Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Luca Ariano: Dan Fante

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Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Luca Ariano: Dan Fante.

   

   

Da questo mese su Versante Ripido si inaugura una rubrica di poesia straniera. Ci avvarremo di poeti e traduttori che da anni sono impegnati a diffondere e a far conoscere poeti stranieri da noi sconosciuti, in un Paese che troppo spesso guarda al proprio ombelico e poco a quello che vi è attorno. Scopo di questa rubrica è far conoscere ai lettori nuovi  poeti o comunque poco conosciuti e tradotti in Italia.

Sperando di fare cosa gradita cominciamo con Dan Fante tradotto da Gabriella Montanari. Dan Fante, figlio del celebre scrittore italo-americano John, ha una scrittura diretta, molto cruda, tipica di molta poesia Beat ma non solo, diciamo nordamericana che spesso fa un uso del linguaggio colloquiale, descrivendo situazioni della vita reale di tutti i giorni con tocchi minimalisti: “Quarantun’anni / il conto in banca a due cifre / dozzine di lavori andati a monte / una scatola piena di foto di bambini ed ex-mogli / e / nessuna idea sul da farsi […]”

Queste poesie di Fante possono ricordare certi versi di Carver, pur con un suo vissuto personale ed un dettato proprio che fanno di Dan Fante un poeta da leggere e conoscere per apprendere una società, un periodo storico della nostra epoca. L. A.

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il grande dansbyDan (Daniel Smart) Fante nasce a Los Angeles nel 1944 dal celebre scrittore italo-americano John Fante e da Joyce Smart, redattrice e poetessa. Ventenne, abbandona gli studi e la città natale per recarsi a New York dove vivrà, per dodici anni, di espedienti e piccoli lavori (tassista, commesso, venditore al telefono, guardiano di notte, investigatore privato…). Dopo l’alcol, la droga, i guai con la giustizia, i divorzi e la depressione, a quarantacinque anni intraprende la carriera di scrittore. È autore di romanzi (Angeli a pezzi, Agganci, Buttarsi), che vedono come protagonista il suo alter-ego Bruno Dante, ma anche di racconti, poesie e commedie. Nel 2011, ha pubblicato negli Stati Uniti l’autobiografia Fante: A Family’s Legacy of Writing, Drinking and Surviving. Nel 2013 esce, sempre negli USA, il suo primo giallo, Point Doom.

Ogni estate visita la cittadina abruzzese di Torricella Peligna da dove, nel 1901, il nonno Nicola (Nick) Fante partì per l’America.

Insieme alla moglie Ayrin e al figlio Giovanni, vive attualmente a Los Angeles, dove insegna scrittura creativa presso l’Università di U.C.L.A.

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Ieri
silurato di fresco
per l’ennesima volta
e senza prospettive
ho trascinato
il mio umile culo
nella camera sul retro della vecchia e fredda casa
di mia madre

Quarantun’anni
il conto in banca a due cifre
dozzine di lavori andati a monte
una scatola piena di foto di bambini ed ex-mogli
e
nessuna idea sul da farsi

allora

ho tirato fuori
il mio ultimo romanzo non pubblicato
le mie due — anzi ora tre — commedie non rappresentate
le mie centinaia di poesie
e i miei racconti alla Ray Carver
e
la mia biancheria sporca

Ho incrociato mia mamma nell’ingresso,
lei ha distolto lo sguardo
forse pieno di vergogna — di certo Immagine3seccato
alla vista
di quel figlio fallito nel quale, un tempo
alcuni avevano visto
del potenziale

Poi, non avendo altro da fare
mi sono preparato una tazza di caffè,
ho preso le sigarette,
e ho fatto il giro lungo fino alla scogliera
sopra l’oceano
e

laggiù
al freddo sulla roccia
connesso al momento
ho spalancato gli occhi
appena in tempo
per contemplare
un altro perfetto tramonto a Malibù.

      

***

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Di notte
quando scopiamo
mi capita a volte di non riuscire a concentrarmi
e mi va via la voglia
allora torno indietro di venticinque estati
e penso a
Stinky
che aveva diciannove anni quando ci siamo incontrati ai corsi serali
le piacevano le mie scarpe logore
e le mie poesie sgraziate da tassista
non era mai stata a letto con un bianco
aveva la più sublime e morbida pelle nera
e un vitino da vespa
i suoi vecchi erano proprietari di una stazione di servizio nel nord dello stato
arrivava da me con il New York Central
passava i fine settimana nella mia camera sulla 51esima
a bere Mad Dog 20-20 tutta la notte
il bagno nell’entrata — e tossici ovunque
che vagavano come zombi
la radio che sussurrava per ore intere
le mitiche canzoni d’amore
e quell’incredibile continua e insaziabile fame
l’uno dell’altra

Allora
quelle notti – in cui mi va via la voglia
e pare che anche la magia tra di noi se ne sia andata
Stinky è la mia arma segreta
ripenso a lei — al suo modo di far festa
succhiandomi il cazzo
fino al midollo
e al suo sorriso che diceva sempre fottimi ancora
e così
ritrovo quella perfezione
e in silenzio — come siamo soliti scopare — la ringrazio
per l’aiuto che mi dà
con questo terzo stanco matrimonio.

                   

rashomon - akira kurosawa
rashomon – akira kurosawa

One thought on “Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Luca Ariano: Dan Fante”

  1. Ottima iniziativa.
    Riprende un po’ da Carver, un po’ dal papà, un po’ da Bucowski ma più volgare di tutti e tre, persino di quest’ultimo. Un saluto.

Gentile lettore, all'autore di questo articolo farà molto piacere se vorrai lasciare un commento.

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