Rubrica viaggi e vacanze: versi di Fabrizio Bregoli

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Rubrica viaggi e vacanze: versi di Fabrizio Bregoli
da “Baedeker. Libro di Viaggi”, Montedit 2014.

    

   

Le vecchie di Sofia

Così mi accogli:
con un estremo lembo di vetro e cemento
vetusti falansteri di regime, scalcinati termitai
fontane di vuoti specchi, aridi rami
strappati ad una primavera in contumacia
acque fangose d’un misero torrente mai fiume.
In anguste vene scorre anche quest’ora
si cancellano i passi lenti sui ponti
la loro sfida al velo del giorno, alla memoria
ed è un angelo nero, opaco
a vegliare sull’eremo dei tetti
a chiedere spazio all’orizzonte – privilegio
di un volo – quando non sa brillare
l’oro delle cupole al confine della sera
e crollano bastioni d’ombra su antichi eroi.
Eppure a questa smorta vigilia ancora
credono le vecchie – profili bizantini
ginocchia nude nei solchi del legno –
e conoscono ogni riflesso delle volte
tra i tardi raggi fendenti le vetrate
difendono ogni tremito di fiamma
da sospiri accorati di preghiera
scandiscono ogni goccia di cera
che affretta il respiro, fa sporgere la lingua
con consueta e rinnovata impazienza
mentre stilla l’ultima candela
e tutto più fioco, più dubbio pare.
E mia, t’accolgo.

***

Limski Kanal

Appena a lato, nella stretta cortina
di rocce e di tronchi, sotto la strada
affollata di auto al sole, la rena umida
la riva all’ombra, la baracca, gabbie
incrostate di sale e silenzio, gusci
ammonticchiati di mitili ed ostriche
lezzo di scaglie, di legno fradicio, d’oblio.
Qui non giungono i passi dei turisti
scansano il recesso dove immoto
il fiordo s’acquatta, impasta la bocca
di fango e di foglie, attende un guizzo
una corrente, un insperato sussulto
sul basso fondale di terra e di sterpi
di cocci e di vetri, di lattine e di sassi
sul velo azzurro-ocra delle acque
ed è sua l’inquieta staffetta del cane
sudicio, macilento a guardia del nulla
a misurare i due metri fra le lamiere
e le maglie consunte, pendolo inerte
d’un tempo che ignora la fretta dei battelli
poco discosti, sull’ormeggio frenetico
delle escursioni organizzate, rituali.
Eppure senti gorgogliare un destino
sotto la superficie indifferente
piatta, senti lo scuotere dei polsi
il loro sciogliersi lento
impercettibile, verso il mare.

***

L’osteria di Brallo

Come da un confine vi si giunge
vi si sale nel cuneo dei monti
per la piazza e di nulla si sospetta
se tutte chiuse le imposte, i battenti
sfollato il borgo, c’accoglie l’osteria.
Lo spoglio bancone, l’opaco marmo
i tavoli di fòrmica, il tutto disadorno.
Ma per noi, non attesi, dal silenzio
li udiamo parlare – goffi, rudi
un uomo, una donna, presaghi dell’ora –
per noi sparigliando la mano di carte
nell’angolo dove scrutano, origliano
confabulano, dardeggiano in guizzi
più lesti più accesi, di lato al camino.
Siamo noi la fiamma che li ravviva
– l’insolito, l’imprevisto, l’inopinato –
sul vetro ingrigito dall’inverno?
Oppure siamo noi lo sfaldarsi
della legna che lenta si consuma
sul niente che c’insegnano a colmare?
Stranieri e reduci, di un’altra stirpe
di viadotti d’ombra, di solitudini
– è nostro, benché loro, quello sguardo
strabico, forestiero.

***

Gambara

Già scoscende il brullo delle stoppie
sull’urgere di case, ma non tace
il murmure roco che il ponte sovrasta
il passero precipite preda del piombo
il crepitio sulla ghiaia – di passi, di chi
non conosce ritorno – il mio
fuggevole battito tra immutate stagioni.
Echi trasudano nei cortili, richiami
per le ginocchia sbucciate, per le dita infangate
nella terra frugando lombrichi.
E lì ancora confinato, afferrando
code di lucertola, resto sulla curva
declinante dei giorni, in un eterno altrove
in un perenne ovunque ignaro
dell’approdo degli anni, del distacco
se a chiamare più alto è il silenzio
quando si scuce la notte
di campanili e di ricordi.
E le mani…

*

Fabrizio Bregoli, nato a Leno (BS) nel 1972 ha vissuto fino a 24 anni nella bassa bresciana a cui è indissolubilmente legato e dal 1997 risiede in Brianza.

Laureato con lode in Ingegneria Elettronica nel 1997, master in Marketing nel 2000, lavora nelle telecomunicazioni.

Compone e si interessa di poesia fin dall’adolescenza, anche se solo recentemente ha scelto di condividere i suoi lavori con il pubblico.

La sua prima opera Eresia del Cuore (Ilmiolibro) è del 2012, seguita dalla plaquette Grandi Poeti (Pulcinoelefante), da Volti (Vitale) nel 2013 e da Baedeker. Libro di Viaggi (Montedit) nel 2014.

Suoi lavori sono stati pubblicati sulle riviste Euterpe, Alla Bottega e Versante Ripido ed è stato incluso nell’Enciclopedia della Poesia Contemporanea 2014 della Fondazione Mario Luzi.

Ha conseguito oltre 70 riconoscimenti in premi nazionali di poesia.

                     

sogni (yume) - akira kurosawa
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