S’aggiungono altre voci, poesie di Sandro Angelucci

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S’aggiungono altre voci, poesie di Sandro Angelucci.

         

     

S’aggiungono altre voci

Non canta il gallo.
Risponde a chi lo chiama
sporgendosi al balcone del mattino.
È la luce, è il Sole che lo cerca,
che gli domanda
se ancora riconosce chi tradisce.
Tre volte,
senza saltare un giorno,
ripete il nome.
Trenta denari, sempre quelli,
l’offerta, il baratto,
la guerra al posto della pace.
Ma Giuda è morto
mentre la cattiveria sopravvive.
C’è qualcosa di più forte dell’amore?
Al gallo
si sono aggiunte voci da ogni dove:
cantano le tortore, i passeri,
i girasoli.
Ed alle loro
s’unisce il suono di queste mie parole.

***

Da terra verso i rami

In volo.
Tutti insieme.
Da terra verso i rami.
E l’albero
torna con le foglie.
Come se non le avesse
mai perdute.
Come se ancora fosse
primavera.

***

Il cane di natale

Il cane di Natale
è un piccolo pointer bianco e nero
che annusa chi lo incontra per la strada.
La libertà
che insegue i prigionieri.
Un randagio
che fugge dal padrone.
Un nomade
che scuote i sedentari.
Natale non è nulla di quello che facciamo.
È la carezza
che dobbiamo ancora dare.
Natale, semplicemente,
è un cane.

***

Chicca

Non tradire l’attesa
di chi
non sa quando vado a trovarla
eppure mi aspetta.
Lì, dietro la rete di ferro
che ha l’assurda pretesa
di dividere il vero dai sogni.
Mi vede, mi lecca, mi parla.
Non ho altro da offrirle
che un piccolo pezzo di legno
raccolto da terra.
Lo azzanna, lo spolpa
come fosse un cosciotto di pollo,
il suo cibo, il pasto del giorno.
Torno indietro.
Mi sento diverso.
Adesso, davvero, mi spinge
il succedersi lento dei passi.

***

Nel sangue aveva le tormente
(in morte dello scoiattolo canadese)

Ti ho dato tanto.
E avrei potuto darti molto di più.
Non rinchiudendoti in quella gabbia
per esempio.
Mi hai dato tanto.
E avresti potuto darmi
ciò che sembra irraggiungibile
se solo ci fossimo incontrati
nelle tue foreste.
Liberi:
tu di saltare da un ramo all’altro,
io di non comprarti.
Non è successo
ma non di meno ti sento e credo vivo.
Con rabbia,
con una forza insolita, indicibile
ho fatto un buco nella terra.
E ti ho protetto
dal gelo della morte,
tu, che nel sangue avevi le tormente.
Il corpo senza vita di mia nonna.
Soltanto allora seppi del dolore.
Tutto rinasce – oggi l’hai ribadito –
se muori di un amore che non scegli.

        

Tutti i testi sono tratti da Si aggiungono voci (LietoColle Ed. 2014)

                     

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One thought on “S’aggiungono altre voci, poesie di Sandro Angelucci”

  1. Le poesie proposte portano il lettore a conoscere alcune tra le tante voci che “ si aggiungono” una accanto all’altra in questa silloge dal linguaggio cosmico frutto dello sguardo del poeta alla terra, al cielo. Sempre ammirato dalla bellezza del creato, dall’armonia delle sue leggi e incuriosito dal mistero, il poeta s’interroga e interroga gli esseri che la abitano: ecco ad esempio il gallo chiamato dalla luce che lo cerca per chiedergli che ne pensa dell’umana condizione, del Bene e del Male. Ecco il cane che a differenza dell’uomo vorace sa aspettare il suo “pasto del giorno”, ecco lo scoiattolo libero di “saltare da un ramo all’altro” nelle foreste dove ancora si è liberi di rinascere. Può Angelucci interrogare gli uccelli e gli altri esseri perché sa comprenderne il linguaggio sapienziale, fonte d’insegnamenti etici. E lo sguardo verso una natura percepita come madre è (con i suoi picchi d’azzurro e le successive cadute) pur sempre proteso verso l’alto, al volo metafora della vita:
    In volo./Tutti insieme./Da terra verso i rami./E l’albero/torna con le foglie./Come se non le avesse/mai perdute.7Come se ancora fosse/primavera.
    Il volo, condizione di ricerca di libertà, di superamento dei limiti, del tormento interiore ma soprattutto della caducità che lascia spazio a nuova fioritura.
    Annalisa Rodeghiero

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