Rock Poetry by Sf: Dio salvi la Regina

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Rock poetry by Sf: Dio salvi la Regina

      

    

Dunque, sono occorsi (non necessariamente nell’ordine): una buona dose di incoscienza, una forte inclinazione per gli eccessi, un’intensa propensione alla rivolta, una sorta di spontanea ingenuità, una certa sfrontataggine, un’estrema necessità di trasgressione.
E musica. Tanta. Fuori dagli schemi.
Insomma, bisognava avere vent’anni, a metà degli anni 70.

Se fosse un racconto, sarebbe una favola gotica.
Johnny il Marcio, uno con il gusto per la provocazione (ancora oggi).
Sid il Malvagio, da subito (e per sempre) bello e dannato. Nancy, la sua perduta “anti-eroina”.
Malcom e Vivienne, gli artisti visuali, gli stilisti.

Malcom McLaren ha talento ed è smaliziato quanto basta. Dalla boutique più eccentrica di Londra, dove passa tutto il rock dell’epoca, detta le regole della moda insieme a Vivienne Westwood (la grande sopravvissuta di questa storia, la regina). E intanto plasma il suo Golem. Sceglie John Lydon come leader, lo ribattezza Johnny Rotten, confeziona il gruppo, pianifica gli eventi.

Il punk ha una carica politica enorme. E’ il pensiero libero concretizzato in libera azione. E insieme è il genere musicale che più incarna il concetto di spettacolo. Più del glam, più di ogni altro genere passato e futuro. Ha segni di riconoscimento che trascendono la musica, coinvolgono gli abiti, la pelle, il corpo. Lo spettacolo si riversa fuori dal palco, nelle strade. Salta i confini dell’impero. Si propaga ad una velocità incredibile. Inarrestabile.

I concerti rompono gli schemi, sono pura energia, sfrenate danze collettive.
Nel gruppo qualcuno va, qualcuno viene.
Poi se ne vanno tutti.
Nel giro di tre anni i Sex Pistols si disintegrano. Rimangono un album e una manciata di singoli potentissimi.
Nessun erede.
Ma ormai la storia è fatta.

Ai margini, un finto documentario ne svela il trucco.
Cosa c’è di più vero di un bluff? Dichiarando una truffa attraverso il cinema si finisce per esaltarla.
Una menzogna dentro un’altra menzogna. Uno spettacolo nello spettacolo.
Alla fine, non si trattava di essere sinceri. Non si trattava di fiducia. Si trattava di rivoltare il palco. Distruggere il sistema. E anche di fare soldi. It’s only rock ‘n’ roll.
Che importa. Come canta Sid Vicious nel film di Julian Temple, nella rappresentazione di se stesso, sbeffeggiando Frank Sinatra e creando una delle cover più belle di tutti i tempi, “I did it my way”.

        

Dio salvi la regina, il regime fascista
hanno fatto di te un imbecille, una potenziale bomba H
Dio salvi la Regina, non è un essere umano
Non esiste futuro nei sogni dell’Inghilterra
Non farti dire cosa volere, non farti dire di cosa hai bisogno
Non c’è futuro, nessuno futuro, per te

Dio salvi la regina, sul serio
amiamo la nostra regina, Dio salvi

Dio salvi la Regina
perchè i turisti sono denaro
il nostro burattino non è quello che sembra
Dio salvi la storia, Dio salvi la nostra folle parata
Dio ha pietà, tutti i crimini sono pagati
dove non c’è futuro, come può esserci peccato
Siamo i fiori nella pattumiera
Siamo il veleno della macchina umana
Siamo il futuro, il vostro futuro

God save the Queen
Sex Pistols
1977

       

In apertura Demetrio Polimeno, Linee d’ombra, Storie brevi, senza titolo 07-2015, particolare

 

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