Rock poetry by Sf: Robert Smith

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Rock poetry by Sf: Robert Smith.

    

    

Ma cosa deve essere stato per Robert Smith ragazzo dal nome ordinario scrivere le canzoni dei Cure arrangiarle e cantarle e suonarle il trucco pesante sugli occhi il rosso sgargiante sulle labbra i lunghi capelli arruffati l’abbigliamento rigorosamente nero i cappotti gli anfibi ai piedi anni e anni di musica e di parole e quello sguardo dolce un po’ infantile e trasognato e poi ritrovarsi ad essere un’icona e migliaia di ragazzi e di ragazze in tutto il mondo che cercano di assomigliarti e poi un regista italiano che gira gli Stati Uniti per tre anni e intanto osserva e immagina e scrive e finisce che nel suo film il protagonista ha proprio il tuo aspetto ed è una rock star proprio come te questa specie di Peter Pan dark dall’ironia pungente fuori posto ma con naturalezza e candore perché un mito del rock è immune dal ridicolo…

                       

Plainsong

“Penso sia buio e sembra che piova”

hai detto

“E il vento soffia come se fosse la fine del mondo”

hai detto

“E fa così freddo

È come il freddo di quando sei morto”

E poi hai sorriso

per un secondo

“Penso di essere vecchia e mi fa male”

hai detto

“E tutto si sta esaurendo come se fosse la fine del mondo”

hai detto

“E fa così freddo

E’ come il freddo di quando sei morto”

 

E poi hai sorriso

per un secondo

 

Qualche volta mi fai sentire

come se vivessi ai margini del mondo

“È solo il modo in cui sorrido”

hai detto

 

Robert Smith – The Cure

 

BE-robertsmith

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