Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Anna Belozorovitch: K. Michel

'Mare d'inverno', olio su garza e velo, 2015_risultato

Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Anna Belozorovitch: K. Michel.

 

       

K. Michel, Poet Photographer: Stephan Raaijmakers
K. Michel, Poet
Photographer: Stephan Raaijmakers

K.Michel è nato in Olanda nel 1958. È stato ispirato prevalentemente da autori come William Carlos Williams, Elizaboeth Bishop, Federico García Lorca, Hans Magnus Enzensberger e Lars Gustafsson. La sua prima raccolta poetica intitolata Ja! Naak als de stenen (Sí! Nudo come le pietre), uscita nel 1989, è stata nominata al Premio C. Buddingh dedicato a giovani poeti danesi. La sua poesia è dinamica, scritta in un linguaggio semplice e ricco di intercalari. Secondo Michiel van Diggelen, la poesia di K. Michel possiede sonorità, colore e un trasporto che comunicano il piacere di vivere, ed emana una vitalità fiera. Nella sua poesia cerca una forma nel mondo attraverso il riscatto delle cose dalla loro oggettività. Il suo messaggio è di fare esperienza della vita, nuda proprio come le pietre. In prosa, K. Michel ha pubblicato anche un’edizione limitata di testi in prosa, intitolata Tingeling, nel 2008 In een handpalm, Ha pubblicato inoltre Boem de nacht (1994), Waterstudies (1999), Kleur de schaduwen (2004), Bij eb is je eiland groter (2010).

     

Anche a lui ho proposto le domande  sul tema della casa che accomunano le interviste di questo numero di Versante Ripido:

     

    

     

Che tipo di rapporto esiste tra i tuoi versi e la tua casa?

Beh, a me piacciono spazi aperti e puliti, senza ingombri e organizzati in maniera chiara. Mi piacciono anche gli angoletti comodi e accoglienti. Mi piace raccogliermi su un divano o sul letto. Allo stesso modo a volte mi piace che i miei versi siano puliti e dalla forma lineare come una terrazza sotto un porticato ricoperto da tegole con un tavolo grande al centro, e altre volte che siano caldi e caotici come la cuccia di un cane.

    

Ci racconti delle scatole segrete che custodiscono ricordi?

No, non posso raccontare nulla delle mie scatole segrete: sarebbe sciocco: perché raccontare qualcosa di segreto a estranei? Però posso dire che conservo piccoli souvenir e ricordi sul davanzale, in mezzo alle piante. Dalla sinistra verso destra: c’è un aeroplano di plastica gialla con carica a molla che può ronzare e muoversi in cerchi; c’è una figurina di pinocchio con braccia e gambe pieghevoli (e un enorme naso appuntito); c’è una tazza di latta proveniente da una prigione americana (dall’area del Mississipi, dove venivano rinchiusi i musicisti di blues); c’è un antico attrezzo da cucina che veniva utilizzato per affettare le patate (somiglia a uno strumento di tortura); c’è una barchetta di legno chiamata Stella Marie; c’è un oggetto rotondo pieno di fori e una sorta di altoparlante che fa il verso della mucca se rovesciato e, per concludere, c’è la piuma di un grande uccello, ma non so quale.

     

Qual è il vento che spira tra i mobili ? della gioia, del rimpianto, del dolore?

Io vivo ad Amsterdam e il mare si trova a soli venti chilometri di distanza; il vento viene prevalentemente da sudest ed è probabilmente vento proveniente dal mare. Se le finestre sono chiuse, resta uno spiffero che passa tra i mobili – potremmo chiamarlo brezza – simile all’aria che esce dalla bocca quando si ridacchia per una battuta simpatica.

      

Dicci del passaggio del tempo tra le cose e di come gli occhi le abbiano viste mutare.

Negli anni alcune parti della mia casa si sono ricoperte di muschio, altre di foglie autunnali, altre da una sabbia molto sottile provenienti dal deserto e una parte si è riempita di gusci di pistacchio e semi di girasole.

 

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: