Rock Poetry by Sf: Jim e Brian

image0001

Rock Poetry by Sf: Jim e Brian.

   

  

Una giornata di sole al Pére Lachaise a vagabondare nei viali alberati, in ammirazione della serena maestosità delle tombe. Nei labirinti di foglie e silenzio i viaggiatori tengono in mano le cartine e leggono i nomi famosi. A volte le pietre che li nascondono e insieme li scoprono, si trovano per caso, che camminare seguendo una cartina non è sempre facile e può essere persino noioso. Più divertente camminare con il naso all’aria, respirare il profumo della primavera e volgere lo sguardo a destra e a sinistra, come ad una partita di tennis.
Nella tomba di Jim Morrison però non ci si imbatte per caso. La si cerca. Seminascosta, inaccessibile, protetta da transenne di ferro. Non è mai deserta. Da tutto il mondo vengono a suonare la chitarra e bere birra. Il pellegrinaggio termina così. Facendo del rock, come omaggio.

Tutti si ricordano della rock star. Non così del poeta.
Dice l’amico  Frank Lisciandro che scrivesse tantissimo e dimenticasse i suoi taccuini ovunque. La passione per le parole e il vizio di disfarsene.

Il 3 luglio del 1969 Brian Jones, chitarrista dei Rolling Stones, viene trovato morto sul fondo della sua piscina. Jim Morrison scrive di getto una poesia. A fine mese, in occasione del prossimo concerto dei Doors, la distribuisce al pubblico. Stampa verde su carta color ambra.
A fine concerto, a terra rimangono quei fogli, dalla forma di aeroplani di carta. Dice Lisciandro nel ricordare l’episodio: “Quando mai una rockstar ha distribuito una sua poesia ad un concerto?”.
Quando mai?

*

Ode a Los Angels pensando a Brian Jones, deceduto

Jim Morrison

     

Sono un cittadino
appena scelto per impersonare
il Principe di Danimarca

Povera Ofelia

Tutti i fantasmi che lui non ha mai visto
galleggiano verso la morte
su di una candela di ferro

Ritorna, guerriero coraggioso
tuffati
in un altro canale

In una pozzanghera di burro bollente
dov’é Marrakesh
sotto le cascate
la violenta tempesta
dove i selvaggi hanno rotto le righe
nel tardo pomeriggio
mostri del ritmo

Hai abbandonato il tuo
nulla
per competere con il
silenzio

Spero te ne sia andato
sorridendo
come un bambino
nel fresco residuo
di un sogno

L’uomo angelo
in gara con i serpenti
per i palmi
& le dita
finalmente reclama
questa anima
generosa

Ofelia

Foglie, inzuppate
nella seta

Cloro
sogno
testimone
dalla pazzia repressa

Il trampolino, il tuffo
la piscina

Eri un combattente
una musa del muschio di damasco

Eri il sole
sbiadito
per il pomeriggio televisivo

Rospi cornuti
l’anticonformista della macchia gialla
guarda ora dove è finito
tu
nel paradiso di carne
con i cannibali
& gli ebrei

Il giardiniere
trovò
il corpo, incontrollato, galleggiante

Rigido
cos’è quella materia verde
di cui sei fatto?

Fori nella pelle
della dea

Puzzerà
mentre lo portano in paradiso
attraverso le sale
della musica?

Nessuna possibilità.

Requiem per un teppista
Quel sorriso
quello sguardo lascivo
da porco satiro
è balzato su
dentro la terra grassa

    

(grazie a Cory S  per Jim Morrison Manga)

   

 

 

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: