Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Luca Ariano: Joe Salerno

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Rubrica poesia dal mondo, puntata a cura di Luca Ariano: Joe Salerno.

   

   

Questo mese presentiamo Joe Salerno (1947-1995) tradotto da Emanuel di Pasquale. Poeta di una straordinaria forza poetica, come si può evincere da questi versi; l’occhio lucido sempre attento alle vicende umane ed alla quotidianità, nella perfetta tradizione di molti suoi poeti contemporanei; alcuni passi mi hanno ricordato un altro italo-americano come Gregory Corso. L.A.

*

Questo brano è tratto dall’introduzione di Felix Stefanile al libro che ho tradotto, Canzone della Magnolia, di Joseph Francis Salerno, un poeta italo americano, ora scomparso, pubblicato da Bordighera Press:

“Come tutti i bravi poeti, Salerno ci mostra che il mondo non è il mondo. Ognuno di noi ha la propria maniera di accettare ciò che è reale e familiare, per come lo vediamo e lo conosciamo, ma il poeta di questo libro vede attraverso e oltre ciò che è familiare, fino a ciò che è strano e straordinario. Ciò che ė familiare è STRANO, anche se ciò che è strano è familiare. A volte, Salerno chiama questa realtà “landa selvaggia” mentre altre volte corteggia esplicitamente l’immaginario. Salerno è un conoscitore della vita nascosta, che fiorisce nel quotidianità.
La maggiore caratteristica della poesia di Joe Salerno è l’amore per il mondo degli oggetti, della carne e del linguaggio. La sua sensibilità è emotiva ed eroica… Joe ha lasciato dietro a sè un libro trionfante, dolce e sorprendente.
Il libro è Song of the Tulip Tree, che ho tradotto in “La Canzone della Magnolia”, pubblicato da Bordighera Press in doppia lingua. Il libro ha vinto il Bordighera Poetry Prize.
Joe era un buddista e un poeta nato.”

Emanuel di Pasquale

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Moose Love

Almost shyly
The large male moves
Slowly towards her,
His love
A patient bawling
Of desire.  He waits
With his big eyes open and calm,
Days sometimes, for her
Leisurely acquiescence
To his need

He shakes from time to time
The two immense wings of his antlers,
Rattling dry brush
And scraping the bark of trees;
A tense serenade, as she
Walks on ahead,
Her inviting rump flagrantly
Casual of his arousal

Only then, after such
Meek pursuit and love-wandering,
Finally, in the weeds
Of autumn, will she let him mount;
His great shaggy patience
Brimming over into awkward passion,
As each long pulse of seed
Fills her quietly
And she wears above her
The vast triumphal
Wavering of his crown.

*

Amor d’alce

Quasi timidamente,
Il grande maschio si muove
Lentamente verso di lei,
Il suo amore
Un paziente acuto
Di desiderio.  Lui aspetta
Con I suoi grande occhi aperti, calmi,
A volte per giorni,
La rilassate acquiescenza di lei
Al suo bisogno

Scrolla di tanto in tanto
Le due immense ali delle sue corna,
Scuotendo la secca boscaglia
E raschiando la corteccia degli alberi;
Un’ansiose serenate, mentre lei
Cammina davanti,
La sua groppa invitante scandalosamente
Indifferente alla sua eccitazione

Solo allora, dopo tale
Mansueto inseguimento e vagabondaggio d’amore,
Finalmente, fra le alte erbe
Dell’autunno, lei si lascerà montare;
La sua grande irsuta pazienza
Straboccante in maldestra passione,
Mentre ogni lungo pulsare di seme
La riempie silenziosamente
E lei indossa sopra di se`
Il vasto trionfale
Tremolio della sua maschia corona.

                                 

Isola Elephanta, India
Isola Elephanta, India

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