selvatica.php )

                   

keith haring, albero della vita, 1884 - in apertura gustave klimt, l'albero della vita, 1905-1909
keith haring, albero della vita, 1984 – in apertura gustave klimt, l’albero della vita, 1905-1909

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