Piccola lei, poesie di Michela Gorini

Sergio Pasquandrea, Libellula

Piccola lei, poesie di Michela Gorini.

   

   

Michela Gorini è nata a Pesaro nel 1971, dove vive e svolge libera professione come psicoanalista. Si è formata a Roma e specializzata secondo l’orientamento psicoanalitico di Jacques Lacan. Da sempre interessata alle tematiche del femminile, vi si è presto dedicata, leggendo voci plurime e avvicinandosi alla poesia e letteratura di genere. Nei suoi scritti riecheggiano parole e riferimenti alle autrici che l’hanno accompagnata nel viaggio.
Ha partecipato come relatrice a numerose conferenze sul tema della donna e dell’incontro, del corpo e dell’amore, in particolare: la presentazione del documentario di E. Francia Parla con lui. La voce maschile all’interno della coppia, per il ciclo Dialoghi davanti a un film, Consultorio La Famiglia, Fano; la conferenza-dibattito L’amore imperfetto. Malinteso e incontro nella coppia, per il ciclo Effetti collaterali del dolore. Istruzioni per un uso atipico, Libreria Il Catalogo, Pesaro; Le età della donna. Mutamento e rinnovamento, Centro Italiano Femminile, Pesaro; La donna, inventarsi per essere, Ass. PassePartout, Pesaro.
Ha partecipato all’edizione 2017 de L’angolo della poesia, Tutti i giorni che ha fatto Iddio con l’interpretazione di alcuni testi del poeta cileno P. Neruda. Ha partecipato alla presentazione dell’evento di poesia, per il ciclo Pesaro dal tramonto all’alba, dove ha letto e interpretato alcune sue poesie sul tema.
Nel 2018 è uscita la sua opera prima, che contiene l’ultima produzione sull’amore e il corpo, una raccolta di poesie edita per Dot.com Press Poesia, Milano, dal titolo La produzione di amore. Il testo è curato da F. Krauspenhaar, la prefazione da G. Frene. La raccolta è articolata in 4 sezioni, nella prima la voce del corpo femminile che strappa suoni e tremori all’intimo sentire per produrne parole; nella seconda il sentire si tramuta in domanda d’amore all’amato, che diventa sonorità, eco, rumore della propria mancanza; nella terza l’amore per il materno e la figura della Madre; nell’ultima parte l’amore perduto nell’istante in cui non si è trattenuto tra le mani l’impossibile dell’incontro.

Vi proponiamo una selezione di poesie che l’autrice ha fatto per noi dal suo libro di recente uscito “La produzione di amore” alla quale ha aggiunto l’inedito “Poi cominci a sanguinare”:

     

nel tuo sogno non ti ho detto
che ero io ma ho voluto
esserla per me
mi hai cercata nel mare – appuntata
alla bacheca delle tue conchiglie
pregandoti di lasciarmi entrare per la mia
irruenza e solitudine
mi sono impiegata a parlarmi di te

ci ha tolto sete il nostro pane quotidiano
continuavo a perderti prendendoti
per eccesso di partecipazione
perdevo la funzione della lingua dei denti
della produzione di amore

volevo far nascere la vita riprodurla
col sapore di me di te
leggere istantanee da riunire nel tuo salvavita
ho smesso di cercare allora, la tua immediatezza

forse eravamo noi
ogni istante
l’amore crudo inquieto
costante acceso

il lamento della mia sorte indivisibile
della mia sostanza inappagabile

la morsa interiore che mi chiude
i denti la bocca come può
e mi disarma e tu – lontano –
che mi doni presenza e mi parli
e mi disarmi col tuo solo
essere vivo

[conchiglie]

*

dimora sui miei panni lividi di pace intensa
depurami le ore resta, tu
sospendi la distanza tua dal mio crescere

indifferente al viaggio ti vedo separato e chiuso

bruciami d’incanto se vuoi raggiungermi
brucia l’incanto mio respirane l’estro
perdine le trame

se vuoi predisponimi se vuoi
toccami, che io sia ciò che
vuoi

è opera nostra e tu misura, maestro
i nostri sensi stupiti
le distanze dei nostri abiti misura

come resto distanza al tuo
contratto e cresco come
fase lunare

[misura tu]

*

pensa protetta di me
di me fa suo il tappeto
il mio corpo le mie gambe il mio ventre
– appoggiare le sue paure
il suo piccolo corpo ai miei piedi

me li bacia

non so se l’ho generata
non so se ero buona
sufficiente a incontrare dolcezza
permanenza che ho scelto sue
e ho scelto la mia lingua mancante e
ne ho fatto la sola
nostra

madri
ci siamo rese
madri

l’altra e luna e con la stessa sua lingua
mi ha baciato
i piedi e l’esistenza

[piccola lei]

*

mettiamone alla prova l’opaca esistenza,
parole parole
parole necessarie e imposte
non mi soccorrono

deve passarci l’intima voce
sbatterci le mani beffarda

ti accolgono
ti abbracciano
lusingano
ti mostrano

il lato serio della faccenda

ti muovono a
condividere,

prendete – e bevetene tutti

Poi cominci a sanguinare,
ti ha bucata
la loro rifinitura ti ha
bucata!

strillo le uso
perdo i sottintesi

sono solo suoni
rumori ricoverati dentro
mi spingono al calvario
li ho sepolti reduci
i miei reduci le mie
macerie esposte
senza misura fuori orario

sono io, quel resto di parola

leggilo,
pronuncialo
poi lascia che sanguini

[poi cominci a sanguinare]

*

stoffa
ti cerco mi fai nascere pervasivo devi rispondere
tu, cercarmi

tu, sciogliermi
d’inconsistenza quel frazionarsi
l’anima che m’attende

non respiro sussulto
mi fai sorgente d’aria insatura
m’inginocchio alla rovente sete
di te forse dentro non sei più
stoffa

non sei più

[stoffa]

*

         

Sergio Pasquandrea, "Farfalla" - in apertura "Libellula"
Sergio Pasquandrea, “Farfalla” – in apertura “Libellula”

2 thoughts on “Piccola lei, poesie di Michela Gorini”

  1. Cara Michela, le tue poesie sono d’altissimo livello e vanno lette più e più volte, perché sono d’una profondità senza pari. Le rileggerò a poco a poco, un po’ al giorno. Complimenti vivissimi. Sei proprio una grande poetessa. Baci, Anna Maria

    1. Cara Anna Maria, tu sai avvicinarti alla vita e alla profondità senza fuggire. Solo questo mi lascia senza parole. Pochi commenti, reazioni, parole, mentre tu no, tu non lasci che passi inosservato il nervo dell’esistenza, tu lo cogli, anche nel dolore, nella passione, nonostante le tue delicatezza e spontaneità. Ti abbraccio e spero di presentare qualcosa con le nostre voci insieme.

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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