Rima del bambino futuro, poesie di Bruno Tognolini

Ragazzo di profilo e viso allo specchio, Autore sconosciuto, 1850

Rima del bambino futuro, poesie di Bruno Tognolini.

    

    

BT-02Bruno Tognolini è nato sotto la grande luce della Sardegna. Poiché però quella luce non bastava, è partito a cercare fortuna lontano lontano, nel Continente pieno di strade e occasioni. Ha cercato per tanti anni, e mentre cercava studiava al DAMS di Bologna, inventava e suonava e costruiva nel teatro di base, e cercava di scrivere sempre. Un giorno, appena uscito dal suo gruppo di teatro e assai impaurito di non saper far niente, ha incontrato la fortuna che cercava: è stato chiamato nella reggia della RAI a scrivere i testi del programma per bambini L’Albero Azzurro. Per fortuna l’hanno chiamato la prima volta, ma non solo per fortuna la seconda e la terza e le altre: evidentemente, anche se a lui pareva di no, qualcosa aveva imparato. Da lì in poi, infatti, non si è più fermato, e ora è fiero di guadagnarsi da vivere scrivendo rime e storie “per bambini e per i loro grandi”. Ha scritto per la TV (4 anni di Albero Azzurro e 11 di Melevisione), ha scritto teatro, canzoni, saggi, centinaia di rime e racconti d’occasione per chi li chiedeva; ha scritto libri, 48 titoli dal 1992 a oggi coi maggiori editori italiani. Per due volte, nel 2007 e 2011, gli è stato assegnato il Premio Andersen. E insomma alla fine si è detto: bene, ho imparato.
Altre notizie e testi su www.tognolini.com

    

     

1.    RIMA DEL BAMBINO FUTURO
Rima d’occasione, scritta per la giornata dei Diritti dei Bambini, su richiesta della Commissione Bicamerale per l’Infanzia, Roma, 20 novembre 2006. Pubblicata su RIME RAMINGHE, Salani 2013.

Sono un bambino, sono il tuo dono
Prima non c’ero e adesso ci sono
Sono il domani, dalle tue mani
Devi difendermi con le tue mani
Sono il futuro, sono arrivato
E sono qui perché tu mi hai chiamato
Come sarà l’orizzonte che tracci
Dipende da come mi abbracci

*

2.    MARCETTA DEI MILITI DEL FUOCO
Dal testo teatrale CHISCIOTTE FENICOTTERO, Cada Die Teatro, Cagliari,2005. Inedito

I libri sono stupidi
I libri sono brutti
I libri sono inutili
Li bruceremo tutti

Fanno venire i brufoli
Fanno venire idee
Danno prurito e scrupoli
Dialettica e diarree

Fanno diventar brutti
Fanno diventar matti
I doveri distrutti
I pensieri distratti

La mente nelle favole
Le pezze nelle giacche
La testa fra le nuvole
E i piedi nelle cacche

Perché noi siamo i militi che giocano col fuoco
Per noi bruciare i libri è un divertente grande gioco
I libri sono tristi, sono grigi, sono brutti
Noi siamo forti e sani, spensierati giovanotti
Noi li bruciamo tutti, non se ne salva uno
Al calore di Fahrenheit… quattrocentocinquantuno!

I libri son vietati
I libri son proibiti
E saranno bruciati
Saranno inceneriti

Son solo spazzatura
Fanno andare all’inferno
Sono contro natura
Sono contro il governo

Chi tiene libri addosso
Finisce nella bara
E la bara nel fosso
E vediamo se impara

Chi brontola e protesta
Diventa un fuorilegge
Gli tagliamo la testa
Vediamo come legge

Perché noi siamo i militi che giocano col fuoco…
(Etc.)

*

3.    FILASTROCCA DEI GENITORI SEPARATI
Rima d’occasione, scritta per un’amica il cui figlio, bambino nella tempesta, ne aveva bisogno. Inedita (per poco).

Accade veramente
Si sono separati
Tu non puoi farci niente
Se gli adulti sono matti

Più matto di un cavallo
Più cieca di una talpa
Non è per niente bello
Ma non hai per niente colpa

Se insieme non li vedi
Come la notte e il giorno
Saranno come i piedi
Che si fanno andare a turno

Se i muri son crollati
Lì parte un altro pezzo
Se sono separati
Tu ci puoi passare in mezzo

In mezzo c’è una strada
Che porta verso il mondo
E che dovunque vada
Non sta lì a girare in tondo

E mentre gli anni girano
Ti accorgerai che è vero
I grandi si dividono
Ma tu rimani intero

Intero fra i ricatti
Fra le ragioni e i torti
I grandi sono matti
Ma i bambini sono forti

Cavalca queste onde
Cresci con uno scatto
Che poi forse da grande
Anche tu sarai un po’ matto

*

4.    RIMA DELLA NOIA AL RISTORANTE
Da RIME DI RABBIA, Salani 2010

Voi parlate, parlate, parlate
Con le voci pallose dei grandi
Le parole noiose annoiate
Fanno schiuma sui piatti rotondi
E pensare che avevate detto
Che qui c’era da attendere poco
Non ho preso neanche un giornaletto
Non ho preso neanche un videogioco
Guardo avanti, a destra, a sinistra
Nella sala la noia fa un velo
Guardo fuori da una finestra
I cartoni animati noiosi di nuvole in cielo

*

5.    CREATURE IN PIEDI (Canzone)
Una delle 75 canzoni scritte per il programma TV per i più piccoli LA MELEVISIONE, puntata n.63 del 2001, Inedita.

Guarda quel Babbo Salice, guarda quel Babbo Olmo
Crema di verde fresco fino al colmo
Guarda la Madre Quercia, guarda quel Padre Faggio
Teste piene di vento e di coraggio
E le radici bevono acque nere e profonde
Le foglie con i rami fanno fronde
Le fronde fanno un albero, gli alberi fanno un bosco
E tu con gli altri uomini, che fai?

Li vedi?
Gli alberi sono creature in piedi.
E anche se sei un grande
Se tu ci vai vicino
I grandi sono loro, e tu il bambino.
Li vedi?
Gli alberi sono creature in piedi.
E anche se sono fermi
E non han sangue rosso
Se esageri, ti correranno addosso!

Una mia zia è un bel Platano, e mio cugino è un Tiglio
Tranne che per l’altezza, gli assomiglio
Ogni giorno mi arrampico sopra i sui rami alti
Lui li piega per farmi fare i salti
Con gli alberi giochiamo, sugli alberi saliamo
E sotto, all’ombra, poi ci riposiamo
Con loro discutiamo il vento del futuro
E tu con gli altri uomini, che fai?…

Li vedi?
Gli alberi sono creature in piedi…
(Etc.)

*

6.    FILASTROCCA PER LA MORTE DI UN NONNO
Una delle 470 scritte per il programma TV per i più piccoli LA MELEVISIONE, poi pubblicata in FILASTROCCHE DELLA MELEVISIONE, Gallucci, 2011.

Caro nonno, son passati tanti giorni
Ho aspettato e ho capito che non torni
Ti hanno messo come un seme in un bell’orto
Ho guardato e ho capito che sei morto
Vorrei farti ritornare, ma non posso
Nel mio cuore il dolore ha fatto un fosso
In quel fosso come un seme ti ho sepolto
E per innaffiarti bene ho pianto molto
È venuta primavera e sei fiorito
Quando il pianto nei miei occhi era finito
Ora è maggio e oramai non piango più
Nel tuo orto son fioriti i gigli blu
E io ancora non ti vedo, però ora so perché
Non ti vedo perché sei dentro di me

*

7.    RIMA SMASCHERATA
Da RIME RAMINGHE, Salani, 2013.

Filastrocca vera e finta
Con la rima rumorosa
Con la faccia un po’ dipinta
Vuol sembrare chissà cosa

Filastrocca finta e vera
Mascherata da leone
Con la musica criniera
Vuol sembrare una canzone

Filastrocca vanitosa
Con le scarpe della zia
Col suo abito da sposa
Vuol sembrare una poesia

Poi le scappa una risata
Un po’ rimata dalla bocca
Ecco qui, smascherata!
Sei una filastrocca!

*

        

"Ritratto di un giovane", autore sconosciuto, 1850-60 - in apertura "Ragazzo di profilo e viso allo specchio", autore sconosciuto, 1850, Met Museum
“Ritratto di un giovane”, autore sconosciuto, 1850-60 – in apertura “Ragazzo di profilo e viso allo specchio”, autore sconosciuto, 1850, Met Museum

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