Rime d’amore e di frontiera di Carla de Falco, note di lettura di Paolo Polvani

WakeUpAndSleep, HollyFood (Welcome to)_06_07

Rime d’amore e di frontiera di Carla de Falco, Temperino rosso ed., 2015, note di lettura di Paolo Polvani.

    

    

E’ un inventario di passaggi, di transiti, e inizia con questi versi:

– la vita è solo porta che si apre –

Le stagioni dell’uomo vi trovano un tentativo di catalogazione, nel loro continuo scivolare a fatica nella vita che conduce sempre a nuove trasformazioni, a – nuovi salti – dice l’autrice. E subito dopo una rivelazione: come reagire alla precarietà, alle incertezze cui ci condannnano i sussulti che prevede la vita?

…nel dubbio scrivo.
Scrivo parole d’acqua, a volte amare
ma non ho tempo per dolermi o stare.
Il mio solco è tutto nel passare
e all’orizzonte già lo vedo
è il mare.

E’ questa una delle sequenze più belle dell’intera raccolta, talmente portatrice di mesaggi, di proponimenti, di illuminazioni e di profondità.
Dunque la scrittura come traccia, come cura, con la consapevolezza amara che si tratti di parole d’acqua, destinate a scivolare via, a confondersi, a diluirsi e smarrirsi, e con la consapevolezza che è il mare che ci attende e che ci accoglierà al limite dell’orizzonte.
Nel percorso tuttavia trovano spazio intense e autentiche parole sulla terra di appartenenza, quel sud che soffia semi nel mondo, – orizzonte sbirciato da finestre sdentate -, e terre la cui aridità produce comunque il fico e il cactus, e dove cipolla mandorla e arancio profumano il Mediterraneo.
Dallo stesso paesaggio credo che l’autrice riesca a mutuare suoni caldi, ritmi veloci, una musicalità tutta meridionale:

la mia voce è talmente fuori moda,
fuori fuoco, fuori onda, fuori coro…
da risuonare praticamente muta,
dissonante.

Infine in storie d’ascolto, una delle sezioni finali, è una carrellata di figure, di incontri: la terapista abituata ad abitare il naufragio di case d’altri, di vite straniere, e le donne che sfidano la notte, e qualcuna parla a mezza voce di orari, di bus e di lenzuola, e i vecchi che inciampano in ricordi antichi, una autentica immersione nella sincerità del dolore quotidiano, nella ineluttabilità del passaggio.
Mi piace segnalare, dalla sezione Aferesi, questa bellissima sequenza:

brucia di silenzio la strada
quando ricordo le sporte di mia madre
sempre troppo dolorose
e ripenso allo stupore per le cose
più banali nella scoperta della vita.
brucia dentro le parole
il senso pieno e denso dei silenzi
il valore dei vuoti, degli spazi.

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in apertura WakeUpAndSleep, HollyFood (Welcome to), Short walk in the Mountain Cream snow

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