Poesie per Sofia, di Domenico Cipriano

Interstellar, Christopher Nolan, 2014

Poesie per Sofia, di Domenico Cipriano.

   

    

13267779_10153376754521442_6709249738528915923_nDomenico Cipriano. È nato nel 1970 a Guardia Lombardi (AV), vive e lavora in Irpinia. Vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per l’inedito, ha pubblicato: Il continente perso (Fermenti, 2000, premio Camaiore opera prima), L’enigma della macchina per cucire (L’Arca Felice Edizioni, 2008), Novembre (Transeuropa, 2010, rosa finalista premio Viareggio), Il centro del mondo (Transeuropa, 2014) e November (edizione bilingue a cura di Barbara Carle, Gradiva Publications, New York, 2015). Ha collaborato con vari artisti; ha realizzato il cd di jazz e poesia JPband: Le note richiamano versi (Abeatrecords, 2004) e, dal 2010, guida il progetto Lampioni, per la sua voce e le musiche degli “Elettropercutromba”. Ha scritto i testi di #Hirpiniafelix “Pecore, zappa, scalpello e computer” a cura del Festival internazionale di media art FlussiTalk Rurality 2.0, video-performance presentata a EXPO 2015. Presente in numerose riviste e antologie, è redattore della rivista “Sinestesie”.
www.domenicocipriano.it

Le poesie qui proposte sono tratte da “Il centro del mondo” Transeuropa ed., 2014.

    

***

(a Sofia, nell’attesa)

Un taglio netto, un gesto tra la molle
ellisse della pelle. Gli occhi, la sfida
ad aprirli, il diverbio con la luce
e si raggrinza la vita appena nata:
tanti cinesi nel volto, ricordano il nostro
mutare e confonderci. Si valutano i nodi
che hanno appena cucito la vita,
ma rimuovi ancora nella tua assenza
il nutrimento e la trasformazione
del corpo di tua madre. Sono occhi
ancora invisibili che si offrono
e la luce – mi chiedo – sarà limpida
o tenue timidezza del mondo?

    

(Avellino, 12 ottobre 2006)

*

Oggi mia figlia sta scoprendo
le mani, non ha memoria
(o non dovrebbe) e le chiude
per difesa. La nostra epoca
è racchiusa in quel gesto
e lei l’osserva come per capire
la distanza dalle cose.

     

(Monteforte Irpino, 28 aprile 2007)

*

Sofia asseconda il sonno
con gridii e singhiozzi
cerca in quei suoni gutturali
le stanze nascoste dietro agli occhi
tra i bulbi bianchi e i sorrisi
quelli improvvisi che distanziano
la presenza e il sogno.

     

(Monteforte Irpino, 6 maggio 2007)

*

Sei ancora un pezzo minuscolo
del mondo, eppure lo osservi
impreziosita, curando con gli occhi
il ristagno degli oggetti.
Sembra aspetti un tocco sul viso
un suono appena condiviso
e sorridi, a volte, alle cose
scoprendole assolate nella casa.

     

(Monteforte Irpino, 7 maggio 2007)

*

Moriamo pezzo dopo pezzo mutando,
crescerai e sarai altro, diversa. Ferma
l’immagine che hai già cancellato
nelle ore (non è affidabile la memoria)
così la presenza non è solo un dettaglio
per la nostra comprensione. Filo spinato
e ruggine sui punti fermi del mondo,
ma nemmeno quello spigolo d’universo
ci appartiene. Cambiano con te
le cose abbandonate.

*

               

Interstellar, Christopher Nolan, 2014
Interstellar, Christopher Nolan, 2014

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